DARIO CECCHINI E LUCA TERNI SONO I DUE MACELLAI PIU’ FAMOSI D’ITALIA: ABILI A RITAGLIARSI UN RUOLO IN UN MONDO FREQUENTATO DA CHEF FAMELICI IN CERCA DI FAMA. TANTO BRAVI QUANTO DIVERSI RAPPRESENTANO L’ALFA E L’OMEGA DELLA PROFESSIONE.   

Per i primi anni del 2000 i riflettori sono stati tutti per Gianfranco Vissani, l’esuberante chef umbro che impazzava in lungo e in largo per tutte le trasmissioni televisive. Gli ultimi anni invece sono stati caratterizzati dalla comparsa di chef del calibro di Carlo Cracco, Antonino Cannavacciuolo e Bruno , collezionisti di stelle Michelin e abili a diventare vere e proprie star del piccolo schermo. Ogni tanto, quando i big sono “distratti”, riescono a ritagliarsi il loro quarto d’ora di celebrità personaggi come chef Rubio, Simone Rugiati e Alessandro Borghese, professionisti del food, bravi senza dubbio, ma che alle ambizioni delle stelle Michelin hanno preferito la frequentazioni dei salotti televisivi. In questa bailamme di nomi e chef famelici in cerca di fama a noi piace raccontare invece le storie e i caratteri di Luca Terni e Dario Cecchini, i due macellai più famosi d’Italia. Niente stelle Michelin, niente frequentazioni con star televisive, niente salotti buoni, niente fuffa, niente pubblicità alle patatine fritte, niente fumo ma solo tanta ciccia.

Luca Terni

Luca Terni -in tivù durante Detto fatto

DARIO CECCHINI E LUCA TERNI: IL TALENTO CHE TI FA EMERGERE 

Puntando solo ed esclusivamente sulle loro capacità sono stati in grado di conquistare palcoscenici nazionali.  Entrambi toscani, entrambi nati e cresciuti dietro il banco di una macelleria, trentenne Terni, over 60 Cecchini. Messa così sembra quasi si voglia raccontare la storia del vecchio e del bambino.  Entrambi eredi della nobile arte della macellazione, ma figli di due generazioni differenti. Due nomi ormai noti al grande pubblico perché quel tritacarne chiamato televisione li ha scoperti e dati in pasto al pubblico. E’ finita con il pubblico che ha apprezzato i caratteri sinceri e schietti. Due macellai diversi, ma non troppo. Se Dario Cecchini ha addirittura una pagina dedicata su Wikipedia e viene cercato dalle tivù di mezzo mondo – cose che capitano se sei sulla breccia da oltre quarant’anni e mentre tagli Fiorentine da 2 kg declami Dante Alighieri – Luca Terni è stato “solo” nominato “Miglior macellaio d’Italia” grazie al successo ottenuto nella trasmissione Rai “Detto fatto” di cui nell’ultima stagione è stato per svariate puntate protagonista assoluto.

DARIO CECCHINI

DARIO CECCHINI

1 – DARIO CECCHINI E LUCA TERNI: TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO 

Entrambi toscani ed entrambi, nel rispetto delle tradizioni, amanti della carne. In comune hanno un passato e un presente trascorso dietro un banco. Una passione trasmessa ad entrambi da chi li ha preceduti, un’eredità ricevuta in dono. Cecchini ha dietro di sé addirittura sette generazioni di macellai. L’albero genealogico di Terni ha meno rami. Coniugando il paragone in chiave futura troviamo una situazione diversa: a meno che Cecchini non abbia voglia di cimentarsi in pappe e pannolini – improbabile per un over 60 ma non impossibile –  tramanderà la sua monumentale dose di sapere in fatto di macelleria a qualche “figli spirituale” (così lui chiama i giovani che lavorano nella sua macelleria). Luca Terni invece può mettere in cantiere una bella compagine di eredi naturali. A trent’anni e con una moglie graziosa (buon per lui) può tranquillamente lavorare sulla figliolanza. Auguri e figli onnivori.

Meravigliosa ciccia

LUCA TERNI

2 – DARIO CECCHINI E LUCA TERNI: DALLA MAREMMA ALLE COLLINE DEL CHIANTI, VICINI MA LONTANI

La Maremma e le colline del Chianti sono i luoghi che hanno dato i natali ai due. Luca Terni è di Capalbio, piccolo paesino toscano nel cuore della Maremma: pianure infinite, tramonti che si buttano nel mare e sguardo sempre rivolto all’orizzonte migliore perché, che tu volga i tuoi occhi a ovest o a est, rimarrai sempre senza fiato. Una parte della Toscana che per vocazione naturale rimane rurale ma che negli anni ha imparato ad assorbire, sopratutto nei mesi estivi, l’influenza di Roma e dei romani. Una osmosi che ha reso questi toscani un pizzico meno spigolosi e rumorosi della media.

Dall’altro lato invece, le colline del Chianti, che solo a nominarle si scomodano i miti dell’enogastronomia mondiale. Cecchini vive e lavora a Panzano in Chianti, in quei luoghi si venera il Dio Chianti e se ti azzardi ad ordinare una lattina di coca cola vieni sbattuto fuori dal ristorante. Una terra così piena di sé che non deve mai chiedere né permesso né tantomeno avere autorizzazioni speciali per dire la sua. Eccole, raccontante nelle caratteristiche delle proprie terre di origine, le differenze caratteriali tra i due. Il primo è la potenza e l’eleganza di un tramonto che si getta nel mare blu, il secondo è la potenza e l’irriverenza di un bicchiere di vino rosso sorseggiato dalla Storia.

Great Dining in Tuscany

3 – DARIO CECCHINI E LUCA TERNI: DUE APPROCCI DIFFERENTI AL MONDO DELLA CARNE

Ma la vera differenze si ha nel modo di offrire la carne ai propri clienti. Se Cecchini ha scelto la ben più tradizionale – ma non troppo – formula della macelleria-ristorante, Luca Terni ha ben pensato di creare qualcosa di nuovo e dal carattere tipicamente “giovane”: un camion macelleria che si sposta andando direttamente dai clienti e fornendo anche il servizio di catering. “Il mio sogno – rivela Terni è quello di creare un vero e proprio marchio: il Capalbio Catering che sia sinonimo di riconoscibilità, garanzia e alta qualità.

LUCA TERNI

LUCA TERNI

4 – DARIO CECCHINI E LUCA TERNI: DALL’ANALOGICO AL 2.0, COME CAMBIA LA FIGURA DEL MACELLAIO

Il giovane Terni cerca di reinventarsi, di uscire dai classici schemi: così il suo camion macelleria comincia a viaggiare sul web e sui social, alla scoperta di nuove strade, di nuovi luoghi in cui far conoscere la sua arte. Ma anche Cecchini, seppur fedele a certe tradizioni, si è lasciato trascinare da un mondo sempre più 2.0. Il suo sito ne è la prova: interattivo e dinamico, Cecchini, nonostante la sua fama lo preceda, cerca di raccontarsi al mondo. Attraverso foto, racconti e, soprattutto attraverso il suo essere macellaio e amante della carne. Anche un mestiere come quello del macellaio ha bisogno di stare al passo coi tempi e farsi trovare pronto nel cambiare veste: Dario Cecchini e Luca Terni lo hanno subito capito e non si sono lasciati prendere alla sprovvista dalle rivoluzioni del nostro tempo.

DARIO CECCHINI

DARIO CECCHINI

5 – DARIO CECCHINI E LUCA TERNI: LA BONTA’ DI UNA BISTECCA NON È UN PROBLEMA DI RAZZA

Su una cosa i due macellai toscani si trovano pienamente d’accordo. La bontà della carne non dipende dalla razza. O meglio, non solo. «Credo che non sia fondamentale la provenienza, se argentina, italiana o danese – afferma Terni - piuttosto la scelta deve cadere su animali che hanno vissuto in modo sano ed equilibrato. Si dice “siamo quello che mangiamo”. Bene, lo stesso vale anche per gli animali. È importante comprare le carni da chi ti fidi. Il macellaio dev’essere un amico. Preferibilmente scegliere le piccole botteghe, il km zero, ma anche la grande distribuzione purchè le carni abbiano buone certificazioni. E dello stesso avviso è Cecchini “Il mio manzo e il mio maiale non hanno razze particolari e sono allevati in Catalogna, Spagna, da persone di cui ho estrema fiducia da più di 20 anni”. Alcune volte le carni di Cecchini provengono anche da allevamenti del Chianti. Ma il punto per Cecchini non è questo: “per essere sicuri che la carne sia buona bisogna rivolgersi a un macellaio di fiducia. Bisogna guardarlo negli occhi e da lì capire se ci sta dando una carne di qualità o scadente”.

LUCA TERNI

LUCA TERNI

6 – DARIO CECCHINI E LUCA TERNI: IL CULTO DELLA FIORENTINA, DIFFERENZE E ANALOGIE

Sulla Fiorentina, nessuno dei due ha dubbi: la cottura comincia in piedi sull’osso. Molti i pareri su questo tema, molte le discussioni che nascono di fronte a questo dilemma. Ma in Toscana è questa la teoria più accreditata. Sui tempi di cottura invece, i due hanno opinioni differenti seppur vicine. “La bistecca va cotta 5 minuti per lato” afferma Cecchini sicuro di se. Ma per Terni invece ne sono sufficienti solo 3. Vero è che dipende molto dallo spessore della bistecca. Che abbiano ragione entrambi?

DARIO CECCHINI

DARIO CECCHINI

7 – DARIO CECCHINI E LUCA TERNI: UN POETA E UN CANTASTORIE

Ma se proprio vogliamo trovare una differenza su tutte tra questi due macellai, dobbiamo osservare il loro modo di “raccontare” la carne. Da un lato troviamo Cecchini e il suo stile inimitabile: con molta probabilità è l’unico macellaio del globo terraqueo che mentre taglia una Fiorentina da 2kg riesce a recitare i versi di Dante. Tesse odi di fronte a una bella Fiorentina e sembra quasi uno di questi menestrelli che a corte suonavano e narravano in rima incantando i presenti.

Dall’altro lato c’è il giovane Terni, un cantastorie itinerante che a bordo del suo furgone gira per i borghi della Toscana  raccontando la sua arte e trasmettendo passione. Un “rambler” dei giorni nostri. E così, i due macellai, con le loro differenze e somiglianze, continuano a incantare tutti. Alla fine se è vero che sono diventati famosi grazie al fumo della televisione sanno bene che le porte della Storia si aprono solo si bussa con i piedi perché le mani sono impegnate e tener vassoi colmi di bistecche. Se ci pensate il motto della loro vita è semplice ma essenziale:  poco fumo e tanta ciccia. Solo così si conquista l’Olimpo.

di Davide Perillo 01/08/2016 – ( fotografica di copertina di Enrico Cicchetti)