ANCHE QUEST’ANNO LA MANIFESTAZIONE ENO-GASTRONOMICA DI CONVERSANO, PAESINO DEL SUD-EST BARESE, NON HA TRADITO LE ASPETTATIVE. DA VENERDÌ 17 A DOMENICA 19 È STATA UNA TRE GIORNI DI FESTA, MUSICA E CULTURA

Non sono bastati freddo e sprazzi di pioggia a fermare la festa del vino di Conversano. L’entusiasmo che ha accompagnato l’evento è stato tale da richiamare comunque un notevole afflusso di gente. Moderato venerdì è vero ma sbalorditivo sabato, quando una marea di turisti ha letteralmente invaso il centro storico.

Già a partire dalle 22 infatti non c’era piazza o strada che non fosse affollata, con intrattenimenti sparsi un po’ ovunque. Poi allegria, ebrezza, voglia di divertirsi sono continuati anche la domenica finendo per chiudere in bellezza una kermesse che ambisce a mettere in vetrina il meglio della produzione enogastronomica della Puglia.

E infatti più dei concerti, delle mostre e degli spettacoli, la vera attrattiva della manifestazione sono stati loro, gli stand e i chioschi, prodighi rispettivamente di prelibatezze e soprattutto di tanto tanto vino buono.

NOVELLO SOTTO IL CASTELLO : IL BORGO ANTICO

Novello sotto il castello, evento organizzato dalla locale Compagnia del Trullo col patrocinio della regione Puglia, quest’anno ha presentato ben 30 cantine e 50 espositori gastronomici. I loro stand erano concentrati  prevalentemente in corso Morea e in piazza del castello, da sempre cuore pulsante del paese.

Ma il percorso turistico studiato per l’occasione ha messo in luce un po’ tutto il borgo antico di Conversano. Uno scrigno in muratura bianca con archi, veroni, scalinate, chiese e altri edifici storici. Uno scenario suggestivo soprattutto in serata quando per animare la festa si sono esibiti musicisti e artisti di strada.

Inoltre, non sono mancati spazi culturali (musei e dibattitti), spettacoli per i più piccoli e i consueti mercatini dell’artigianato. Mentre sul grande palco allestito fra il castello e Villa Garibaldi hanno suonato gruppi molto apprezzati dal pubblico come i La Rua e i Rekkiability.

NOVELLO SOTTO IL CASTELLO : IL VINO, PERCHÈ UNA FESTA

Ma torniamo al novello. Perché festeggiarlo e quanto è importante per la Puglia che sappia sedurre gli appassionati? A queste domande ha risposto la conferenza sul vino tenutasi venerdì alle 19 presso la sede della Proloco di Conversano. Nel dibattito, cui hanno partecipato il giornalista Rai Michele Peragine e il senatore Pd Dario Stefano, sono emersi pregi e difetti del sistema vitivinicolo regionale.

“La Puglia – ha fatto notare il senatore – è seconda solo al Veneto nella produzione di uva da vino di cui soltanto il 60% però viene imbottigliata”. Ma al netto di “una robusta identità qualitativa” il comparto è ancora frammentario.

Quindi ben vengano tutti quegli eventi che mentre incoraggiano i piccoli produttori a fare sistema, sanno anche incuriosire e attrarre i grandi competitori nazionali. E non meno importante che sappiano raccontare con l’enoturismo il fascino di un prodotto che è anche storia, identità e tradizione.

NOVELLO SOTTO IL CASTELLO : NEI CHIOSCHI DEL NOVELLO

E chissà quante storie di vino potrebbero raccontate le trenta cantine giunte da tutte la Puglia. Da Foggia a Lecce certo ma quasi tutte provenienti da paesini prevalentemente agricoli come Cutrofiano (LE), Mottola (TA), Casamassima (BA) e Cisternino (BR).

Dai loro chioschi in bella mostra primitivi, negroamari e malvasie. Bottiglie di vino rosso, bianco e rosato. Fermo o frizzante. Ora con sapori consistenti e morbidi, ora pieni e rotondi con sentori di frutta e fiori.

Due i kit degustazione acquistabili per 5 euro. Un biglietto con tre tagliandi per il vino più due per le caldarroste. Oppure un biglietto con cinque scelte solo per la degustazione. I bicchieri erano piccoli ma ad alto contenuto alcolico e quindi per non finire alticci senza nemmeno accorgersene era necessario mangiare qualcosa e così gli stand sono stati praticamente presi d’assalto.

NOVELLO SOTTO IL CASTELLO : STREET FOOD

E che cosa non si trovava negli stand! Altro che sagra, Novello sotto il castello è stato un ristorante a cielo aperto e forse anche di più. Certamente più di quanto la stessa regione poteva offrire visti gli stand dalla Campania, dall’Umbria e dalla Sicilia.

Una cosa è certa. Qui è meglio che il Mcdonald non apre proprio, fallirebbe all’istante. La Puglia infatti si candida a diventare la patria dei panini. Panini di tutti i tipi. Tanto per citarne alcuni. Il Barese (braciola sfilacciata al ragù), uno schiaffo al pulled pork. Il Pugliese (hamburger di bovino con stracciatella, rucola e pomodori secchi), ciao ciao alla dieta. E che dire della puccia o delle cazzatedde di Ceglie Messapica. Se poi ci mettiamo pure le salsicce di maialino nero del casertano con mozzarella di bufala alla brace e i classici spiedi con bombette e torcinelli, siamo over the top.

Senza contare orecchiette, capunti, affettati, pettole, scagliozzi e frutti di mare. E scusatemi se è poco perché a dirla tutta non avrei ancora finito.

di Gianluca Bianchini  21/11/2017