VERREBBE DA DIRE CHE LA STORIA SI RIPETE: IL GRANDE SOCCOMBE SE IL PICCOLO SI SA DIFENDERE CON ASTUZIA. A SEI ANNI DALL’INIZIO DELLA GUERRA DEGLI HAMBURGER, ECCO CHI HA VINTO

Davide non ce la faceva neanche a camminare, con addosso l’ armatura e la spada di Saul, e ha dovuto liberarsene. La sola cotta di rame di Golia pesava invece 57 chili. Davide non era che un ragazzo con una fionda e cinque pietre lisce raccolte dal torrente, ma gliene bastò una. Golia stramazzò, colpito in mezzo alla fronte.

La vittoria del pastorello sul gigante, del piccolo sul grosso, del coraggio contro la forza bruta è il modello di tutte le ribellioni. Metafora biblica applicata ai campi più disparati, dalla geopolitica allo sport, fino al barbecue. Sì perché anche il mondo della carne ha i suoi Davide e Golia. Sei anni fa, infatti, il colosso dell’hamburger McDonald’s ha dichiarato guerra a un piccolo allevatore piemontese che aveva aperto un’”agrihamburgheria” chiamandola “Mac Bün” che in dialetto vuol dire “solo buono”. Il problema era che quel Mac suonava troppo simile al Mc che precede Donald’s.

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MAC BUN, L’AGRIHAMBURGERIA CHE HA SFIDATO MC DONALD’S

MAC BUN, L’AGRIHAMBURGERIA CHE HA SFIDATO MC DONALD’S

Gli abitanti di Rivoli (provincia di Torino) l’hanno ribattezzata la guerra dei hamburger. Nemmeno un mese dopo che Graziano Scaglia, trentanovenne allevatore di Bruere, frazione di Rivoli, insieme con il socio Francesco Bianco, ha depositato in Camera di Commercio il marchio della nuova impresa, si  visto recapitare una raccomandata dallo studio legale della nota società statunitense. Scaglia ha dovuto correre ai ripari: il logo dell’azienda è oggi una versione “censurata” di quello originale: “M** Bün”. Ma a sei anni dallo scontro, possiamo dire che anche in questa storia il piccoletto ha sopraffatto il gigante.

Francesco Bianco e Graziano Scaglia

Francesco Bianco e Graziano Scaglia

MAC BUN, L’AGRIHAMBURGERIA CHE HA SFIDATO MC DONALD’S

Asterischi a parte, l’agrihamburgeria fa affari d’oro ed ha aperto due succursali a Torino. E tutto grazie ad un concetto semplice e intelligente: l’”Agrihamburgeria” utilizza solo carni di animali allevati in proprio e nutriti con il foraggio coltivato sui 50 ettari su cui si estende l’azienda fondata dal bisnonno di Scaglia. Un esempio di filiera corta e di prodotti del territorio che sta spopolando. “La nostra azienda agricola – spiega Scaglia - da tre generazioni produce carne, con una particolare attenzione al manzo di Razza Piemontese, certificato dal consorzio Coalvi“.

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MAC BUN, L’AGRIHAMBURGERIA CHE HA SFIDATO MC DONALD’S

MAC BUN, L’AGRIHAMBURGERIA CHE HA SFIDATO MC DONALD’S

Anno dopo anno – continua Graziano Scaglia – sono cresciute sensibilità e consapevolezza, di pari passo sono migliorati i sistemi produttivi, fino a raggiungere un livello di qualità di cui siamo fieri. Giusti tempi di allevamento, maturazione, conservazione e cottura sono il cuore della nostra proposta di ristorazione: un fast food che mette al centro la natura, e la gola”.

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MAC BUN, L’AGRIHAMBURGERIA CHE HA SFIDATO MC DONALD’S

MAC BUN, L’AGRIHAMBURGERIA CHE HA SFIDATO MC DONALD’S

Inoltre la lavorazione “avviene in modo assolutamente naturale, manuale e senza aggiunta di conservanti, coloranti o agglomeranti”. La carne è cotta in particolari forni di nuova concezione che riducono i fumi potenziando il gusto ed evitando il dannoso processo di carbonizzazione che può avvenire sulla griglia. Se passate dalle parti della Mole, affacciatevi al M** Bun per gIudicare coi vostri occhi – pardon – coi vostri denti, chi ha vinto la guerra degli hamburger.

Di Silvia Strada 20/12/2016