CARNE E GRAVIDANZA : CARNE SÌ, CARNE NO. SE NE SENTONO TANTE SULL’ALIMENTAZIONE DURANTE LA GRAVIDANZA MA RINUNCIARE ALLA CARNE IN QUEI NOVE MESI NON FA BENE NE’ ALLA MAMMA NE’ AL BAMBINO

Accanto all’elenco dei nomi stilato dai genitori per il nascituro ce n’è un altro. Destinato solo alla madre: è l’elenco di cibi vietati in gravidanza. Nove mesi di attesa e di rinunce a tavola: proibiti pesce e carne crudi, salumi, formaggi e anche sulla pizza non poche restrizioni. Certo la causa merita il sacrificio. Eppure non è il caso di essere troppo categorici soprattutto quando si parla di carne. E’ da questo alimento che derivano tutti i nutrienti utili per questa particolare fase della vita della donna e del bambino.

CARNE E GRAVIDANZA

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CARNE E GRAVIDANZA :  PERCHÉ FA BENE

Durante la gravidanza e l’allattamento aumenta il fabbisogno di composti come proteine, acidi grassi essenziali e micronutrienti come ferro, zinco, calcio e vitamina B12. Le migliori fonti di questi nutrienti sono gli alimenti di origine animale. Quindi una buona notizia per il gentil sesso carnivoro: la carne va cancellata dalla lista dei cibi proibiti. La costruzione dei tessuti del nascituro, lo sviluppo della placenta, la crescita del sangue circolante e del liquido amniotico dipendono tutti dalle proteine. Si sa, tra gli alimenti che contengono proteine complete ad alto valore biologico c’è proprio la carne.

CARNE E GRAVIDANZA

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CARNE E GRAVIDANZA : QUALE MANGIARE

Se è vero che durante la gravidanza e l’allattamento la carne non va cancellata dal menu, è anche vero che non tutti i tipi di carne sono consigliabili. La preferenza ricade sulla carne bianca: pollo, tacchino e coniglio. Più controllato deve essere l’uso di carne rossa, in quanto  la ricchezza di colesterolo può causare problemi a livello cardiovascolare. A confermarlo la dottoressa Beatrice De Benedittis, medico dell’ospedale Molinette di Torino, specializzata in Scienze dell’Alimentazione: “E’ contemplata anche la carne rossa ma magra. Quindi, ad esempio, il filetto di vitellone o lombo che hanno un rapporto più favorevole tra grassi saturi e insaturi”. L’alto contenuto di ferro rende la carne di cavallo una delle più consigliate in questo particolare periodo. Durante la gravidanza l’aumento del fabbisogno di ferro è dovuto al maggior volume di sangue: le cellule del bambino respirano con l’ossigeno trasportato dal ferro della madre.

CARNE E GRAVIDANZA

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CARNE E GRAVIDANZA :  QUANDO E QUANTA

Sì alla carne nel menu delle donne incinte, ma con che frequenza? “E’ possibile consumarla fino a 4-6 volte a settimana anche la carne rossa purché sia un taglio magro e in una quantità tra i 150 e i 200 gr per volta per una donna normopeso. Naturalmente le variazioni dipendono dal peso e quindi dal suo fabbisogno calorico”. Le tipologie di cottura più adatte sono quelle prive o povere di grassi: al vapore, al cartoccio, al forno o in umido. Per le appassionate di barbecue e griglia un’altra buona notizia: si può fare purché si faccia attenzione alla cottura. Durante questo particolare periodo dovranno rinunciare alla carne al sangue e optare per il “ben cotto”. Ma senza esagerare: “Cotta sì ma è importante che non sia carne con delle bruciature. Ma questo vale per tutti, non solo per le donne in stato interessante”, spiega De Benedectis. 

CARNE E GRAVIDANZA

CARNE E GRAVIDANZA

L’attenzione non deve venir meno anche sui condimenti da utilizzare sulla carne: “Quello che viene indicato è di impiegare prevalentemente olio evo crudo perché si preservano tutte le caratteristiche nutrizionali dell’olio, tutto il carico vitaminico. Suggerisco di evitare salse che possono risultare pesanti e sono ricche di grassi e di zuccheri”.

CARNE E GRAVIDANZA : DIETA VEG SI PUO’ FARE?

Tema che riscalda spesso gli animi e poco le griglie: possibile lo stile di vita veg anche durante la gravidanza? Si può fare. Però si traduce in incremento dei controlli e integrazioni cui non è sottoposta la donna con uno stile alimentare più vario. “La carne dà degli apporti di proteine ad alto valore biologico, tali perché contengono una quantità di amminoacidi essenziali non presenti nei vegetali. Ad esempio nel caso dei legumi- spiega la dottoressa -, questi non contengono amminoacidi essenziali come triptofano o cisteina perciò vanno adottati insieme ai carboidrati che contengono la lisina e possono pareggiare più o meno gli apporti. Bisognerebbe dare delle quantità importanti per poter pareggiare la quota necessaria in gravidanza. Gli apporti poi non sarebbero controbilanciati dalla possibilità della donna di mangiare grandi quantitativi quindi è un po’ difficile da gestire da un punto di vista medico. E’ più opportuna in questa fase della vita una dieta che non escluda la carne”.

di Ivana Figuccio 21/01/2016