PAROLA DI ESPERTO: LA CARNE SI PUO’ MANGIARE FINO A QUATTRO VOLTE A SETTIMANA E NON E’ VERO CHE I LEGUMI POSSONO SOSTITUIRE LA CARNE.

Sfatiamo un luogo comune: la carne, quella di qualità, fa bene alla salute e si può mangiare fino a quattro volte alla settimana. E ancora, altro mito da sfatare, le proteine dei legumi non possono sostituire quelle della carne. A dirlo, dalle colonne di vivailpollo.it ,  Andrea Poli, presidente della Nutrition Foundation of Italy, ha risposto a una domanda frequente tra coloro che non assumono carne volentieri, pensando che le proteine vegetali siano del tutto simili a quelle animali, “le proteine di origine animale sono in genere molto più complete dal punto di vista del profilo aminoacidico mentre le proteine vegetali sono meno complete e non contengono tutti gli aminoacidi essenziali, quelli che il nostro organismo non è in grado di produrre”. Per far “rifornimento” di questi importanti elementi, il Professor Poli consiglia di consumare sopratutto pollo le cui proteine “vengono smontate più facilmente dai nostri enzimi digestivi, rendendo più utilizzabili gli aminoacidi che li contengono. Il pollo – secondo Poli – può essere consumato fino a quattro volte a settimana in quanto apporta pochissime calorie e, come conferma il medico nutrizionista Nicola Sorrentino, “è molto digeribile e adatta a tutti: bambini e adulti, anziani, donne incinte, sportivi e per chi è a dieta”.

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PAROLA DI ESPERTO: LA CARNE SI PUO’ MANGIARE FINO A QUATTRO VOLTE A SETTIMANA

SENZA ZINCO, PROTEINE E VITAMINA B12 OCCHIO AL CUORE

Smontato quindi il teorema sventolato da vegetariani e vegani che giustificano gli attacchi alle diete onnivore con la possibilità di sostituire le proteine della carne con quella di fagioli e ceci. Ma attenzione privarsi di proteine animale significa anche ridurre Il quantitativo di zinco e vitamina b12. Non è un caso che i vegani  sviluppino patologie cardiache e vascolari. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry da un gruppo di ricercatori guidati da Duo Li secondo cui le persone che seguono uno stile di vita vegan (vegetariani in senso stretto che tendono a non mangiare, oltre alla carne, prodotti di origine animale di qualsiasi genere) può aumentare il rischio di sviluppare queste patologie.

A questa conclusione i ricercatori sono arrivati dopo aver effettuato una revisione di decine di articoli pubblicati sulla biochimica del vegetarismo nel corso degli ultimi 30 anni: gli studiosi hanno appurato che le diete vegan tendono a mancare di diversi elementi nutritivi fondamentali come ferrozincovitamina B12 e acidi grassi omega3. Questo significa, spiegano gli esperti, che i vegani tendono ad avere livelli elevati di omocisteina nel sangue e ridotti livelli di Hdl, il colesterolo «buono», entrambi fattori di rischio per le malattie cardiache.  Anche le diete vegetariane possono presentare problemi simili, spiegano gli autori: se, infatti, sono in grado di fornire proteine a sufficienza, non prevedono invece sufficienti introiti di grassi e acidi grassi.
Come fare per prevenire le patologie cardiache? Vegetariani e vegani dovrebbero, concludono i ricercatori, provvedere a un’integrazione di acidi grassi omega3 e di vitamina B12. (Fonte www.oksalute.it )

di Davide Perillo – 20 ottobre 2015

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