ALCUNI SCIENZIATI HANNO PRESENTATO LA CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO DA CELLULE STAMINALI DI MUCCHE E MAIALI. COME PRIMO ASSAGGIO HANNO MESSO IN TAVOLA DELLE POLPETTE: IL SAPORE E’ IDENTICO AL NATURALE

Dei video che arrivano dalla Stazione spaziale internazionale i più affascinanti sono quelli nei quali gli astronauti mostrano come si beve, come ci si lava i denti e si va in bagno a 28mila chilometri all’ora e in assenza di gravità. E tra le invenzioni più stimolanti del momento, le automobili che si pilotano da sole staccano dieci a uno i rover su Marte. Sono le cose quotidiane in contesti futuristici che buttano benzina sul fuoco della fantasia. Come si andrà al lavoro nel 2030? Come si farà la spesa nel 2040? E cosa si mangerà nel 2050? L’alimentazione del futuro è un tema che ha messo alla prova i migliori scrittori di fantascienza. Ma le loro visioni sul cibo sono quasi sempre rivoltanti, alla meglio oscure.

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VABBE’, MEGLIO LA CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO DELLE SCHIFEZZE DEI FILM

Giusto per fare un po’ di spoiler: in “2022: i sopravvissuti”, la Terra è devastata dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione, mancano energia e provviste e ci si nutre di bistecche Soylent, prodotte con carne umana. Poco meglio va ai protagonisti di “Snowpiercer” che fanno ore di fila per una gelatinosa barretta di scarafaggi. Lo spassoso “Delicatessen” racconta una Francia post apocalittica in cui il padrone di casa uccide gli inquilini per venderli nella macelleria al piano terra. Insomma, per il cinema di genere, il futuro del cibo è cupo. Ma se la fantascienza fosse realtà, avrebbe tutto un altro sapore. Quello del manzo.

CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO

CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO

DI COSA SA LA CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO?

Gli scienziati dell’azienda americana Memphis Meats hanno creato della carne in provetta partendo da cellule staminali di bovini e suini. Il risultato è uguale in tutto e per tutto alla carne naturale, a quanto pare anche nel sapore. Come prima ricetta hanno messo sul piatto delle polpette e in un test nessuno degli assaggiatori ha capito di aver mangiato un prodotto da laboratorio. La ricetta? Lasciare le cellule per circa venti giorni all’interno di un bioreattore con ossigeno, zuccheri e minerali fino a farle diventare un muscolo. Facilissimo. Apparecchia la tavola, che tra un mese si mangia.

CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO

CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO

“NEL 2040 LA CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO SARA’ SUL BANCONE DEL VOSTRO MACELLAIO”, ASSICURANO GLI SCIENZIATI

Uma Valeti, il direttore di Memphis Meats, è ovviamente entusiasta: “Questo è il futuro della carne, una rivoluzione. Siamo sicuri che in venti anni molte delle carni presenti sugli scaffali dei supermercati saranno prodotte in laboratorio”. Una certezza che pare aver convinto anche un super sponsor: il cofondatore di Google, Sergey Brin, ha investito 330mila dollari per finanziare il primo hamburger al mondo coltivato in provetta.

CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO

CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO DA UMA VALETI (SINISTRA) E NICHOLAS GENOVESE

LA CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO DEVE SUPERARE PARECCHI OSTACOLI: SOLDI, TEMPI E LA VECCHIA CARA MEMPHIS

Produrre carne in laboratorio ha ancora spese eccessivamente elevate, ma negli ultimi mesi si è assistito a un drastico calo dei costi rispetto, per esempio, all’esperimento del 2013 firmato da Mark Postn dell’università di Maastricht, Paesi Bassi. C’è voluto un weekend per la produzione dell’hamburger olandese e un passaggio in congelatore come tocco finale. Ma 141 grammi di svizzera a 325mila dollari è decisamente troppo. Come se non bastasse, l’ostacolo principale per Valeti e soci si gioca a pochi chilometri dal loro ufficio: Memphis è la città del barbecue, famosa per le sue salse e braciolate, vere istituzioni della zona. Non sarà facile far cambiare idea agli americani: ok l’hamburger, ma sulle costine come la mettiamo?

Di Silvia Strada 07/09/2016