INCANTEVOLI CITTÀ, PASSEGGIATE IN MONTAGNA E PAESAGGI MOZZAFIATO: ROCCARASO E LA VAL DI SANGRO SONO IL LUOGO PERFETTO PER UN WEEK-END FUORI PORTA O PER TRASCORRERE LE VACANZE. OLTRE ALLE BELLEZZE DA VEDERE CE NE SONO MOLTE DA GUSTARE. 

di Francesca Fiore per Gamberorosso.it

Una zona di confine, in cui confluiscono le tradizioni abruzzesi, laziali e molisane. È il territorio di Roccaraso, nell’Alto Sangro, un piccolo borgo che mette al centro della sua vita sociale la valorizzazione della natura e della cucina locale. Per la rubrica mangiare in montagna vi raccontiamo questa località, con i migliori indirizzi mangiare, bere e prendere un buon caffè nei dintorni.

MANGIARE IN MONTAGNA - GLI ARROSTICINI

MANGIARE IN MONTAGNA – GLI ARROSTICINI

LA VAL DI SANGRO

La Val di Sangro rappresenta un itinerario naturale che si sviluppa lungo il corso del fiume Sangro e abbraccia territori diversi. Il cuore della Valle è la parte sud della provincia di Chieti ma, seguendo il corso del fiume, lo stretto percorso abbraccia anche una parte della provincia dell’Aquila, tra Castel di Sangro e Roccaraso, e del Molise. Popolata già in epoche pre-romane, è fra il XVII e il XIX secolo che questo territorio crea la sua fortuna, grazie alle fiorenti attività agricole, ma anche alla nascita di centri culturali di tutto rispetto, che portarono qui Gabriele D’annunzio, ospite dell’amico Pasquale Masciantonio al Castello Ducale di Casoli. Un territorio ricco di biodiversità e risorse naturali, grazie all’incontro fra i fiumi Sangro e Aventino e alla riserva naturale del lago di Serranella, che attira ogni anno turisti e appassionati da tutta Italia.

MANGIARE IN MONTAGNA - IL PARCO DELLA MAJELLA

MANGIARE IN MONTAGNA – IL PARCO DELLA MAJELLA

ROCCARASO E L’ALTO SANGRO

La zona su cui ci concentriamo è la parte sud ovest della Val di Sangro, dove fino al 2013 sorgeva la Comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinque Miglia, poi abolita dalla Regione Abruzzo. Questa porzione di territorio racchiude diversi comuni importanti dal punto di vista turistico, fra cui Roccaraso, Castel di Sangro e Pescasseroli.

MANGIARE IN MONTAGNA - LA VAL DI SANGRO

MANGIARE IN MONTAGNA – LA VAL DI SANGRO

Roccaraso è un borgo di circa 1600 abitanti che vive da sempre di attività agricole e artigianali ma che, nel corso dei secoli, è stata più volte “investita” dalla storia e degli eventi naturali, come il terremoto della Majella del 1706. Fu durante la metà del XX secolo che la cittadina diventa protagonista, suo malgrado, di una vicenda cruciale della seconda guerra mondiale. Il borgo si trovava proprio sulla direttrice della linea Gustav, il sistema di fortificazioni con cui i tedeschi cercarono di fermare l’avanzata degli Alleati dopo lo sbarco a Salerno. Il paese venne completamente raso al suolo dai bombardamenti, che causarono anche la distruzione del teatro costruito nel 1698, uno dei più antichi d’Italia, della chiesa madre, delle case storiche e della torre civica, ultimo resto dell’antico castello di Roccaraso. A parte il borgo medievale di Pietransieri e la chiesa barocca di San Rocco, a Roccaraso resta ben poco da vedere al passato più glorioso. Malgrado le vicende storiche che l’accompagnano, il borgo ha saputo però reinventarsi, puntando su un territorio incredibilmente ricco di risorse, per rilanciare il turismo locale.

MANGIARE IN MONTAGNA - ROCCARASO

MANGIARE IN MONTAGNA – ROCCARASO

ESCURSIONISMO E SPELEOLOGIA

La zona è un punto di riferimento per gli amanti delle escursioni, col Parco nazionale della Majella che sa accontentare ogni desiderio e vocazione sportiva. Qui si fa trekking, nordic walking, arrampicate e climbing, grazie alle tante associazioni che svolgono queste attività, prevalentemente nei mesi estivi.

Tra le escursioni più importanti e d’impatto per gli splendidi panorami c’è la Grotta del Cavallone, un itinerario di interesse speleologico che solca la Valle di Taranta, nel cuore del Parco della Majella. Il percorso interno alla grotta si snoda per un chilometro attraversando vere e proprie “sale” che racchiudono innumerevoli stalattiti e stalagmiti: la Foresta incantata, la Sala degli elefanti e lo stupendo Pantheon con la Sala delle statue. La grotta ha anche ispirato un’opera dannunziana, La Figlia di Iorio, e per questo alcuni punti salienti hanno nomi che rimandano al Vate, come la Sala di Aligi, l’Eremo di Cosma o l’Angelo muto.

MANGIARE IN MONTAGNA - GROTTA DEL CAVALLONE

MANGIARE IN MONTAGNA – GROTTA DEL CAVALLONE

Un’altra meta di rilievo sono le Gole di Fara San Martino, all’interno dei confini della Riserva naturale Fara San Martino Palombaro, una zona molto importante dal punto di vista faunistico. 15 chilometri di corridoi sotterranei, con un dislivello di ben 2.400 metri, storicamente divise in tre parti: il Vallone di Santo Spirito, dove si trova un’ampia grotta naturale; la Macchia Lunga, che corrisponde alla zona centrale; la Valle Cannella, le cui formazioni doliniche ricordano i territori carsici friulani.

PISTE DA SCI

Il comprensorio Alto Sangro è più vasta area sciistica dell’Italia centro-meridionale, con 160 chilometri di piste totali per la discesa e 36 impianti di risalita. Tutta la ski-area di Roccaraso offre 49 piste su 78 chilometri solo per lo sci alpino, oltre ai 2 snowpark sulle piste di Vallefura e Pescocostanzo.

La stazione sciistica, che si articola attorno ai Monti di Roccaraso, al Piano Aremogna e a Pizzalto, è collegata direttamente agli impianti di Rivisondoli-Monte Pratello (2012 m). La parte di Aremogna conta in totale 16 impianti che servono 3 piste nere, 14 rosse e 16 blu; nella zona di Pizzalto ci sono 5 impianti con 5 piste nere, 5 rosse e 5 blu. Qui si svolgono numerose gare anche di livello internazionale: nel 2005 ha ospitato le finali maschili e femminili della Coppa Europea e nel 2012 i Campionati Mondiali juniores.

MANGIARE IN MONTAGNA - ROCCARASO AREMOGNA

MANGIARE IN MONTAGNA – ROCCARASO AREMOGNA

Per gli amanti dello sci di fondo 2 i percorsi da provare in questa zona: i 2 anelli da 8 chilometri che partono dal centro di Roccaraso e i 3 anelli liberi da 24 chilometri che partono dalla baita del lago di Castello. Entrambi i percorsi arrivano a Piano Aremogna. Infine, qui c’è anche una forte tradizione di pattinaggio sul ghiaccio, grazie al Palaghiaccio munito di pista olimpica.

LA CUCINA DI ROCCARASO

La cucina del borgo, come tutta quella abruzzese, trae forza e ispirazione dalle attività agricole e pastorali praticate da generazioni, ma è influenzata anche dalle tradizioni laziali e molisane, data la sua posizione. Una cucina semplice, fatta di ingredienti poveri provenienti dalla terra, ma che si combina in piatti robusti dal sapore intenso.

MANGIARE IN MONTAGNA - MACCHERONI ABRUZZESI

MANGIARE IN MONTAGNA – MACCHERONI ABRUZZESI

La pasta fresca è uno dei punti di forza, tra i formati più tipici i maccheroni alla chitarra, fili spessi e lunghissimi qui chiamati carrati, conditi con il classico ragù con le polpettine o alla molinara (o alla mugnaia che dir si voglia), fili lunghissimi conditi con il ragù di castrato. Anche gli gnocchi sono molto diffusi, insieme ai tacconelli, le sagne e le tajarille, i tagliolini molto sottili che si mangiano con i fagioli oppure si utilizzano nei brodi. Tradizionali sono anche polenta, minestre di legumi, zuppe con verdure locali come orapi (spinaci di montagna) e cicoria selvatica.

La carne ovina è la regina dei secondi piatti. L’agnello qui viene cucinato in vari modi: arrosto, alla brace, oppure nella tipica cacio e ova, cotto lentamente con olio, aglio e rosmarino e insaporito a fine preparazione con formaggio, uova sbattute e succo di limone, mentre le costolette vengono impanate e cotte al forno. Si consuma anche la pecora, prevalentemente per le ‘rrustelle, cioè gli arrosticini, ma si prepara anche la pecora alla callara o alla cottora, uno stracotto condito con timo, alloro, rosmarino, cipolla e peperoncino.

La porchetta è immancabile nelle feste paesane, ma la carne di maiale si consuma anche insaccata e trasformata in salsicce, di carne e di fegato, o in salami, lonze e prosciutti. Dagli allevamenti di vacche, pecore e capre arrivano anche formaggi come il caciocavallo, le caciotte, i pecorini e le ricotte stagionate, ma anche prodotti più freschi come le giuncate, le burrate e le scamorze.

Tra i dolci più tradizionali ci sono biscotti come i mostaccioli, gli amaretti e gli spumini, ma anche le ferratelle, e poi preparazioni tipiche delle feste come cicerchiata, frappe e pigne pasquali e la pizza dolce, un pan di Spagna bagnato con rum e alchermes farcito con creme di vario tipo.

MANGIARE IN MONTAGNA - CICERCHIATA

MANGIARE IN MONTAGNA – CICERCHIATA

CONSIGLI DALLA GUIDA RISTORANTI D’ITALIA 2017

Caraceni (Alfedena) – Nel borgo di Alfedena, alle porte del Parco nazionale d’Abruzzo, un indirizzo che riesce a coniugare bene la tradizione regionale con la contemporaneità. In mano alla famiglia Di Giulio da generazioni, Caraceni ha un ambiente curato e accogliente, a fianco dello storico hotel in cui si può pernottare. Il menu, prevalentemente di carne, spazia fra i classici della zona e qualche rivisitazione che sa sorprendere il cliente senza disorientarlo. Interessante la proposta di formaggi e salumi, selezionati fra i produttori locali dallo chef Guido. Cantina costruita su etichette regionali. Due Gamberi nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

Da Giocondo (Rivisondoli) – Un indirizzo aperto dal 1981 che propone cucina abruzzese gustosa e senza fronzoli. L’eredità di Giocondo è portata avanti con passione dalla figlia Giovanna, in cucina, e dalla nipote Elisa, in sala. Il menu è incentrato sui piatti della tradizione e su materie prime di alta qualità, scelti accuratamente dalle due proprietarie. Punto di forza della proposta gastronomica sono i secondi di carne, realizzati a regola d’arte, ma anche i taglieri di formaggi e salumi. Saporiti e invitanti i dolci caserecci. Un Gambero nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

Osteria del Tarassaco (Rivisondoli) – Un luogo particolare, dove si mangia ma si parla anche molto di cucina, consigliato a coloro che amano gli abbinamenti di qualità, in particolare basati sugli extravergine e sui vini della cantina. Sarà l’oste a guidare i clienti nella scelta dei piatti: qui vige il menù fisso, che cambia secondo le stagioni e l’estro dello chef. Il menu degustazione a 60 euro propone il meglio dei piatti della settimana. Ampia la carta dei vini, con etichette da tutto il territorio nazionale e dalla Francia. Una Forchetta nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

Reale (Castel Di Sangro) – Niko Romito è un nome che fra gli appassionati di cucina gourmet non ha bisogno di presentazioni: tra i maggiori protagonisti della scena gastronomica contemporanea non solo nazionale. La sua è una cucina di studio e sperimentazione che, partita dalla tradizione, ha toccato vette di ricerca molto personali e di altissimo livello. Non è facile descrivere la proposta del Reale: quella che si fa qui è una vera e propria esperienza gastronomica tutta concentrata sul prodotto, estremamente pura ed essenziale. Citiamo alcuni fra i piatti del pluripremiato chef: mandorle e misticanza alcolica, l’infuso speziato di funghi, estratto di salvia, il piccione fondente e pistacchio, il calamaro pepe rosa e lattuga. Tutto qui è impeccabile, dall’ambiente al servizio, dal menu alla cantina, alle magnifiche stanze in cui soggiornare. Tre Forchette nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

Spazio – Niko Romito formazione (Rivisondoli) – Nei vecchi locali del Reale, dove Romito ha mosso i primi passi, qualche anno fa è nato Spazio zero. Un ristorante ma, allo stesso tempo, anche un luogo di formazione e sperimentazione. Qui lavorano i cuochi appena diplomati dalla scuola di Casadonna: la perfetta quadratura del cerchio, l’opportunità per i giovani allievi di mettere in pratica quello che hanno imparato e andare anche oltre. Una formula di successo già replicata sia Roma che a Milano. Il menu non è ampio – 4 opzioni per ogni portata – e i piatti sono serviti dagli stessi cuochi in un ambiente informale, semplice ma elegante. Anche la carta dei vini è ridotta e costruita solo su referenze regionali, ma in perfetta sintonia con i piatti. Una Forchetta nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

Taverna dei Caldora (Pacerno) – Nel centro di un delizioso borgo ai piedi della Majella, la Taverna dei Caldora saprà accontentare gli appassionati di cucina del territorio. Situato all’interno dell’omonimo palazzo cinquecentesco, è un ambiente curato in ogni dettaglio, con una splendida terrazza estiva da cui godere di una vista mozzafiato. Il menu è costruito sui prodotti della terra e sulla carne, valorizzati dalle sapienti mani dello chef, che propone piatti dai sapori puliti e precisi, mai banali e per nulla pesanti. Buoni i dessert della casa. Vini regionali, con qualche etichetta proveniente dal nord Italia. Due Gamberi nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

MANGIARE IN MONTAGNA - ARROSTICINI DI PECORA

MANGIARE IN MONTAGNA – ARROSTICINI DI PECORA

CONSIGLI DALLA GUIDA PIZZERIE D’ITALIA 2017

La Fattoria (Roccaraso) – Un indirizzo di riferimento per la pizza napoletana a Roccaraso, guidato dalle abili mani di Giuliano Bucci, già vincitore di diversi campionati mondiali. Il locale è diviso in due: il piano superiore, elegante e curatissimo, è dedicato alla trattoria, mentre quello inferiore, più informale del primo, è lo spazio destinato alla pizza, aperto solo per la cena. Il prodotto è fatto a regola d’arte: farine di elevata qualità, lievitazione naturale e maturazione nell’arco di 48 ore. Gli ingredienti, selezionati fra i migliori produttori della penisola, compongono topping belli e gustosi, dai più classici alle varianti più fantasiose. Uno Spicchio nell’edizione 2017 della guida Pizzerie d’Italia.

O Pizzaiuolo (Isernia) – Oltrepassare il confine regionale da Roccaraso è molto agevole: pochi chilometri verso sud e siamo già in terre molisane. Vi consigliamo questo locale di Isernia, dall’aria rustica e intima, che propone una pizza napoletana dal cornicione alto, bruno e soffice. Il menu è abbastanza classico, ma con qualche proposta creativa dello chef, le materie prime sono scelte fra quelle dei produttori locali e i condimenti abbondanti e saporiti. Particolarità del locale, la sala dedicata all’accoppiata sigari e rum e l’angolo enoteca, con possibilità di acquistare bottiglie da portare a casa. Uno Spicchio nell’edizione 2017 della guida Pizzerie d’Italia.

CONSIGLI DALLA GUIDA STREET FOOD 2017

Forno Capracotta (Capracotta) – La tradizione è sovrana in questo forno di Capracotta, dove sapori antichi rivivono ogni giorno in profumate pagnotte di semola e di grano duro, fragranti pizze e focacce farcite, panzerotti e grissini artigianali. Tante le tentazioni anche per gli amanti dei dolci, dalle crostate alle torte classiche, passando per biscotti, mignon e pasticceria secca. Possibilità di acquistare creme e marmellate di produttori locali direttamente in negozio.

Panificio antichi sapori (Agnone) – Ben 4 generazioni si sono avvicendate in questo locale aperto dal 1915, e da sempre importante indirizzo di riferimento per la produzione di pane, grissini, focacce e pizze. Sfornati a ogni ora del giorno e sempre fragranti, le specialità salate sono il punto di forza di questo forno, che lavora con numeri da record soprattutto a pranzo. Imperdibili i dolci della tradizione locale come le ostie agnonesi, le loffe di Sant’Antonio e i raffaiuoli, ma anche biscotti, torte e dolciumi della pasticceria nazionale.

MANGIARE IN MONTAGNA - FORMAGGI ABRUZZESI

MANGIARE IN MONTAGNA – FORMAGGI ABRUZZESI

CONSIGLI DALLA GUIDA PASTICCERI&PASTICCERIE 2017

Di Rienzo (Isernia) – Da 40 anni la famiglia Di Rienzo gestisce questa pasticceria con professionalità e competenza, tanto da diventare un punto di riferimento per la città. Qui si possono assaggiare croissant, brioches e altri lieviti da colazione, tutti rigorosamente fatti a mano, selezionando fra i migliori ingredienti. Punto di forza del locale è la pasticceria mignon: tartellette, cannoncini, geli, bignè, tortine e mousse. D’estate anche semifreddi, granite e gelato artigianale. Una Torta nell’edizione 2017 della guida Pasticceri&Pasticcerie.

CONSIGLI DALLA GUIDA BAR D’ITALIA 2017

Bar Taccone (Capracotta) – Caffè aromatici e intensi per questo bar di Capracotta, che ha fatto la sua fortuna con le declinazioni di questa bevanda, come il marocchino, gli shekerati, le granite e le creme. Interessanti anche la proposta per la colazione, con croissant farciti di creme artigianali alla frutta, brioches e torte. Per pranzo veloce sosta con tramezzini, panini e pizzette, mentre è molto più ampio l’assortimento salato per l’aperitivo, accompagnato da una lunga lista di cocktail. Due Tazzine e Un Chicco nell’edizione 2017 della guida Bar d’Italia.

Caffè Ovidio (Sulmona) – Bar centralissimo che serve un elevato numero di clienti ogni giorno in maniera veloce ma sempre cordiale. I caffè sono pieni e profumati di note floreali, cioccolato e caramello, ma anche l’“orzo attrezzato” (arricchito con crema di latte e cannella o, in estate, con una mousse fredda alla vaniglia) richiama golosi da tutta la città. A colazione fragranti lieviti e mini pasticceria, mentre un angolo è dedicato a tè e infusi, perfetti per la merenda. Offerta variegata per quanto riguarda il pranzo: panini, insalatone, piatti freddi e centrifughe. Una Tazzina e Due Chicchi nell’edizione 2017 della guida Bar d’Italia.