LE 5 MACCHINE CON CUI VORREI MI PORTASSERO AD UNA GRIGLIATA!

SE NON LO SAPETE CI SONO STRADE ANCHE PER ARRIVARE AL MIO CUORE: BASTA AVERE LA MACCHINA GIUSTA, E LA GRIGLIATA PRONTA!

“Grigliatina?” se sei di Milano, “S’a famo ‘na grigliata?” se sei di Roma. In tutto il resto d’Italia avranno modi di dire anche più divertenti, ma il concetto è quello: ciccia, brace, birrozza, sudate, mangiate, grosso momento di riflessione post pranzo, merenda con gli avanzi, e a cena? “Pizzetta?”o “S’aaaa famo ‘na pizza?”.

La grigliata di per sé ha qualcosa di romantico, io quando ci penso mi immagino con un vestitino scampan

ato tipo Audrey Hepburn, una fascia a fiori in testa e le scarpette rosse di Doroty del mago di Oz, che arrivo in pompa magna percorrendo un verdissimo tappeto d’erba, mentre tre o quattro baldi giovani mi aspettano coi forconi e le spatole in mano e con la ciccia già disposta perfettamente sui carboni ardenti.

 

MA LA REALTÀ È BEN DVERSA

La realtà invece è: io in pantaloncini e scarpe da ginnastica, che arrivo più sudata di loro e sembro Nicole Kidman (versione nana e mora) dopo aver fatto la corsa alla conquista della terra in Cuori Solitari. Lei conquista un bel pezzo di terra, io al massimo un forcone. La colpa di tutto questo disagio non è mia però, ma di chi non ha nemmeno l’accortezza di dire: “Ti serve un passaggio?”. Team forconi e spatolette all’ascolto: si mi serve un passaggio, ma vi do qualche suggerimento per fare le cose come si deve, perché nessuno può portare Audrey Hepburn ad una grigliata nella macchina sbagliata.

124 SPIDER D’EPOCA O NO

Se la grigliata è in una bella giornata di sole, come spesso accade, alla finta Audrey servirà un cappello per simulare quella bellissima scena in cui il cappello vola e alla donzella rimane un fantastico foulard color pesca in testa, e lei ride (che poi non ho capito mai cosa caspita ridono, un cappello è pur sempre un cappello, quanti ne vogliamo comprare per tutta la stagione?). Ecco la macchina perfetta da grigliata e  cappello perduto è lei: la 124 spider d’epoca ma che sembri uscita ora dal concessionario, così tirata a lucido che i filtri dell’aria sembrino nuovi (come qui). Sul colore posso essere flessibile, anche se la mia preferita è quella rossa, col tettuccio panna. Ma sentitevi pure liberi di sbagliare.

 Mi rendo conto  che le mie pretese a volte superino anche la fantasia più complessa, quindi andrà bene anche una nuovissima e fiammante 124 spider ultra moderna e sul colore mi permetto di suggerire un castissimo bianco latte, che fa molto Via col vento. Pensate se Rossella H’Oara avesse detto “Dopotutto domani è un altro giorno” mentre metteva in moto e sfrecciava su un affare del genere, col cavolo che Rhett se ne sarebbe andato!

124 Spider

IL MAGGIOLONE

Ma andiamo avanti con la mia storia. Succede a volte che, se la grigliata è il sabato mattina e la sera ho fatto le 2 di notte bevendo non propriamente succo di frutta, io abbia bisogno di qualcosa di più accogliente. In quel caso sarebbe opportuno che qualcuno si facesse trovare sotto casa mia, nel pienissimo centro milanese, con un maggiolone assolutamente decapottabile, in cui tutti si aspettano di trovare la sposa e invece no, ci sono io, coi pantaloncini bianchi, una cintura di tela e la camicia in lino legata in vita, in quel caso si presuppone che io sia stata a dieta per 20 anni prima di fare una cosa del genere, ma ovviamente non ci penso nemmeno.

Il cappello lo lascerei volutamente a casa, perché se sono ancora mezza stordita rischierei di farlo finire in faccia al guidatore e rovinare la festa tutti. Potrei valutare invece l’idea dei barattolini che sorreggono la scritta: Grigliata on the road. Vi assicuro che con una cosa del genere potreste assumermi con PR, perché io vi porterò almeno 4 circoscrizioni del comune di Milano.

HAI DETTO ASTON MARTIN?

Esiste poi un altro caso: la grigliata è a bordo piscina, esattamente nella situazione in cui vi scrivo adesso senza trucco e senza inganno. Da queste parti la cosa presuppone un party nella ricca Brianza e non potete sbagliarvi: l’Aston Martin d’epoca è senza dubbio la macchina passaporto, cioè quella per la quale vi apriranno le porte anche per farvi entrare nella Villa Reale di Monza. Mi raccomando ometto al volante, camicia di lino con maniche lunghe rigirate e jeans, non mi fare il ricco in safari con i pantaloni di lino larghi, mi impressiono, e poi non sono fighetta come sembro, quindi se non hai la camicia di lino va bene anche quella a quadri.

MA LA VERA MACCHINA DEL CUORE SI CHIAMA GIULIETTA

I posti del cuore però sono il mio debole e se mi leggete ormai lo saprete anche meglio di me, quindi esiste anche l’opzione grigliata del cuore, quella a casa dei miei genitori, nel loro giardino, e qui non avrei dubbi: fatemi ritornare bambina! Venitemi a prendere con una Giulietta – e qui che sia d’epoca o meno poco conta –  e mi farete felici, oltre a conquistare la simpatia ed eterna stima di mio padre ( potrete anche chiedere la mia mano se la cosa vi interessa, ci sposeremo ovviamente a bordo del bolide e singhiozzeremo insieme addentando una costoletta).

KOMBI, BULLI, DUPLO, IL FURGONCINO TIRA

Per finire, perché veramente è l’ultima soluzione, volevo parlarvi di me, e del mio spirito altruista, che anche se arriva in ultima battuta, arriva. Esiste lo sporadico casa in cui io, presa dalla gioia esilarante di una festa in terrazza la sera prima, in cui solitamente diventano miei amici anche persone a cui il giorno prima avrei rigato la macchina (ma solo per finta, con quei trucchetti di carnevale), decida di organizzarla io questa sacra grigliata, ma con una premessa: alla ciccia ci pensate sempre voi ometti, e occhio a non portarmi costolette succose come dico io!

In quel caso la macchina giusta è solo una: il pulmino Hippy della Volkswagen, lo spumeggiante Kombi, o Bulli o Duplo, brandizzato ad arte con divieto d’accesso ai vegani, perché se ancora non lo sapete nelle mie grigliate nemmeno le verdure sono davvero vegane, io un modo per contaminarle con la ciccia lo trovo sempre!

Se sono stata aggressiva in questo articolo me ne scuso, ma su certe cose non transigo, e se davvero volete conquistare una donna carnivora ci sono delle sacro sante regole: la carne deve essere top, non quella del macellaio che ha aperto adesso e fa la svendita di benvenuto, e la macchina in cui trasportate la carnivora deve essere una di queste, se non l’avete esiste il noleggio, tanto la carnivora una volta testata la vostra furbizia sarà accomodante, le basterà anche una vespa rossa fiammante.

di Fiorella Palmieri

PS: ho volutamente omesso la vecchia 500, sarebbe troppo facile!