L'HAMBURGER DELLA CONCORDIA

IN PERIODI DI VACCHE MAGRE CRESCE IL CONSUMO DI HAMBURGER E SI RIDUCE LA SPESA PER LA FIORENTINA E I TAGLI PIU’ NOBILI. MAGRA CONSOLAZIONE PER I CARNIVORI

La crisi c’è e bisogna risparmiare. Lo si fa, purtroppo, anche sul cibo. La prima cosa da tagliar fuori dalla lista della spesa è la carne, in particolar modo la tanto amata bisteccona. Mentre ristoranti e macellerie sono in crisi i fast food continuano a crescere. Il motivo è semplicissimo: costi decisamente più contenuti. Con il prezzo di un Menù da McDonald’s (meno di 10 euro) una vera bistecca non la compri, un hamburger da McDonald’s costa molto meno di una bistecca d’allevamento ultraintensivo e quindi gli italiani si sono rifugiati nel panino americano per non alleggerire ulteriormente il portafoglio. Dunque per gli amanti della carne a corto di denaro, di tempo ma anche voglia (diciamoci la verità) un rimedio veloce c’è ed è quello di accontentarsi di un humburger. Eh già, “accontentarsi” perché il vero “carnivoro”  innamorato della Fiorentina dovrà chiudere entrambi gli occhi  per non fare differenze (almeno visive).

Grazie alla complicità dei prezzi più bassi, il fast food è un’abitudine sempre più diffusa che sta incidendo sugli stili alimentari. Un’abitudine che è variata molto nel corso degli ultimi decenni: nel 1950 si spendeva per i consumi alimentari il 49,7% delle proprie risorse economiche, oggi il 19% (fonte istat) a causa anche del tempo impiegato per cucinare che non è mai stato così scarso. Dal dopoguerra ad oggi è cambiato notevolmente il nostro stile di vita e il calo qualitativo della nostra alimentazione non è solo da ricondursi al fattore economico ma anche al sempre più schizzato stile di vita. Insomma, per una vita “fast” meritiamo cibo “fast” che fa emergere l’hamburger in Italia e sprofondare la classica bisteccona. Per l’hamburger il consumo  è cresciuto del 30%.

Come si spiegano i costi contenuti? Il segreto, se così vogliamo chiamarlo, sta nella bestia che va al macello, solitamente la mucca più anziana, quella da latte che ha finito la carriera. Tutto qua. La carne non nasconde nessun mistero, è semplicemente carne di un animale più anziano. Gli hamburger che mangiamo in Italia nei Mc Donalds sono provenienti da carni nate, cresciute, allevate e macellate in Italia. Nulla a che vedere con quello che mangiano negli Stati Uniti dove la qualità è decisamente più scadente.

Tra i leader in Italia nella produzione di hamburger in assoluto c’è il gruppo Cremonini, con ha un fatturato di oltre 3 miliardi di euro e che si è esteso in diversi paesi. Recentemente, ha inaugurato il primo impianto di macellazione delle carni bovine nella Federazione Russa dove il comparto del bovino era da anni depresso. L’obiettivo dell’emiliano è sfornare 35 mila tonnellate all’anno di hamburger per i McDonald’s russi.

Giovanna Di Notte

Hamburgermania
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