CARNE SINTETICA? NO GRAZIE: IL 95% DEGLI ITALIANI NON LA MANGEREBBE MAI

Articolo da ilsole24ore

GLI INVESTIMENTI NEI SOSTITUTI DELLA CARNE, DEL LATTE E DELLE UOVA A BASE DI PIANTE HANNO RAGGIUNTO CIFRE DA CAPOGIRO MA GLI ITALIANI NON SI FIDANO LA CARNE SINTETICA FA STORCERE IL NASO 

In soli due anni, tra il 2017 e il 2018, gli investimenti in società che producono sostituti della carne, del latte e delle uova a base di piante hanno raggiunto i 14 miliardi di dollari. “Ad oggi sono censite 800 aziende nel mondo che fanno alternative alla carne, 90 delle quali lavorano sulle cellule in vitro”, sostiene Gilles Luneau, autore del volume Carne Artificiale? No, grazie edito da Castelvecchi.

Ma l’Italia è pronta a consumare carne artificiale? Secondo Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, no: “Il 95% degli italiani non mangerebbe mai carne sintetica se questa arrivasse sul mercato, con una bocciatura quasi plebiscitaria per la bistecca fatta in laboratorio da cellule staminali prelevate dal muscolo di un bovino”, ha detto in occasione del lancio in Italia del libro di Luneau.

Sulla questione dell’impatto ambientale degli allevamenti, il presidente della Coldiretti ribadisce gli alti standard italiani: “La carne italiana nasce da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo, che prevede l’adozione di forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi e sistemi di rintracciabilità elettronica”.

carne sintetica

LA CARNE SINTETICA E’ PRODOTTA IN UN LABORATORIO CHIMICO

Ma di cosa parliamo quando parliamo di carne in provetta? “In verità, parliamo di surrogati della carne – risponde Luneau – in inglese si dice plant based meat, anche se questi surrogati non sono a base di piante, ma a base di proteine vegetali estratte dai vegetali, oppure prodotte artificialmente tramite modifica genetica. Sono alimenti ultra trasformati, e non certo vegetali vicini alla natura. La carne artificiale viene prodotta in un laboratorio chimico”.

“Che si parli di carne, piuttosto che di fumo o di alcol, quando si parla dei possibili effetti nocivi per la salute non possiamo perdere di vista il fatto che la questione principale è la distinzione tra consumo e abuso di determinati alimenti,” ha ricordato Paolo De Castro, coordinatore del gruppo S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

“Qui al Parlamento, in particolare alla commissione Agricoltura dove lavoro, stiamo lavorando per scrivere norme che informino in modo corretto le persone, senza condizionarle però al momento dell’acquisto di questo o quel prodotto”.