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VI RACCONTIAMO LA NUOVA VERSIONE DI CHEF RUBIO E LA SUA INSTANCABILE LOTTA CONTRO QUESTO GOVERO AL QUALE DEDICA GRAN PARTE DELLA SUA ATTIVITA’ SOCIAL MA A NOI PIACEVA PIU’ PRIMA E QUI VI SPIEGHIAMO PERCHE’

Premessa: su questa testata ci occupiamo di Food e dei suoi interpreti e Chef Rubio è un interprete, anche piuttosto conosciuto, del pianeta Food. I dibattiti politici li lasciamo ad altre testate. Chi vedesse nelle righe che seguono un appoggio a quel partito o quel politico o è in mala fede o deve rileggere l’articolo. 

Prendi uno chef famoso, aggiungi una manciata generosa di polemica antigovernativa, shakera tutto nel dibattito social e avrai un chef di lotta e di padella. Che poi è la nuova e recentissima versione di Gabriele Rubini in arte Chef Rubio che, tra una ricetta e un programma tv, afferra il suo Smartphone e si scaglia oggi contro Salvini e domani contro Di Maio. Per poi ricominiciare in loop tra post, stories e cinguettii.

Per chi come noi apprezza le performance televisive di Rubio la cosa all’inizio poteva sembrare pure simpatica. In fondo mettere del pepe e del peperoncino nella vita rende tutto più saporito e poi, di solito, chi punzecchia i potenti attira la nostra simpatia. Ma c’è anche una controindicazione: se esageri con le spezie rischi di rendere qualunque cosa immangiabile. Idem se esageri con le polemiche. Ed è un po’ quello che rischia di accadere a Rubio: diventare indigesto.

 

RUBIO DI LOTTA E PADELLA : DACCI OGGI IL NOSTRO POST CONTRO SALVINI

Che abbiamo oggi in menù? Lo chef propone un post contro Salvini, un commento contro Di Maio e una stories al vetriolo su Fedez e Ferragni, il tutto su un letto di punzecchiature a Flavio Briatore. Ok, grazie. Ma quando se magna? Ecco, per quello dovete aspettare. Curiosando nel profilo twitter di Rubio si scopre che negli ultimi 50 post non c’è traccia di cibo, ricette o bicchieri di birra. Solo lotta politica.

Principalmente la sua attività è tutta incentrata contro il Ministro degli Interni con  piccole variazioni sul tema. Su Instragram va un po’ meglio, li almeno si vede del cibo, ma le stories sono tutte dedicate a temi impegnati. Al solito al centro del mirino di Rubio ci sta Salvini, un campagna anti Teser, un “boicotta Isralele”, fino ad una tiratina d’orecchie a Gesù.

 

 

 

RUBIO DI LOTTA E DI PADELLA : OSSESSIONE NE ABBIAMO ? 

Noi siamo fan di Chef Rubio. Lo abbiamo intervistato più volte, lo seguiamo, i suoi programmi alla fine sono divertenti perchè ruspanti e sinceri. Quello che ci piace di meno – fondamentalmente perchè è ripetitivo, a senso unico, quasi ossessivo e non appassionante – è la sua riconversione politica. E non perchè se la prenda con Tizio o con Caio.

Se prendesse di mira Sempronio sarebbe lo stesso.  Chef Rubio è chef Rubio quando armeggia tra i fornelli, quando sale su un camion, quando giganteggia di fronte ad una salsiccia. E’ diventato trasversale raccontando il mondo che veniva snobbato dall’esercito di gourmet (o pseudo tali).

Non critichiamo l’impegno politico (ognuno fa quel che vuole) e nemmeno i toni che usa (in fondo è il suo linguaggio), quello che ci piace di meno è l’insistenza e l’ossessione quotidiana con la quale si scaglia in questa sua battaglia. Ripetitivo. Troppo ripetitivo.  Qui sono certo che converrete tutti: sembra una di quelle donne mollate dal marito che perdono lucidità e danno segni di “svalvolamento” perchè emotivamente sconvolte. La cosa è evidente, tanto che alcuni suoi fan cominiciano a farglielo notare. Tra questi ci inseriamo anche noi.

Chef Rubio testimonial Birra Peroni

RUBIO DI LOTTA E DI PADELLA : PERPLESSITA’ A DOPPIO MALTO 

I suoi toni decisamente “saporiti” hanno già avuto delle ripercussioni. A fine Maggio Amnesty International (una delle più note organizzazione non governative internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani ) con una nota ha comunicato di aver troncato di netto la collaborazione con la chef.

Chissà cosa pensano di questo impegno dalle parti di Birra Peroni, di cui Chef Rubio è testimonial. Un po’ di calcoli alla mano possono farci capire il probabile imbarazzo che serpeggia tra i vertici dell’Azienda. Il ragionamento è semplice: Rubio non le manda a dire agli elettori di due partiti che, sondaggi alla mano, oggi godrebbero del 60% dei consensi.

Birra Peroni vende birra a tutti gli italiani avendo una platea di consumatori molto vasta e variegata e tenendosi, come normale che sia, ben lontana da polemiche politiche o da prese di posizioni su certi argomenti. Morale: Rubio, con i suoi post non proprio polite, esprime giudizi negativi nei confronti del 60% degli italiani, che, semplificando, sono il 60%  clienti di Birra Peroni. E Birra Peroni lo paga pure. Bravo lui che ci riesce.

di Manlio Grey 8 settembre 2018