LA CARNE ROSSA PROVOCA IL CANCRO? NO! E’ UNA FAKE NEWS

MANGIARE CARNE ROSSA NON PROVOCA IL CANCRO: ECCO UN ALTRO STUDIO CHE SMONTA LA FAKE NEWS PIU’ AMATA DAI VEGANI

Nel mare magnum delle fake news quelle sulla carne surfano alla grande. Non tanto perché di tanto in tanto i suoi detrattori ne montano una nuova quanto perché viene ripetuto sempre e costantemente il medesimo concetto sul fatto che la carne rossa faccia male. “E’ cancerogena!” urla il vegano di turno “Provoca il tumore!” gli fa eco l’animalista incallito. Tutti, per corroborare certe tesi citano studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di una sua agenzia lo Iarc (l’agenzia internazionale sulla ricerca del cancro). Studi attendibili, per carità, ma letti in base a parametri volti a confermare le tesi di chi ha un approccio pregiudiziale nei confronti di questo tipo di alimento. Quindi, la domanda che viene naturale porsi è: cosa dicono davvero questi studi?

La carne rossa provoca il cancro
In Italia il consumo di carne non supera i limiti ritenuti potenzialmente a rischio

LA CARNE ROSSA PROVOCA IL CANCRO : COSA DICE L’OMS

In realtà l’OMS non dice che il consumo di carne faccia male, ma – semmai – che diventa nocivo se si superano certi limiti (e qui mi viene in  mente mia nonna quando riempiendo il  piatto mi diceva saggiamente “ricordati che è la dose che fa il veleno”). In uno studio di recente pubblicazione l’OMS afferma infatti che i pericoli relativi all’insorgenza del cancro emergono per quantità di carni e salumi superiori di 2 o 3 volte rispetto a quelle realmente consumate in Italia che ricordiamolo sono pari a meno di 40 kg per anno a persona.

Inoltre, a questi dati bisogna aggiungere che dei 156 tipi di tumori oggi conosciuti soltanto uno, quello al colon retto, è sospettato di aumentare leggermente la sua incidenza. Meno dell’1% in termini assoluti.

La carne rossa provoca il cancro
Il consumo di carne rossa è meno pericolosa di una dieta povera di carboidrati

LA CARNE ROSSA PROVOCA IL CANCRO : COSA DICE LO IARC

Lo Iarc, da cui proviene la segnalazione dei rischi tumorali legati al colon retto, tiene però a sottolineare un aspetto: degli oltre 800 studi analizzati solo 16 sono stati presi in considerazione in quanto riconducibili a problematiche di questo tipo. Tra questi 7 (quasi la metà) hanno dato risultati negativi. Mentre, analizzando gli 8 studi rimasti, che risultano invece positivi, si scopre che confrontandoli con casi analoghi, in oltre il 60% dei raffronti, emerge un dato importante: non si sono riscontrate differenze sostanziali fra alti e bassi consumi di salumi. Anzi a volte si è riscontrato un risultato inverso e cioè una maggiore incidenza del cancro al colon retto nei moderati consumatori di carne rispetto ai quelli più assidui.

la carne rossa
Fumo ed alcol sono molto più pericolosi della carne rossa

IL GLOBAL BURDEN DESEASE

Un altro studio che smonta la tesi sulla pericolosità delle carni rosse è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet. Lo studio intitolato Global Burden Desease stila una classifica relativa alle cause di mortalità di origine alimentare. Leggendo questa classifica si scopre che ai primi due posti ci sono l’eccesso di alcol e una dieta povera in cereali integrali, mentre le carni, si badi bene se consumate in modo eccessivo, sono all’ultimo posto con un rischio irrilevante, 100 volte inferiore a quello del fumo di sigarette e 45 volte meno dell’eccesso di alcol. Si tratta di percentuali trascurabili che diventano praticamente nulle per il consumo limitato di carni registrato in Italia.

Ogni sei mesi, puntuale, esce fuori qualche altro studio. Oggi l’Università di Sidney, domani dei ricercatori canadesi e dopodomani qualche altro luminare. Tutti praticamente sostengono la stessa identica cosa: mangiare carne con moderazione non fa male e privarsene è da folli e provoca squilibri alimentari. Come al solito la saggezza popolare dei nonni alla fine ha la meglio: è sempre la dose che fa il veleno. Il nostro consiglio? Consumate la giusta dose di carne puntando a migliorare la qualità della stessa.

di Ludovico A. Rosto  02/06/2020