GUSTO: LO STORICO RISTORANTE ROMANO CAMBIA CASA

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GUSTO: A ROMA DICI GUSTO E PENSI A QUELLE VETRATE DI PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE. IO PENSO AI MIEI PRIMI MOMENTI DI GIOIA ROMANA, QUANDO L’AMORE INIZIAVA CON L’APERITIVO DA GUSTO. 

Gusto è una realtà storica. Chi è romano sa che la sera se eri al centro di Roma tra le vetrine di via del Corso e “si era fatta una certa”, cioè quell’ora in cui lo spritz ti chiama come le sirene di Ulisse, la tappa obbligata era da Gusto. Cose buone, bella gente: il mix era sempre allettante.

Ho tenerissimi ricordi di aperitivi e brunch che mi riportano alla mia vita romana in un secondo, prima che il milanese imbruttto si impadronisse di questo corpo facendomi capire che a Milano di bello non c’è solo il treno per Roma. 

SE CAMMINI PER IL CENTRO DI ROMA, PRIMA O POI TI FERMI A RIPOSARE SU UN PEZZO DI STORIA

I tempi cambiano, la mia Roma è cambiata e o ci si adatta o si rimane indietro. Così Gusto cammina, e camminando camminando arriva in Piazza Sant’Appollinare, non troppo distante dalle sue vecchie vetrate, ma nel cuore della Roma più romantica, a due passi da Piazza Navona, quella piazza degli artisti che grida al mondo la forza di una Capitale che ingiustamente sta patendo dolori di vecchie ferite. Gusto si ferma proprio in uno dei posti che ha segnato il panorama della ristorazione capitolina tantissimi anni or sono: Il Passetto. 

Alessandra Marino, la proprietaria, si appropria quindi non solo di un locale, ma di tutte le emozioni che esso ha contenuto, degli andirivieni dei personaggi noti della Roma bene, degli attori, dei diplomatici impettiti. Si accaparra un’eredità pesante ma promettente, con l’intenzione però di costruirci sopra un altro pezzo di storia. 

STESSO FORMAT DENTRO AD ALTRE VETRATE

Il primo impatto mi è sembrato eccentrico, era perfetto. Non sono una classica, né una originale. Sono una che coglie le emozioni anche dalle pareti però. Ogni sala ha un nome: Corallo, Bell’Epoque, Cucchi, Picasso. In quest’ultima uno specchio gigante domina la sala e riflette le grandi finestre. 

Lo spazio è enorme e Alessandra mi confida che cercava proprio questo, uno spazio ampio dove riportare l’anima del suo “Gusto”, un dehor dove affacciarsi all’esterno e portare fuori tutto quello che c’è dentro, che racchiude la storia, il sentimento, il vivere di Gusto. 

Il format non cambia, e io mi chiedo se abbia senso a volte stravolgere tutto una volta che si decide di cambiare strada, o piazza o amore. Ma certe cose non devono cambiare, possono cambiare i nomi delle strade. Cambia il colore dei capelli dopo una tinta, cambia la taglia dopo la dieta forzata, cambiano le scarpe durante le stagioni, ma l’anima non cambia mai, la profonda e radicale convinzione di quello che si è stati da quando si è nati: GUSTO. 

NON CAMBIA NIENTE NEMMENO IN CUCINA

Ristorante, Pizzeria, Wine Cocktail Bar. Non cambia la brigata di cucina che ci ha fatto innamorare dei suoi piatti già 20 anni fa. Non cambiano i classici della tradizione, i fritti, le loro selezioni di prodotti genuini e ricercati. Non cambia quella qualità che da Gusto pretendi, perché noi siamo figli dell’aspettativa, e se ci delude diventiamo orfani. 

Non cambia poi quell’odore di Roma e lievito e forno, la pizza che ci invidiano anche se non siamo a Napoli, il rumore croccante quando addentandola lancia sù un alito di fumo, ed è profumo di Natale, e poi di primavera ed estate con l’autunno. Non cambia il brunch che al sabato e alla domenica portava i romani al centro di Roma che “Sai che da Gusto fanno un brunch pazzesco?”.

SI BEVE ANCORA, PERCHÈ L’APERITIVO LO DOBBIAMO DIFENDERE CON LA VITA

Non mancano poi le etichette degli appassionati, che roteano il bicchiere prima di bere il primo sorso o alzano gli occhi al cielo per un franciacorta da oscar. Spazio anche per Cocktail e cicchetti, la movida romana che fino alle 2 di notte trova asilo da Gusto che ora lo sapete, non è in piazza Augusto Imperatore. Già sento le voci, lì a due passi da via del Corso: “Ma davvero s’è spostato Gusto?” Si, Gusto se n’è andato da quelle vecchie mura e ha riaperto un capitolo nuovo per Roma, ma la storia non la fanno realmente le pareti, perché se non hai niente da raccontare ogni reggia diventa una gabbia d’oro. Gusto ci ha sempre saputo raccontare il suo vivere, creare, fare, e ora ci sta solamente raccontando il suo divenire. Voi restate in ascolto. 

Gusto, Piazza Sant’Apollinare 41 – Via Zanardelli 14, Roma. 

Aperto tutti i giorni, tutto l’anno dalle 08.00 alle 02.00

Di Fiorella Palmieri

18/12/2019