STRANEZZE, FOLLIE, GASTROFIGHETTISMI. DAL COMPORRE LE BIZZARRE INVENZIONI DEI CUOCHI D’ARTIFICIO AL BREVETTARE ASSURDITÀ IL PASSO È BREVE.

Un proverbio inglese recita: “He who makes no mistakes never makes anything”, ed è forse vero che chi non ha mai sbagliato è perché non ha mai fatto nulla. La strada del gusto è lastricata di infiniti esperimenti, successi e scivoloni. Quello che oggi è tradizione può essere nato da necessità e azzardo. Probabilmente il gioco iniziò sin da quando “il più famoso cuoco scimmia del pleistocene” provò a grigliare una bistecca, con risultati straordinari. O quando il suo maldestro collega servì funghi tossici agli sfortunati commensali. Ben venga la curiosità, l’innovazione e la ricerca. Ma tra gastro-menate, cucina fighetta e “cuochi d’artificio”, ultimamente si cerca in ogni modo di percorrere le vie più azzardate del palato. Il ristoratore che non propone “accoppiamenti trasgressivi”, “accostamenti provocatori”, “soluzioni non banali”, sembra che non sia nessuno. E a noi inizia a prudere il naso.

PANINI STRANI

PANINI STRANI

PANINI STRANI – CE N’E’ PER TUTTI I GUSTI

Conservatorismo culinario? Forse. Ma dall’altra parte della barricata c’è gente come lo chef giapponese che ha scritto il ricettario “Piatti con i preservativi che vorrei cucinare per te”: Kyosuke Kagami usa i condom per contenere il cibo, sfruttando il fatto che sono resistenti, elastici e atossici. “L’inverno sta arrivando” se fra i trend di Google scopriamo il bacon ricoperto di cioccolata. O se impazzano le gastromanie dei Vip, come quelle raccontate da Stefano Cannas, chef del ristorante ‘Al Castello’, a Carloforte, rinomata meta turistica sarda: pare che Angelina Jolie ami insetti e ragni e Salma Hayek adori ingollare tacos di formiche fritte o cavallette alla griglia. La top model Heidi Klum condividerebbe poi con Cindy Crawford la passione per l’aperitivo a base di aceto, mentre Nicolas Cage evita il maiale perché, a suo dire, non si comporta in modo degno durante l’accoppiamento. E per non infierire, tralasciamo le lagne vegane.

LA DIETA DI ANGELINA NON PREVEDE PANINI STRANI MA ALTRE FOLLIE

ANGELINA STA IMPARANDO A SBUCCIARE LA MELA

PANINI STRANI – A OGNUNO COME GLI PARE

Stranezze e invenzioni sembrano insomma la nuova cifra stilistica della cucina più o meno stellata. Ma se c’è un ambito rigoglioso, dove la sperimentazione è sempre stata lecita, è quello del panino: “a ognuno come gli pare” è sempre stata la legge delle due fette più famose del mondo. E se l’hamburger ha stancato, il forziere di pane raccoglie tra le sue croccanti pareti qualsiasi tesoro. Lo sa bene Davide di Fabio, allievo di Massimo Bottura all’Osteria Francescana che ha ideato il “Ce la vuoi la crosta?”. Non una domanda, ma il nome della rosetta ripiena con porchetta di pancia di maiale, finocchi sottaceto e maionese d’arancia. Il suo collega Takaniko Kondo che lavora anche lui nel ristorante modenese ha creato un buns, panino dolce dalla leggerissima consistenza, riempito con una bizzarra fusione nippo-mediterranea: pancia di maiale, miso dolce, alghe, cetrioli e yuzu, un frutto simile al mandarino. Lo chef Alberto Faccani del ristorante Magnolia di Cesenatico ha realizzato un bagel ripieno di burger di gamberi, mentre lo chef faentino Fabrizio Mantovani propone il Sardog, hot dog di sarde del mercato di Bellaria, cipolla al lambrusco, rucola e immancabile maionese al prezzemolo. A questo punto il passo è fatto: non ci voleva molto che qualcuno proponesse l’hamdog: metà hamburger e metà hotdog. Il terrore dei puristi e la gioia degli indecisi.

PANINI STRANI: HAMDOG

PANINI STRANI: HAMDOG

PANINI STRANI – L’HAMDOG

Un tipo di hamdog è stato concepito dall’australiano Mark Murray nel 2004. La sua versione contiene una svizzera di manzo tagliata a metà dentro la quale passa un wurstel. Il tutto è poi coperto di formaggio, peperoncini, salsa, lattuga e cipolla. Non è finita qui, perchè Mark ha ideato anche un apposito pane, chiamato “Saturno”, che ricorda nella forma il famoso pianeta con gli anelli: si tratta di un panino che al centro è rotondo (qui alloggia il burger tagliato a metà) e ha poi due estremità allungate per ospitare la salsiccia. Il saggio Mark ha deciso di brevettarlo nel 2009 ed ora intende venderne i diritti negli Stati Uniti.

PANINI STRANI: HAMDOG

PANINI STRANI: HAMDOG

PANINI STRANI – FRITTO CON UOVA E PATATINE

Ma c’è già un concorrente, perché un’altra variante di hamdog è nata dalle fulgide meningi di Chandler Goff, proprietario del Mulligan’s, un bar nella periferia di Decatur, in Georgia, nel febbraio 2005. Questa versione è decisamente più americana e prevede che l’intero panzerotto sia fritto interamente e accompagnato da uova e patatine – fritte anch’esse, come si può immaginare. Goff ha iniziato a venderlo all’Indiana State Fair nel 2006 e ne è nato anche un contest per dimostrare chi è il folle che ne ingurgita di più. L’elegante iniziativa si tiene a Vadnais Heights, in Minnesota, ogni anno dal 2007.

PANINI STRANI: HAMDOG

PANINI STRANI: HAMDOG

PANINI STRANI – PRONTI CON IL CARDIOLOGO 

L’intellettuale libertario e giornalista David Harsanyi ha citato l’hamdog nel suo libro manifesto contro lo stato paternalista: “Nanny State”: la sua libertà di mangiare schifezze sarebbe violata dai gruppi di pressione che intendono proibire il cibo spazzatura, con la “scusa” della salute. Dei veri e propri “fascisti”, secondo Harsanyi. Suo acerrimo nemico è il dottor Nicholas Lang, chirurgo dell’Università dell’Arkansas, che ha messo in guardia dal consumo di hamdog: “se ne ingoiate anche un sol boccone, farete meglio a cercarvi presto un cardiologo”. Datemi del reazionario, ma preferisco il vecchio caro panino col salame.

di Enrico Cicchetti 04/04/2016