COSA DICE LA LEGGE A PROPOSITO DELLE GRIGLIATE? UNA DOMANDA CUI MOLTI SPESSO SI TROVANO A DOVER RISPONDERE A CAUSA DI VICINI INTOLLERANTI AL FUMO – E PROFUMO – DEL BARBECUE. ECCO UNA RIFLESSIONE SU LEGGE E BARBECUE.

di Carlos Arija Garcia per La Legge per Tutti

Tutto l’inverno ad aspettare che arrivasse il sole e il caldo per fare un barbecue in giardino ed ora che ci siamo il vicino ha da dire: troppo fumo, troppo odore. Possibile che uno non si possa godere qualche salsiccia e un paio di costine alla brace con parenti ed amici in santa allegria? Il vicino può impedirmi di fare un barbecue? No, se non si esagera. Perché c’è un regolamento scritto in proposito (oltre a quello non scritto che si conclude, puntualmente, o con una litigata o con un invito al vicino ad assaggiare una costatina purché porti lui da bere).

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

QUANDO IL VICINO NON PUÒ IMPEDIRMI DI FARE IL BARBECUE

Il problema di fare il barbecue in giardino è, solitamente, uno solo: il fumo che sprigiona la brace (soprattutto quando si mettono sulla griglia le pietanze) e che potrebbe invadere la casa del vicino, soprattutto quando, d’estate, si tengono le finestre aperte. Potrebbe sembrare insolito, ma anche il codice civile interviene, in termini generali, sul barbecue in giardino quando dice che: «Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi» [1].

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

Tradotto in «grigliatese»: purché non si esageri, ognuno è libero di cuocere gli spiedini come e dove gli pare. A patto che non li grigli a ridosso della ringhiera del vicino. Soprattutto in una giornata di vento.

E’ quel «purché non si esageri» che diventa relativo. Ci sono dei vicini più tolleranti, ci sono quelli infastiditi anche dal solo profumo di un barbecue, senza un rivolo di fumo. Come regolarsi, allora, affinché il vicino non impedisca di fare il barbecue?

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

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BARBECUE IN GIARDINO: COSA DICE LA GIURISPRUDENZA

Non resta che affidarsi alla giurisprudenza. Che è piuttosto discordante in materia, ma che lascia dei margini agli amanti del barbecue.

C’è chi, come un Giudice di Pace di Torino, ritiene i fumi della grigliata «in grado di provocare un sensibile disturbo e disagio in un’abitazione privata e di contribuire a deprimervi la qualità della vita» [2]. Secondo questo parere, pertanto, va interpretato in questa direzione il codice civile quando parla di «non superare la normale tollerabilità» e di «avere riguardo della condizione dei luoghi».

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

A questo proposito, la Corte di Cassazione ha stabilito che «in tema di emissione di gas, vapori, fumi atti ad offendere, molestare o imbrattare i vicini, tali immissioni possono essere autorizzate soltanto entro i limiti della tollerabilità normale, e quindi previa adozione delle misure necessarie ad evitare il superamento di tali limiti o di quelli imposti da specifiche normative» [3]. Dove per «specifiche normative» si intende l’eventuale regolamento comunale o condominiale che stabilisce quando, dove e come si può fare il barbecue. Regolamenti che più volte la Cassazione ha definito legittimi [4].

Ma la Suprema Corte parla nella stessa sentenza anche di «normale tollerabilità». Concetto sul quale si è pronunciata sempre la Cassazione in un’altra sentenza [5], visto che misurare la tollerabilità del fumo sprigionato dal barbecue è piuttosto relativo (non esistono degli strumenti tarati a questo scopo).

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

Dicono gli ermellini: «L’attitudine delle emissioni di gas, vapori o fumi a molestare persone non deve necessariamente essere accertata mediante perizia, ben potendo, al contrario, il giudice, secondo le regole generali, fondare il proprio convincimento al riguardo su elementi probatori di diversa natura quali, in particolare, le dichiarazioni testimoniali di coloro che siano in grado riferire caratteristiche ed effetti delle emissioni, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell’espressione di valutazioni meramente soggettive o di giudizi di natura tecnica, ma si limitino a riferire quanto oggettivamente percepito dai dichiaranti medesimi».

LEGGE E BARBECUE: GRIGLIARE IN GIARDINO

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In sintesi: per stabilire se il fumo profumato (o maleodorante, a seconda dei gusti) di costine o salamelle oltrepassa il limite di normale tollerabilità, non bisognerà chiedere ad un perito ma ai vicini. Perché – conclude la Cassazione [6] – non è necessario creare un danno materiale. Basta che il fumo dia fastidio. E se lo spazio a disposizione per fare il barbecue è ridotto e si rischia di disturbare il vicino, tanto vale passare al «piano B»: una bella grigliata in compagnia. Offre la casa. Bevande comprese. Ed in piena sicurezza (a questo proposito, leggi il nostro articolo su come usare il barbecue correttamente).