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MANGIARE UN PANINO E’ L’ULTIMO MOTIVO PER CUI SI VA DA DONATO CON MOLLICA O SENZA

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HO FATTO UN ORA DI FILA PER CAPIRE CHE MANGIARE IL PANINO E’ L’ULTIMO MOTIVO CHE SPINGE MIGLIAIA DI PERSONE AD ANDARE IN UNA PANINOTECA. VI RACCONTO COME E’ ANDATA DA DONATO CON MOLLICA O SENZA 

Il panino? Nulla di che, con condimenti ordinari, in più servito freddo. Ma a nessuno dei tanti clienti presenti è sembrato fregare nulla di questi particolari “irrilevanti”.

Nel 2024 capita anche questo: fare un’ora di fila per mangiare un panino sapendo che da quel panino non ci aspettiamo assolutamente nulla. Ma allora perchè un centinaio di persone già a partire dalle undici di mattina si sono messe in fila con un freddo pungente per ordinare qualcosa di gastronomicamente banale? E perchè la fila c’è ogni giorno e a tutte le ore? Bella domanda alla quale, per rispondere, bisogna fare un passo indietro e contestualizzare bene la situazione.

Donato con mollica o senza – la fila

Il panino sarà anche “gastronomicamete ordinario”, ma è “socialmente straordinario”. Tanto basta. E la paninoteca in questione non è una qualunque. Anzi. E’ il negozio di Donato ” con mollica o senza “, diventato celebre grazie a TikTok. Donato, salumiere campano, oggi ha su TikTok 4 milioni di follower, semplicemente perchè nel fare il panino chiede con il suo simpatico accento, “con mollica o senza?”.

Se 4 milioni di persone seguono Donato è perchè, nel fare un panino e nel recitare quella frase, diventata oramai iconica, trasmette sensazioni positive. Good Vibes, come si dice oggi. Tanto basta. Insomma, nessuno ha puntato la pistola in testa a nessuno per generare tutto questo movimento. Diamo a Donato il merito di tutto questo seguito.

Donato con Mollica o senza – piazza Diaz Milano

CON MOLLICA O SENZA STORIA DI UN PANINO MOLTO SOCIAL

Il successo è stato tale che dopo il punto vendita di Napoli – da dove tutto è nato – è approdato a Milano in Piazza Diaz. Ed è qui che sono andato. Che ho fatto un’ora di fila ve l’ho detto, che a fare la fila con me c’era un pubblico under 30 è quasi scontato (TikTok è un social amatissimo dai giovanissimi). Dietro di me quattro ragazzi siciliani, proprietari di una salumeria nel centro di Catania, anche loro qui per curiosare.

Il negozio è piccolo, ma ultra studiato nei dettaglio, tutto è brandizzato con la faccia di Donato e del suo socio milanese Steven Basalari (imprenditore molto seguito sui social). Due panini (un “Vesuvio erutta” e un “Nicolas”) e due coche, 28 euro. Nessuna traccia dei proprietari in questa fredda domenica di gennaio.

panino vesuvio erutta – con mollica o senza

DIETRO IL BANCONE SI RIPETE IL COPIONE 

Dietro al bancone tre ragazzi intenti a fare panini. Con una svogliatezza domenicale chiedono a ripetizione se il panino va fatto “con mollica o senza“. Un dodicenne accanto a me chiede di ripetere l’operazione: era distratto e la frase che ha reso famoso questo posto deve essere registrata e pubblicata un istante dopo su Instagram.

Arriva il panino e a quel punto hai due opzioni: take away o mangiarlo nella saletta sotto. Opto per la seconda. E saletta sia. Se non fosse per una gigantografia del Duomo di Milano con le caricature fumettate dei due proprietari sembrerebbe un locale mensa di un qualunque ospedale. Anonima, grigia, fredda. Ma anche di questo a nessuno sembra fregare nulla. L’importante è addentare, fotografare, postare e taggare. E il rito si ripete a suon di hastag. “Io ci sono stato e voi no” e che tutto il mondo sappia.

i panini di Donato con Mollica o senza

Due ragazzine dal chiaro accento emiliano sedute accanto a me addentano il panino ma anzichè mangiarlo tutto lo incartano e lo mettono nella borsa. Scopro che lo porteranno ad una amica rimasta a casa. Così anche lei potrà godere dell’experience e fare due storie su Instagram. E’ proprio vero: gli amici si vedono nel momento del post.

E io, ingenuo, che volevo recensire i panini. La cosa sarebbe assolutamente inutile, fuori tema. A nessuno qua dentro interessa se il capocollo del mio “Vesuvio erutta” è buono nè tantomeno sapere qualcosa in più della qualità della mortadella del panino “Steven”.

La scritta che campeggia fuori dal locale “Prodotti tipici campani” ha poco appeal. Meglio “il muro del selfie” dove scattare il ricordo indelebile (che poi durerà 24 ore). Qui si viene per rivivere l’esperienza vissuta scrollando l’Iphone. Per toccare con mano il panino da milioni di like. Il panino è il trait d’union tra il reale e il virtuale. Non deve essere buono. Deve semplicemente esserci, se poi è instagrammabile ancora meglio. Fate poco gli snob voialtri, questo è il 2024 e il food funziona (anche) così, sopratutto tra le nuove generazioni.

In una recente intervista pubblicata sul Gambero Rosso, Riccardo Pirrone, social media manager di Taffo ha causticamente dichiarato che TikTok è il regno di chi non ha talento. E di chi fa panini acchiappa like. Aggiungiamo noi.

il muro del selfie – con mollica o senza

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