L’ODORE DELLA PELLICOLA COME QUELLO DELLA CARNE SULLA BRACE LI HA CONOSCIUTI GRAZIE AL PADRE. GIANMARCO TOGNAZZI, FIGLIO D’ARTE, NON SA RINUNCIARE AL BUON CIBO E SOPRATTUTTO AL CLIMA DI FESTA ATTORNO AL BARBECUE

“Tapioco, Come se fosse, Antani?”. Penseremmo che Gianmarco Tognazzi voglia prendersi gioco di noi alla maniera del padre e invece no, ci sta offrendo da bere. Sono questi i nomi dei tre vini della Tognazza Amata, azienda agricola a Velletri voluta dal “Mostro” della commedia italiana Ugo Tognazzi e portata avanti dal figlio. A Braciamiancora l’attore parla della sua passione per il barbecue e per il vino.

Gianmarco Tognazzi

Gianmarco Tognazzi

GIANMARCO TOGNAZZI: LA TAVOLA? PASSIONE DI FAMIGLIA

Il racconto di Gianmarco Tognazzi non poteva avvenire in una cornice migliore: siamo all’apertura del “Svbvra Miscele e Fuochi”, nuovo ristorante al Rione Monti a Roma. In un’atmosfera avvolgente esaltata dall’estro dei piatti dello chef Dario Tornatore e dall’ambiente accogliente e informale, l’attore presenta i vini della sua cantina. La Tognazza è qualcosa di più di un’azienda agricola, è una ricetta i cui ingredienti sono fantasia, passione per il cibo, coraggio e arte. L’ideatore è Ugo Tognazzi, battuto il ciak un attore magistrale e accesi i fornelli un cuoco sorprendente. D’altra parte era lui stesso a confessarlo: “Ho la cucina nel sangue. Sono malato di spaghettite… L’attore? A volte mi sembra di farlo per hobby. Mangiare no: io mangio per vivere”. Anche attraverso le parole di Gianmarco si percepisce la ferma volontà di mantenere vivo il sogno del padre: “Amo definirla come una filosofia di vita piuttosto che un brand, in cui si combinano amicizia, arte, passione e cibo. Abbiamo voluto dar vita, con il cuore e anche tanta ironia, a una realtà gastronomica che ricerca e sceglie solo il meglio del made in Italy: prodotti di alta qualità che sono l’eccellenza della tavola”.

Gianmarco Tognazzi - Passione di famiglia

Gianmarco Tognazzi – Passione di famiglia

GIANMARCO TOGNAZZI: IO E IL “SACRO FUOCO” DEL BARBECUE

Oltre ad un attore all’altezza del cognome che porta e un amante della tradizione c’è in Gianmarco Tognazzi anche un fervido sostenitore della carne, se poi è preparata al barbecue ancora meglio. Il suo rapporto con la brace si consolida in Sardegna, dove è condiviso dalla famiglia della moglie e soprattutto dal suocero, grande amante della carne. Quando si parla di quest’isola è facile immaginarsi sulla brace il famoso porceddu ma la passione di Gianmarco va ben oltre: “mi piace il porceddu ma amo tutto quello che può andare sulla brace e che viene girato con le mani nude, semplicemente bagnandosele. E’ così che fa Nannino, mio suocero, un genio del barbecue”. Il ritorno in Sardegna è, anche per questa ragione, molto caro all’attore: “la brace, il fuoco vivo acceso per tavolate numerose fa parte della mia vita, mi tiene legato alla mia seconda famiglia, quella sarda”.

Gianmarco Tognazzi - amore per la brace

Gianmarco Tognazzi – amore per la brace

GIANMARCO TOGNAZZI: LA PAJATA, IL SAPORE DEI RICORDI

Alla domanda su quale sia il suo taglio preferito la risposta stenta ad arrivare: “Mangio tutto perché così sono stato abituato a fare da mio padre. Dovendo scegliere una tipologia a cui sono particolarmente legato direi la pajata”. L’intestino tenue del vitellino da latte o del bue che nella tradizione romana viene utilizzato soprattutto per la preparazione di un tipico piatto di pasta usando i rigatoni. Gianmarco lo dice in romanesco perché le sue origini si manifestano prepotentemente e perché questo piatto ha accompagnato tutta la sua vita, consumato soprattutto nelle vere osterie romane. Meno dubbioso riguardo a ciò che invece non riesce a mangiare: “Cuore e cervello: le associo alla vita, al pensiero e anche se si tratta di animali non riesco a superare questa visione”. Il limite è rappresentato solo da questi due organi perché, per sua stessa ammissione si concede tutto il resto: frattaglie e interiora in primis. Carnivoro convinto, Gianmarco Tognazzi non guarda ai vegetariani come a dei nemici. Al contrario, saggiamente, risponde a chi ha compiuto una scelta alimentare diversa dalla sua con il suo motto di vita: “Vivi e lascia vivere”. L’attore si mostra tollerante verso questa filosofia di vita: “nutro massimo rispetto per idee così diverse, purché  non prevarichino le mie”.

Ginmarco Tognazzi - Pajata

Ginmarco Tognazzi – Pajata

GIANMARCO TOGNAZZI: IL SOGNO DI MIO PADRE TRA IL ROSSO E IL BIANCO

Se sull’argomento cibo e soprattutto carne alla brace è molto preparato, altrettanta dimestichezza ha con il vino. “Sarebbe banale dire che i rossi si sposano meglio con la carne e i bianchi con il pesce. Non è un assioma diretto. Ma è chiaro che c’è una persistenza diversa da parte di un vino rosso barrique piuttosto che di un vino bianco che fa acciaio. E’ quindi il legno che si combina meglio con la carne alla brace”. Il vino di cui ci parla lo conosce bene perché è quello voluto e prodotto da suo padre con l’uva della Tognazza Amata: “Abbiamo molta uva buona. Così sto realizzando un doppio sogno di mio padre: il primo è quello di occuparmi della sua terra, come tanto desiderava, il secondo, ritirare fuori il vino, con le dovute correzioni”. Per una carne speziata Gianmarco Tognazzi consiglia un Syrah Cabernet Franc come l’ Antani della Tognazza. “E’ un vino che esalta con la sua aromatizzazione, il retrogusto di pepe e i sentori di viola i sapori di una carne alla brace”. Come se fosse”, invece, un Merlot del Lazio dal profumo intenso ma più morbido e accompagna meglio un brasato ma anche con la polenta. “Per quanto riguarda il nostro bianco, Tapioco, va molto come aperitivo quindi si associa facilmente con i salumi”. Un vino che regala il senso della festa e della compagnia, con le sue note briose e variegate di aromi e sapori. Ugo lo definiva il vanto della mia vigna, forse perché era come lui.

Gianmarco Tognazzi - Tapioco Come se fosse Antani

Gianmarco Tognazzi – Tapioco Come se fosse Antani

di Ivana Figuccio 6 marzo 2016

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