BORGHI INCANTEVOLI E CUCINA DAI SAPORI ANTICHI TRA CUI SPICCANO BOMBETTE, CACIOCAVALLO E GNUMAREDDE. VI SPIEGHIAMO LE RAGIONI DI UN’ATTRATTIVA CHE DURA TUTTO L’ANNO

Se la chiamiamo Valle D’Itria probabilmente non tutti sanno di cosa stiamo parlando. Ma se invece diciamo Valle dei Trulli, si capisce che ci stiamo riferendo a una delle aree più incantevoli della Puglia. Sì, perché i Trulli sono quelle caratteristiche abitazioni in pietra con il tetto conico che hanno reso famoso il paesino di Alberobello (Bari). Tanto famoso che l’Unesco lo annovera fra i 51 siti italiani patrimonio dell’umanità. Ora, la valle in questione si estende nella parte meridionale delle Murge tra le province di Bari, Taranto e Brindisi. E comprende, solo per citare i più importanti, i comuni di Locorotondo, Martina Franca, Cisternino, Ostuni, Ceglie Messapica, Noci e appunto Alberobello. Stiamo parlando di una regione ricca che ha tanto da offrire, sia dal punto di vista architettonico che paesaggistico ma, soprattutto, enogastronomico. Se ne sono accorti i turisti, che negli ultimi anni sono aumentati considerevolmente.

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Valle d’Itria e i trulli di Alberobello

SETTE MOTIVI PER VISITARE LA VALLE D’ITRIA: TURISMO IN CRESCITA

La Valle d’Itria incanta. Ma ciò che sorprende è la sua capacità di lasciare a bocca aperta anche nella stagione invernale. La valle non smette mai di promuovere i suoi trulli, le sue masserie, i suoi centri storici, costruiti in epoche e stili differenti; invita a visitare borghi affascinanti, circondati da aree naturali e boschive, ideali per escursioni a piedi o in bicicletta; infine, per gli amanti della buona cucina, organizza sagre con vini e carni pregiate. E noi di Braciamiancora, che ci piace la carne ma non solo, abbiamo voluto indagare. Il risultato? Sette motivi per farsi una mangiata tra le “casidde” (Trulli).

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Valle d’Itria – Uno scorcio del centro di Martina Franca

SETTE MOTIVI PER VISITARE LA VALLE D’ITRIA: GLI GNUMERÈDDE SUFFUCHÈTE DI LOCOROTONDO

Gli gnumerèdde suffuchète di Locorotondo (Bari) sono involtini con trippa d’agnello. Adagiati in una teglia e coperti d’acqua, si lasciano cuocere con cipolle, pomodori, pecorino, sedano e peperoncino. A fine cottura rimane un brodo stretto e gustoso. Il piatto viene servito con crostini e formaggio grattugiato. In abbinamento l’immancabile vino bianco di Locorotondo .

Per mangiare e Locorotondo segnaliamo la Braceria Ceramia. Per dormire Trulliresidence.

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Valle d’Itria – Gnumerèdde suffuchète

SETTE MOTIVI PER VISITARE LA VALLE D’ITRIA: IL CAPOCOLLO DI MARTINA FRANCA

Il capocollo di Martina Franca (Taranto) è un prodotto tipico del luogo ricco di profumi e aromi che si trovano solo nelle zone circostanti, dove appunto vengono allevati i maiali. Durante la lavorazione dell’insaccato, alla carne viene aggiunto il vino bianco del paese più le erbe aromatiche della macchia mediterranea. Inoltre, l’affumicatura è ottenuta con il legno di Fragno originario dei Balcani e in Italia presente in  Puglia.

Per Mangiare a Martina Franca segnaliamo Gaons Officine del Gusto. Per dormire il Park Hotel San Michele

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Valle d’Itria – Il capocollo di Martina Franca

SETTE MOTIVI PER VISITARE LA VALLE D’ITRIA: LE BOMBETTE IMPANATE DI CISTERNINO

Le bombette di Cisternino (Brindisi) sono prelibati involtini di maiale ripieni di prezzemolo, pepe e caciocavallo. Si distinguono da quelle dei comuni limitrofi per la caratteristica impanatura esterna che le rende ancora più gustose. Un’esplosione di gusto che si può vivere anche in macelleria. Infatti, il paese mantiene viva l’usanza “del fornello”: macellerie con un forno interno dove la carne appena scelta viene servita ai tavoli con del buon vino rosso.

Per mangiare a Cisternino segnaliamo Rosticerria l’Antico Borgo. Per dormire il bed and breakfast Trullo Sovrano

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Valle d’Itria – Le bombette impanate

SETTE MOTIVI PER VISITARE LA VALLE D’ITRIA: CAVATELLI E PURÈ DI FAVE 

La cucina della Valle d’Itria fa ampio uso di ortaggi e legumi e tra quest’ultimi le fave che hanno un sapore antico. Basta citare due piatti di Ostuni (Brindisi) per capirlo: i cavatelli (orecchiette) con fagioli e cozze e il celebre purè di fave da abbinare con cicoria e torta di ricotta.

Per mangiare a Ostuni segnaliamo l’Osteria del Tempo Perso. Per dormire l’hotel la Sommità Relais

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Valle d’Itria – Purè di fave e cicoria

SETTE MOTIVI PER VISITARE LA VALLE D’ITRIA: LE PETTOLE A NOCI

A Noci (Bari) ogni anno prima di Natale si rinnova l’appuntamento con la sagra “Pettole nelle gnostre”. Un appuntamento vivace con tanta musica, bancarelle colorate e dolci. La regina dell’evento è appunto la pettola, una pasta lievitata molto morbida fritta nell’olio bollente. In alcune località della Puglia è nota solo la sua variante salata a volte senza alcun condimento. A Noci, invece, la variante salata è fatta con baccalà, olive, tonno e acciughe. Mentre quella dolce con sciroppo di fichi, miele e zucchero profumato di cannella.

Per mangiare a Noci segnaliamo la Masseria Bonelli. Per dormire l’albergo Santarosa Relais

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Valle d’Itria – Le pettole

SETTE MOTIVI PER VISITARE LA VALLE D’ITRIA: I BISCOTTI DI CEGLIE MESSAPICA

Per chi non lo sapesse a Ceglie Messapica (Brindisi) c’è uno tra i biscotti più buoni d’Italia. Un dolce pasquale tipico della tradizione contadina. Impastato con mandorle, marmellata, rosolio di agrumi, uovo e scorzetta di limone, non aspetta altro che essere divorato.

Per mangiare e dormire a Ceglie Messapica segnaliamo il bed and breakfast Frammenti d’Itria

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Valle d’Itria – I biscotti di Ceglie

SETTE MOTIVI PER VISITARE LA VALLE D’ITRIA: I VINI AD ALBEROBELLO

La Valle d’Itria non è solo la Valle dei Trulli ma anche quella dei vini. Ad esempio, il già citato paesino di Alberobello è circondato da vigneti che hanno reso possibile una variegata produzione vinicola. Basta fare una visita alle sue cantine per rendersi conto di quanti vini si possono degustare. Ovviamente non tutti sono di Alberobello ma la maggior parte sono dei comuni della Valle d’Itria.

Per mangiare e bere ad Alberobello segnaliamo l’enoteca Paco Wines e la cantina museo Albea. Per dormire invece le Alcove

di Gianluca Bianchini 25 gennaio 2017