FERMATE L’EUROPA! CON UNA SUPER CAZZOLA VOGLIONO DARE 3 IN PAGELLA AL NOSTRO PARMIGIANO

L'agro alimentare italiano una ricchezza da preservare e proteggere

TRA LE TANTE PROPOSTE CONTENUTE NEI PROGRAMMI ELETTORALI IN VISTA DELLE POLITICHE DEL 25 SETTEMBRE CE N’E’ UNA FONDAMENTALE PER PROTEGGERE IL COMPARTO AGROALIMENTARE E CON ESSO LE NOSTRE BISTECCHE, E’ LA LOTTA AL NUTRI-SCORE UN SITEMA DI ETICHETTATURA CHE DISCRIMINA IL MADE IN ITALY

Quest’estate i nostri politici ci hanno stupito: nonostante lodassero il governo Draghi prima lo hanno fatto dimettere e poi, lasciatolo in carica per il disbrigo degli affari correnti, si sono cimentati in una rovente campagna elettorale.

Il momento è delicato: la crisi energetica e l’attuazione del pnrr non consentono ritardi, serve un governo e subito. Così la politica non è andata in vacanza. Un impegno di cui in altri tempi ci saremmo rallegrati e che oggi visto lo scenario complessivo non rassicura.

A rendere ancora più fosco lo scenario ci ha pensato la siccità che quest’anno si è manifestata in modo drammatico. Come se non bastassero già l’inflazione, la guerra e il rincaro delle bollette.

Posti davanti a un quadro così complicato ci siamo chiesti cosa vogliano davvero fare i partiti per sostenere l’agro-alimentare, un settore in evidente affanno. Se infatti il rincaro di mais e gas sono state due mazzate molto forti le scarse piogge hanno fatto il resto decimando i raccolti, senza dimenticare che nel frattempo le bollette sono diventate insostenibili.

Nutri-Score
Col Nutri-Score i nostri salumi rischiamo di essere discriminati

CHE COS’E’ IL NUTRI-SCORE

Siccome non siamo economisti (e anche se lo fossimo dovremmo soppesare l’incognita della guerra) non entreremo nel merito delle politiche economiche. Misure come il sostegno alle imprese o la flat tax, per quanto importantissime, esulano dalle nostre competenze.

Siamo quindi andati alla ricerca tra la tante proposte sbandierate in campagna elettorale di un obiettivo concreto e l’abbiamo trovato in una battaglia che accomuna centro destra e centro sinistra, movimento cinque stelle compreso. Questo obiettivo è la lotta al Nutri-Score, un sistema di etichettatura che piace tanto ai francesi e per nulla agli italiani.

Il Nutri-Score è un sistema di etichettatura suddiviso in cinque categorie. A ogni categoria è assegnato un colore che va dal verde al rosso e ad ogni colore è assegnata una lettera che va dalla A alla E. Il Nutri-Score è dunque paragonabile ad un semaforo che mentre dà il via libera ad alcuni prodotti indicandoli come sani impone uno stop ad altri indicandoli invece come nocivi.

Le cinque categorie valutano infatti la salubrità degli alimenti e lo fanno prendendo in esame la quantità di zuccheri, grassi e sale contenuti in 100 grammi di prodotto.

Secondo questo sistema gli alimenti etichettati col verde sarebbero sani, quelli col rosso invece farebbero male alla salute.

Nutri-Score
Col nutri-Score il nostro olio evo è considerato troppo grasso

PERCHE’ NON CONVINCE

Il Nutri Score non è esente da critiche. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato giudizi e punteggi forniti da questo sistema non tengono conto di alcuni aspetti, in particolare non tengono conto della dieta di un individuo in rapporto al suo stile di vita.

L’assurdo è che il Nutri-Score attribuisce ai nostri prodotti voti bassi quando in realtà si tratta di eccellenze del made in Italy. Parliamo di formaggi, carne, salumi ed olio evo. Più che di valutazione, dunque, non è assurdo affermare che con il Nutri-Score sia in atto una vera e propria discriminazione dei nostri prodotti.

Una discriminazione che potrebbe tradursi in un danno per le esportazioni italiane. Entro fine anno infatti l’Unione Europea è chiamata ad esprimere il suo parere sul Nutri-Score e una sua eventuale promozione non farebbe certo felici i produttori italiani, già preoccupati per il caro energia.

Per questo motivo mesi fa il governo Draghi si era espresso contro questo sistema di etichettatura e la battaglia a protezione del made in Italy continuerà anche nei mesi a venire.

La lotta al Nutri-Score si somma infatti a quella contro l’italian soundig, la competizione sleale dei prodotti stranieri che assumono nomi simili a quelli dei prodotti italiani ma che con questi non hanno nulla a che fare.

Nutri-Score
Etichetta Nutri-Score

IL NUTRINFORM BATTERY

Al posto del Nutri-Score gli italiani propongono un altro tipo di etichettatura, una che informa anziché valutare e che per questo prende il nome Nutrinform Battery. Con Nutrinform Battery si intende l’indicazione in etichetta della quantità di energia e nutrienti assunti consumando una porzione di un dato alimento.

L’etichetta si presenta come una batteria di cinque finestre contenenti tutti i valori relativi alla porzione consigliata: energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale. Il contenuto energetico è espresso sia in joule che in calorie. I contenuti di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale sono espressi invece in grammi. In questo modo non si discrimina il prodotto e si invita il consumatore a riflettere sulle giuste quantità da consumare.

Nutri-Score
Etichetta Nutrinform

 

ALTRI PUNTI CRITICI DEL NUTRI-SCORE

Per capire quanto sia importante la lotta al Nutri-Score è utile ricordare altri due difetti di questo sistema di etichettatura. Il primo trascura l’importanza di eventuali additivi chimici come coloranti e conservanti, il che porta a una conseguenza paradossale: mentre i nostri salumi artigianali vengono classificati arancioni e rossi, il prosciutto cotto sgrassato con l’utilizzo di chissà quali sostanze rientra invece nelle categoria A e B.

Il secondo difetto trascura invece il grado di trasformazione del cibo, che è un aspetto fondamentale per giudicarne l’impatto sulla salute. Questo significa che anche alcune carni per quanto allevate in modo sano, lavorate bene e frollate ad hoc solo perché più grasse potrebbero essere valutate negativamente vanificano così lo sforzo di tanti produttori virtuosi che cercano di collocare sul mercato prodotti sani e più saporiti.

Col Nutri-Score i nostri formaggi non sono più considerati eccellenze

CONCLUSIONI

Noi di Braciamiancora lo diciamo da tempo, il grasso è sapore ed è la dose a fare il veleno non certo una bistecca o un salume artigianale. Ogni alimento mangiato nelle giuste dosi, riferite all’età, alla dieta e allo stile di vita di una persona non fa male, anzi il sapore delizia il palato e ci rende felici.

Il Nutri-Score inoltre ha una duplice chiave di lettura. Da una porte si potrebbe sostenere sia l’ennesima conferma della tracotanza dei paesi nord europei che nel perseguire i  propri interessi se ne infischiano di quelli del Sud Europa.

Dall’altra però si potrebbe ipotizzare che dietro questo sistema di etichettatura ci siano lobby al soldo delle multinazionali alimentari che diversificando la loro offerta (una classica e l’altra filo vegana) incrementerebbero così i loro guadagni.

Suona un po’ strano che i francesi famosi per essere ottimi casari vogliano screditare i loro roquefort e non dimentichiamoci che i paesi nordici, Germania in testa, sono quelli con più vegani in Europa, rappresentano quindi un potenziale mercato in espansione.

Ad ogni modo quale che sia la chiave di lettura, la lotta al Nutri-Score è legittima, sacrosanta e di fondamentale importanza, a maggior ragione in un periodo in cui, a causa di un rincaro energia straordinario, i costi di produzione aumentano e di conseguenza aumentano anche i prezzi dei prodotti (ma chi se li compra se il prezzo è fuori mercato?).

Fanno bene dunque partiti e coalizioni ad aver introdotto la lotta al Nutri-Score nel loro programma elettorale.

di Gianluca Bianchini 31/08/2022