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HO MANGIATO IL BEYOND BURGER E HO CAPITO CHE QUESTA FUFFA VEG TRAMONTERA’

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DOPO ANNI DI DIFFIDENZA HO FINALMENTE ASSAGGIATO IL BEYOND BURGER , L’HAMBURGER VEGANO CHE DOVREBBE SAPERE DI CARNE E SOSTITUIRE IL PANINO PIU’ FAMOSO DEL MONDO: LA DELUSIONE E’ STATA TOTALE

Questo articolo arriva con un ritardo imperdonabile. Stupidamente non avevo mai mangiato il Beyond Burger, l’hamburger vegano più famoso in commercio. Colpa mia. Chiamatelo bias cognitivo, chiamatelo pregiudizio, chiamatelo limite intellettuale, pigrizia, indolenza (o chiamatela saggezza). Insomma, dategli la motivazione che preferite ma questo “incontro” non si era mai verificato. Ora non più. Sta di fatto che trovandomelo in menù durante una pausa pranzo l’ho ordinato (Enoteca “Grado” Roma, zona Porta Pia).

beyond burger

Un bel Beyond Burger con una foglia di lattuga, una fetta di pomodoro e del formaggio veg, qualche spezia non identificata nel formaggio. Tralascio l’aspetto striminzito e poco invitante dell’hamburger in sè –  mi chiedo se sia la prassi servire un burger vegano in modo così triste e desolatamente poco invitante – mi sono concentrato sulla “ciccia”. O meglio, su quella polpetta schiacciata vegetale che dovrebbe sapere di carne e dare una alternativa ai vegetariani.

Un morso in purezza, un morso con l’accompagno del formaggio, un morso, questo più generoso, per addentare in un colpo solo tutti gli ingredienti. Pausa. Riflessione. Qualche minuto per ripetere le operazioni ed ecco la conclusione scontata e ovvia: per texture, per sapore e per grana il Beyond è tutto fuorchè un hamburger.

La forma è quella, ma per il resto, buio totale. Girovagando per il web è pieno di recensioni nelle quali, i vari foodblogger di turno, sostengono di non trovare la differenza tra il Beyon burger e un hamburger reale. Il che può essere anche vero se, al posto della lingua, ti ritrovi una lingua d’asfalto. Il mondo è pieno di cantastorie e di persone con il palato di cemento armato.

beyond burger

BEYOND BURGER NON PUO’ SAPERE DI CARNE SE NON E’ CARNE! 

Sono certo che dietro questo burger vegetale ci si sia stato parecchio lavoro, tanta ricerca e molto marketing. E’ un prodotto vegetale, questo sì, ma non ha nulla della salubrità che può avere un’insalata o un piatto di pomodori. Chi pensa che nel Beyond Burger troverà un pasto naturale si sbaglia. Per capirlo basta guardare gli ingredienti, e sono parecchi, con i quali viene realizzata la finta carne vegetale.

Proteine del pisello, olio di canola, olio di cocco, acqua, estratto di lievito, maltodestrine, aroma naturale, gomma arabica, olio di girasole, sale, acido succinico, acido acetico, amido modificato, fibra bamboo, meticellulosa, amido patata, estratto barbabietola, acido ascorbico, estratto annato, acido citrico, glicerina vegetale. 

Mi domando, senza polemica e senza retorica, ma davvero abbiamo bisogno di prodotti così lavorati? Non credo. Io l’ho provato per curiosità, per capire di cosa sapesse, ma difficilmente lo riprenderei. L’esperienza gastronomica è stata decisamente mediocre e deludente. Se fossi un vegano vero, convinto, non credo avrei bisogno di rifugiarmi in questi prodotti fake e anzi, con orgoglio e lancia in resta, sarei contrario a questa retorica dell’alternativa a tutti i costi.

E’ come se un devoto alla castità facesse uso di bambole gonfiabili. In fondo, se ho deciso di essere vegano, perchè rincorrere un finto hamburger processato dall’industria alimentare? Rimani fedele al tuo piatto di fagioli che sono cento volte meglio della polpetta veg.

Mark Zuckemberg

Credo che il Beyond Burger, come gran parte di questi prodotti similari, sia destinato ad essere circoscritto sempre di più ad un consumo di nicchia o rivolto a coloro che vogliono togliersi lo sfizio o la curiosità. Non diventerà mai un prodotto di largo consumo. Non prevedo cene tra amici a base di Beyond Burger. Nonostante gli sforzi messi in campo per proporre questo GreenFood, il palato puoi ingannarlo una volta, fregarlo due ma alla terza i nodi vengono al pettine. Al 99% della gente piace il cibo buono. Ad ulteriore conferma di questo trend c’è stato in questi anni il notevole calo in Borsa registrato dall’azienda che produce questo cibo veg.

Se ci pensate non è un caso che Mark Zuckemberg, il fondatore di Facebook, abbia comunicato al mondo intero che inizierà ad allevare bovini dai quali vuole ricavare bistecche old school. Le sue antenne, sicuramente più sensibili delle nostre, avranno senz’altro captato l’andamento declinante del cibo veg e, da bravo uomo di affari americano, avrà deciso di puntare sulla cara e intramontabile bistecca.

 

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