ANTONIO IL MACELLAIO, UNA STEAKHOUSE DA SOGNO A PANAREA

SE ANDATE A PANAREA DIMENTICATE IL PESCE SU QUEST’ISOLA DEL TIRRENO A NORD DI MESSINA SI SERVONO BISTECCHE COSI’ BUONE CHE I TURISTI  OGNI ANNO VENGONO QUI  PER ASSAGGIARE LE MERAVIGLIE DELLA RISTORAZIONE CARNIVORA.

E’ il sogno di tutti i carnivori. Andare in vacanza in un’isola dove c’è tanto sole, tanto mare e trovare un tesoro che nemmeno i pirati dei caraibi si sarebbero mai immaginati, un ristorante di altissimo livello con una sala che più bella non si può, uno staff preparatissimo e non meno importante una selezione di lombate tra le migliori al mondo. Ebbene, questo ristorante esiste si trova a Panarea nelle Eolie e si chiama Antonio il Macellaio.

Tra l’altro questa steakhouse ha già vinto il contest di Braciamiancora la bistecca più buona d’Italia 2021 e ci è riuscita grazie a un Wagyu spagnolo dal sapore a dir poco strepitoso. Del resto “per un’isola esclusiva ci vuole un’offerta altrettanto esclusiva,” afferma il titolare, Marco Antonio Tesoriero, classe 1991, imprenditore giovane e di bell’aspetto oltre che coraggioso e pieno di talento.

Antonio il macellaio

ANTONIO IL MACELLAIO, MARCO E’ BRAVO COME PAPA’ ANTONIO

A Marco la capacità di anticipare i tempi gli scorre nel sangue. L’ha ereditata da papà Antonio, il quale, negli Anni ’40 del secolo scorso, è emigrato in sud America e precisamente in Argentina. Nella terra della Pampas e dell’asado, imparato tutto quello che c’era da imparare sulla carne, è tornato a casa con un obiettivo: aprire la prima e unica bisteccheria dell’isola. Così nel 1970 è nato Antonio il Macellaio.

Poi Marco, anziché vivere di rendita, ha voluto contribuire alla crescita dell’attività di famiglia puntando su carni di prima scelta, super marezzate e frollate al punto giusto. Non appena si entra nella sua steakhouse, infatti, si vedono tre maturatori che mettono in vetrina il meglio dell’offerta internazionale: Kobe e Angus americano, Rubia Gallega e scottona del Baltico.

Tutte lombate che sono uno spettacolo cotte alla griglia e ancora più spettacolare è assaggiarle al piano di sopra, dove, in una sala elegante e curata fin nei minimi dettagli, si vede una distesa di mare cristallino che ti mette in pace con il mondo.

Antonio il Macellaio
Marco Antonio Tesoriero

ANTONIO IL MACELLAIO E UNA CLIENTELLA INNAMORATA DELLA CARNE

La Steakhouse con annessa macelleria ha puntato tutto su lombate top quality. Quindi, niente pesce, solo T-Bone, costate e Tomahawk più altri sfizi regionali come le brasciolette messinesi. “I clienti in un primo momento restano sorpresi non si aspettano un’offerta di questo tipo,” afferma Marco, il quale all’inizio ha dovuto confrontarsi con qualche scetticismo, ma alla fine ha vinto lui: in quattro mesi serve fino a 18 mila coperti e ormai si è guadagnato una nomea meritatissima, gli basta organizzare i rifornimenti di carne via mare e il gioco è fatto, sa già che i suoi clienti condividono la sua stessa passione.

“A parte quelli più tradizionalisti, concentrati nel centro sud, – spiega – tutti gli altri, compresi gli stranieri, conoscono la ristorazione carnivora e quindi hanno piacere nel trovare un’offerta di livello”. Marco quindi serve gente cha ama la cultura della carne, che sa cosa aspettarsi quando ordina un piatto, che siano stranieri o italiani. E fra questi i più propensi a farsi viziare con sontuose bistecche sono i settentrionali.

“I milanesi sono abituati alla ristorazione delle steakhouse – racconta Marco – quindi si trovano perfettamente a loro agio con la mia proposta, mentre i piemontesi, mangiando tutto l’anno la Fassona,  vogliono assaggiare bistecche più grasse e quindi con un sapore molto diverso”.

Antonio il macellaio

DA ANTONIO IL MACELLAIO C’E’ ANCHE IL VINO BUONO

Oltre alla carne pregiata, Marco vanta una carta vini che farebbe invidia ai migliori sommelier; propone calici blasonati che vengono da produttori noti per l’eccellenza dei loro vini. Ad esempio, Tasca d’Almerita, una delle cantine storiche della Sicilia e di cui il suo locale è brand ambassador. Del resto, parafrasando Marco “per una carne esclusiva ci vuole un vino esclusivo”. E’ così che si conquista una clientela appassionata e varia: gruppi di amici, tante famiglie, diverse fasce di età e poi le donne che con grande sorpresa sono numerose quanto gli uomini.

Per rendere felice i suoi ospiti Marco conta su uno staff molto preparato: i grigliatori, Rohan e Paolo, addestrati da papà Antonio, il macellaio Giuseppe, detto Pippo, e infine mamma Mariella. Tutti assieme vi aspettano a Panarea per servirvi le perle della ristorazione carnivora.

di Gianluca Bianchini 10/07/2022