IL CAFFE’ ITALIANO? BUONO MA C’E’ DI MEGLIO! BASTA GIRARE IL MONDO

QUELLO ITALIANO E’ DAVVERO IL MIGLIOR CAFFE’ DEL MONDO? UN  LIBRO SPIEGA PERCHE’ NOI ITALIANI SIAMO CONVINTI DI UNA COSA E COME INVECE LA REALTA’ SIA BEN DIVERSA

Noi italiani amiamo considerarci i depositari mondiali della cultura del caffè, i soli interpreti del “vero caffè”: l’espresso. Un prodotto nato a fine Ottocento e da cui si è originato non solo uno stile di vita all’italiana ma anche un vocabolario che, ispirato alla nostra lingua, ormai è diffuso dappertutto. Ovunque infatti si usano parole come espresso, cappuccino, macchiato e barista.

Ma siamo poi così sicuri che in Italia si beva il miglior caffè al mondo? Quanto succede a Melbourne, Seattle, Tokyo e Portland, tutte città dove la scena caffeinica è molto vivace, sembra invece smentire questa nostra convinzione. E quindi qualcuno ha cominciato a chiedersi: ma la nostra tradizione, per quanto consolidata, non è forse un ostacolo alla conoscenza approfondita di un ingrediente così meraviglioso e versatile?

Andrea Cuomo e Anna Muzio

MONDO CAFFE’ : CONTRO IL TAZZISMO

E’ proprio questo il dubbio che istilla nel lettore Mondo Caffè, un libro scritto da Andrea Cuomo e Anna Muzio (Cairo editore, 320 pagine, 15euro). Due giornalisti, che girando il mondo, si sono accorti che mettere in discussione il primato del caffè italiano non è affatto una blasfemia. Per carità i due autori non negano l’eccellenza italiana, inarrivabile all’estero, ma sostengono che si è talmente cullata su se stessa da diventare espressione di un assurdo sovranismo alimentare.

“Un atteggiamento – ammonisce Cuomo – che ci priva di quella sana apertura verso il resto del mondo, di quella curiosità che invece dovrebbe spingerci  a confrontarci e quindi a innovarci”. E’ questo il motivo per cui nel libro si parla di tazzismo. Termine che descrive quel pensiero unico con cui si tende a discriminare,  in modo tanto bonario quanto perentorio, tutti coloro che non consumano la nera bevanda nella classica tazzina di porcellana.

MONDO CAFFE’ : NON SOLO L’ESPRESSO

“Noi italiani – si legge nella prefazione – ci riteniamo degli esperti, spesso dei veri e propri intenditori, ma siamo tra coloro che meno sanno che cosa c’è in quella tazzina bollente che trangugiamo in piedi in pochi secondi, spintonati da altri idolatri di un dio che adoriamo a tal punto da farci pochissime domande su di esso”. Ma cos’è che noi italiani ancora non sappiamo sul caffè e dovremmo invece chiederci? “Che all’estero – Risponde Cuomo – si dà molta più attenzione alla materia prima e alla sua lavorazione e che dal caffè si possono estrarre più profili aromatici del vino”.

Quello che succede all’estero si può percepire da quanto sta accadendo ultimamente anche qui da noi in Italia, dove sono nate le prime speciality coffehouse. “All’estero – racconta Cuomo – succede che se vai in un bar certamente non bevi un’espresso all’altezza di quello italiano. Ma ci sono tanti altri locali che invece del solo espresso ti propongono un’intera carta dei caffè. Un vero e proprio menù dal quale puoi scegliere varie origini, vari aromi, vari metodi di lavorazioni e quindi varie modalità di degustazione del caffè”.

Insomma, l’espresso, contrariamente da quello che pensiamo, non è il solo metodo di bere il caffè. “Anche quello filtro – spiega Cuomo – tra cui figura il caffè americano, ha il suo fascino se ovviamente lavorato e filtrato nel giusto modo”. E quanto accaduto con Sturbuck che nel 2018 ha aperto la prima caffetteria a Milano ne è una conferma. Bocciata dai sovranisti all’alimentari la catena americana è stata invece promossa dai giovani, stroncando così sul nascere ogni tipo di polemica.

MONDO CAFFE’ : I SUOI TANTI UTILIZZI IN CUCINA 

Un altro aspetto meno noto che emerge dalla lettura del libro è che l’uso del caffè in cucina non è limitato al solo tiramisù. “Il caffè è un ingrediente che non potrà mai essere protagonista di un piatto. – spiega Cuomo – Ma può comunque fungere da comprimario, per le sue note acide, amare e tostate che nessun altro ingrediente ha”. Ecco dunque che vengono presentate 30 ricette di chef tutti famosi e stellati, a cui si aggiunge una selezione di cocktail raccontati dai loro bartender (baristi). Chiude infine una guida dei 100 migliori bar dove andare ad assaporare varie tipologie di caffè compreso l’espresso. “Perché il nostro obiettivo – sottolinea Cuomo – non è quello di cancellare la tradizione italiana, che anzi consideriamo eccellente, ma solo quello di affiancarla ad altre che meritano senz’altro di essere apprezzate”

Nel mezzo un’ampia panoramica del mondo del caffè esplorato in tutti i suoi aspetti. Dalla botamica alla geopolitica. Dalla differenza fra arabica e robusta ai diversi metodi di estrazione. Senza trascurare gli effetti sulla salute e soprattutto la sua dimensione storica e culturale, molto affascinate. Ad impreziosire la trattazione una prefazione di Luciano De Crescenzo e un dialogo semiserio fra un conservatore e un’innovatrice del caffè. Tutti motivi per cui questo libro non solo è interessante ma anche molto piacevole da leggere.

Di Gianluca Bianchini 30/05/2019