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Questo articolo è il risultato di un anno di lavoro. Ci tengo a raccontarvi come da oggi, finalmente, definitivamente, ho smesso di mettere lo zucchero nel caffè.

Da lustri amici e parenti golosi mi guardavano come un paria ogni volta che aprivo una bustina. “Tsz”, dicevano, sorbendo la loro tazzina liscia, amara come fiele, pensavo io.

“Solo così ti godi davvero il caffè”, sentenziavano con l’odiosa sicumera di chi vuole spiegarti come vanno le cose.

Dunque all’inizio ho avuto una reazione persino controdipendente: invece che non mettere lo zucchero, ne mettevo di più, alla facciazza dei gourmet. Però, nel frattempo, qualcosa mi stava scavando dentro.

Così, quasi senza accorgermene, ho preso a metterne meno. Mano mano sempre meno. Mezza bustina. Un terzo. E da una decina di giorni, niente.

È avvenuto un miracolo che non immaginavo: il mio palato s’è ritarato. Ormai lo percepisco giusto così, e metterci lo zucchero –ho provato, una volta– è letto dalla mia lingua come una violenza. Come lo aggiungessi nell’acqua.

In effetti tutti dicono: “se ti abitui, non torni indietro.”

Ho un’esperienza di sole due settimane ma mi sento di dire che è vero. E sono felice: sento di più la componente aromatica, il gusto persiste a lungo, evito qualche caloria inutile.

C’è una sola controindicazione: quando un espresso fa schifo, senza zucchero fa ancora più schifo.

di Roberto Serrentino –