HOME RESTAURANT: ARRIVA LA REGOLAMENTAZIONE MA E' ANCORA TUTTO IN ALTO MARE

IL FENOMENO DEL SOCIAL EATING E DELL’HOMEFOOD SPAVENTA LA FIPE CHE SI RIVOLGE AL MINISTERO: ED ECCO ARRIVARE LA RISPOSATA UFFICIALE MA IL PERCORSO E’ ANCORA LUNGO E LA RETE DIFENDE GLI CHEF CASALINGHI
Il fenomeno degli HomeRestaurant è regolare o no? Per ora ancora non si è capito in maniera chiara. Di chiaro. infatti,oggi c’è solo una cosa: essendo un fenomeno pionieristico necessiterà di una regolamentazione. Se questa sarà rigida, oppressiva ed eccessivamente vessatoria come quella che devono subire i ristoranti non lo sappiamo ancora. E non lo sa ancora nessuno. Ma riavvolgiamo velocemente il nastro per capire meglio la storia.
GLI CHEF A CASA PROPRIA
Nato nei paesi anglosassoni, diffuso a Cuba, in fase assolutamente pionieristica in Italia. L’usanza di aprire le porta della propria casa e cucinare pranzi e cene per degli sconosciuti diventati amici su internet sta diventando una moda, sicuramente destinata a crescere nel nostro paese. Secondo la Confcommercio, ma il dato è tutto da verificare, in Italia sarebbero già un migliaio con punte di 200-300 in città come Napoli, Roma, Firenze e Milano. Da qui l’allarme lanciato da ConfCommercio, ConfEsercenti e la Fipe che ha portato ad una Risoluzione del Ministero dello Sviluppo Economico seconda la quale “aprire un ristorante nella propria abitazione è un’attività economica a tutti gli effetti. E dunque, in quanto tale, deve essere soggetta a requisiti professionali, igienico sanitari e a una serie di norme in materia di sicurezza, urbanistica ed edilizia, a cominciare dalla Scia da presentare al comune di residenza.” Soddisfazione in seguito al parere del Ministero è stata espressa anche dal presidente della Fipe Lino Enrico Stoppani secondo il quale viene ripristinata ” una competizione leale e corretta”.
LA RETE DIFENDE GLI HOMERESTAURANT
Sui social network gli utenti però sembrano prendere le difese degli HomeRestaurant. “Dove circola un pò di grana colpiscono subito … che cazzo di politici abbiamo”, tuona Roberto Mistura da Roma al quale fa eco, sempre dalla capitale,  Silvia Bianchi: “che palle! Devono sempre rovinare belle idee!”. C’è anche chi, come Graziella Viviano, non usa mezzi termini “Funziona così in tutto il mondo….ora i nostri ci devono mettere il becco….per mangiarci qualcosa. Basta con quest’Italia dei continui impedimenti e della burocrazia. E BASTA!!!”. Più moderato il commento di Ida Benevento, lettrice Today.it che sulla pagina fb del giornale esclmama: “si parla di concorrenza sleale mi sembra esagerato.intanto i numeri dei possibili clienti sono molto inferiore a quelli dei ristoranti.poi per quanto riguarda il guadagno ,ma quanto pensano si possa guadagnare i miliardi.sono ridicoli”. Dalla pagina ufficiale di facebook Gnammo, uno dei portali più noti per l’organizzazione del social eating, rassicura tutti : “non è stata promulgata alcuna normativa in tal senso. Come riportato nei vari commenti sulla pagina, nessun problema! Trattansi di parere e non di legge che prova a fare un primo passo verso una regolamentazione di un’area oscura della legislazione italiana.
Noi siamo al tavolo con associazioni di settore e istituzioni per arrivare ad una legge (non parere) che faccia stare tranquillo chi vuole fare eventi saltuari di Social Eating e richieda norme stringenti per chi ne abusa”. 

di Donatella Carriera 12/05/2015
 
 
A ROMA PRONTA UNA CIRCOLARE PER REGOLAMENTARE IL FENOMENO
Una circolare per regolare il fenomeno sempre più diffuso degli Home Restaurant. E’ quanto annunciato dall’assessore alla Roma Produttiva Marta Leonori che ha spiegato in una nota: “Chi esercita l’attività di cuoco a domicilio, nei cosiddetti Home Restaurant, deve sottoporsi alle stesse regole che valgono per tutte le attività di somministrazione di cibi e bevande e questo perché è necessario prima di tutto tutelare il consumatore finale, a partire dalle norme igienico-sanitarie e di conservazione dei cibi” spiega. Un fenomeno sempre più diffuso che, secondo l’assessore, “non può esimere dal rispetto delle norme che disciplinano il settore”.
Ma non solo la somministrazione di bevande e cibi dentro casa. Per la Leonori si tratta anche di “regole della concorrenza con le imprese di ristorazione che devono obbligatoriamente sottoporsi a tutti gli iter di verifica da parte delle amministrazioni, ai controlli delle Asl, agli adempimenti sulla sicurezza dei locali” continua. “La concorrenza di queste attività si rivela sleale anche sotto il profilo delle norme fiscali, in quanto nei fatti si organizzano pranzi e cene a pagamento che sfuggono a qualsiasi controllo fiscale”.
Per tutti questi motivi Roma Capitale, “sulla scorta di quanto già espresso in tal senso dal ministero dello Sviluppo economico e dalla Regione Lazio, emanerà nei prossimi giorni una circolare riguardo queste attività nel territorio di Roma e avvierà tutte le iniziative necessarie a verificare e vigilare affinché siano rispettate le regole del settore, a garanzia dei consumatori e di tutti gli imprenditori”. (Fonte RomaToday.it)

HomeRestaurant portale aggregazione
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HomeRestaurant-Gnammo
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