OLTRE ALLA CARNE C’È DI PIÙ: PERCHÉ LA FRUTTA SULLA BRACE È UNA SCOPERTA STREPITOSA
Le temperature salgono, le griglie tornano a fumare a pieno regime. Ma se il vostro repertorio si ferma alla triade costina-salsiccia-bistecca, vi manca un pezzo fondamentale dell’arsenale. Il calore estremo non serve solo a sciogliere il grasso animale, serve a “violentare” gli zuccheri della frutta trasformandola in una bomba caramellata e affumicata. Nessuna deriva green, nessuna concessione alle mode leggere: solo pura tecnica al servizio del gusto per chiudere il pasto come si deve.

LA FRUTTA NOSTRANA: UN CLASSICO CHE NON DELUDE
Quasi tutto quello che avete nel cesto della frutta si presta a finire sul fuoco, a patto di rispettare un paio di regole d’oro. La materia prima deve essere matura ma soda, altrimenti si spappola tra le sbarre. Va sempre unta leggermente con un grasso (olio o burro fuso) per evitare che si incolli, e richiede tempi di cottura fulminei. Parliamo di due o tre minuti per lato a calore medio-alto: l’obiettivo è fargli prendere le classiche striature nere, non farne una marmellata.
Partendo dai grandi classici di casa nostra, le pesche tagliate a metà, private del nocciolo e sbattute sulla griglia dal lato della polpa, diventano il fine pasto perfetto, soprattutto se accompagnate a caldo da una pallina di gelato. Stesso discorso per le pere: caramellate a fiamma viva, si trasformano nell’accompagnamento definitivo per formaggi di carattere come il gorgonzola. E se la sera le temperature dovessero ancora fare i capricci, delle fette spesse di mela spennellate di burro e passate sul fuoco scaldano l’anima meglio di un dolce da pasticceria.

TROPICALE E AFFUMICATO: IL MANGO E LE BANANE
Spostandoci su lidi più esotici, il mango grigliato sviluppa un sapore ricchissimo, perfetto se bilanciato a crudo con un pizzico di sale e una spremuta di lime. Le banane? Tagliatele a metà per il lungo lasciando la buccia, grigliatele finché la polpa non cede e poi affogatele nel cioccolato fuso o in una cascata di noci tritate.
GLI ABBINAMENTI INSOLITI PER SPIAZZARE TUTTI
Se poi volete fare davvero i fenomeni e spiazzare i commensali, spingetevi su abbinamenti estremi. I fichi tagliati a metà e passati sulle braci sono un lusso se abbinati a un formaggio di capra. Anche le prugne, leggermente bruciacchiate, svoltano di netto una banale insalata di rucola ed erborinato. Ma la vera mossa da fuoriclasse è l’anguria: tagliate fette belle spesse, ungetele con un filo d’olio d’oliva e grigliatele a fiamma altissima per una manciata di secondi. Fuori dal fuoco ci sbriciolate sopra della feta e qualche foglia di menta. Vi garantisco che cambia le regole del gioco.

LA REGINA DEL BARBECUE: L’ANANAS ALLA CANNELLA
Alla fine, però, la regina indiscussa della brace resta l’ananas. Dimenticatevi le ricettine con dosi millimetriche e bilancini. Prendete un ananas bello sodo, sbucciatelo a vivo, togliete il fastidioso torsolo centrale e ricavatene delle fette spesse almeno un centimetro e mezzo. Ungetele appena con dell’olio di cocco o del burro fuso e buttatele sulla griglia rovente. Aspettate quei pochi minuti necessari a far caramellare gli zuccheri esterni, giratele e fate lo stesso dall’altra parte. Una volta tolte dal fuoco, ancora sfrigolanti, inondatele con una spolverata decisa di zucchero a velo mescolato a della cannella in polvere. Mangiatela caldissima. È il modo migliore in assoluto per pulirsi la bocca e chiudere in bellezza una grigliata degna di questo nome.
di Antonino Campanella 3/04/2026

