•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Nino u’ Ballerino, nome d’arte di Antonino Buffa e del suo locale, è il tempio dello street food siciliano, qui vedono la luce alcune delle migliori (e più tipiche) preparazioni della cucina palermitana, oltre che una più generica rosticceria.

Ballerino è il soprannome che Antonino si è guadagnato per la tecnica con cui condisce il pane: una coreografia mirata a un’ottimale “conzatura”. Una tecnica vincente che fa intuire la maestria dello chef.

Abbiamo avuto la fortuna di provare alcuni dei suoi piatti e siamo rimasti decisamente convinti del risultato.

nino-u-ballerino

Pur essendo cibo di strada – che per sua natura va mangiato in piedi, mentre si cammina – da Nino u’ Ballerino viene consumato nel locale (molto spartano ma spazioso), educatamente seduti a tavola.

Questo però non snatura il cibo di strada dalla sua modalità di consumo e mantiene quella che è (per me) la caratteristica principale dello street food, la sfrontatezza.

Perché quello che il cibo di strada può e deve trasmettere è l’impasto gustativo di una pietanza che sia facilmente apprezzabile.

Senza nulla togliere a ristoratori che lavorano su piatti più complessi, Nino u’ Ballerino era quello che cercavamo, soddisfacente e immediato.

Il servizio rende l’esperienza ridondante e il cameriere ci offre subito un piatto di “panelle e cazzille”, le prime sono delle frittelle di farina di ceci mentre le cazzille sono crocché di patate.

Il piatto viene servito al centro del tavolo con delle salse (insieme e alle patatine fritte) e apre lo stomaco ai panini. Il pentolone che bolle all’ingresso ispira il nostro ordine.

A trionfare infatti è l’abbinamento “cipolla e porchetta”. Il gusto del vegetale si fa sentire fin da subito (e mi ricorda la veracità dei già assaggiati Fratelli Burgio) mentre la porchetta che noi presuntuosi romani volevamo provare (per inneggiare alla superiorità della specialità di Ariccia) sbaraglia le nostre sicurezze risultando morbida, gustosa e poco unta (a dispetto di come si presentava nel “calderone”).

Trova comunque spazio anche il panino con salsiccia e mozzarella, un duo molto più anonimo con poca personalità.

Poco dopo viene il momento del conto che ci lascia piacevolmente soddisfatti: 5 panini, 5 bottigliette d’acqua e l’antipasto vengono in totale 35 € ovvero 7 € a testa.

Il rapporto qualità prezzo è ottimo e non possiamo che consigliare la visita a chiunque capiti nel capoluogo siculo.

La sfida è aperta, secondo voi possono altri locali competere con Nino?

di Roberto Serrentino – 5 ottobre 2016