L'HOME RESTAURANT SBARCA IN ITALIA: QUANDO LO CHEF E' IL PADRONE DI CASA

Vuoi la crisi che spinge le persone ad essere creative, vuoi la passione per la cucina, vuoi perchè si è stufi di essere spellati vivi nei ristoranti tradizionali, vuoi perchè la ricerca di novità non muore mai. Ed ecco che anche da noi si inizia a leggere degli Home Restaurant, versione in salsa italica delle “case particular” cubane o dei “supper club” londinesi. In pratica formule di ristorazioni alternative dentro le pareti di casa. Con padrone di casa annesso che per l’occasione diventa chef. La nuova tendenza, alla quale auguriamo lunga vita, è finita anche sulle principali testate giornalistiche italiane. Il settimanale Panorama, per citarne uno, gli ha dedicato un ampio servizio. Tra le testimonianze raccolte c’è quella dell’HomeRestaurant romano di Michele e Daniela e quella milanese di Manuela e Melissa. Nella vita di tutti i giorni questi ristoratori casalinghi fanno tutt’altro, chi è giornalista, chi lavora nel settore della moda, chi per anni si è occupato di pubblica amministrazione, ma ognuno di loro si trasforma in abile e scafato chef una volta indossato il grembiule. C’è chi lavora, come Michele e Daniela, lavorano principalmente con i turisti “ai quali – spiegano – piace da matti mangiare romano a casa di un romano piatti cucinati da un romano” o chi, come Melissa e Manuele, punta a cene ad unica tavolata per far socializzare persone che non si conoscono. E se nella capitale l’obiettivo è proprio quello di far conoscere la storia e le tradizioni secolari della cucina romana e laziale, spesso e volentieri Michele e Daniela raccontano le origini e le curiosità dietro ad ogni piatto, a Milano la mission di questa avventura è quella di far socializzare le persone. Il risultato in entrambi i casi non manca: i fornelli di questi due Home Restaurant sono sempre accesi.
di Manlio Grey – 14 gennaio 2015
 
UN PO’ CASA PARTICULAR UN PO’ SUPPER CLUB: “GLI HOME RESTAURANT ARRIVANO IN ITALIA”
Più che cucina casareccia è davvero casalinga, e non è riservata a parenti e amici ma può diventare un vero e proprio business. In tempi di crisi ci si può reinventare ristoratori senza fare grossi investimenti, scegliendo di aprire un ristorante in casa. Un po’ come succede a Cuba con la formula della casa particular che ora arriva anche in Italia declinata in diversi modi, a seconda delle sensibilità dei padroni di casa: diffondere la gastronomia tipica, dare sfogo alla passione per i fornelli, socializzare e conoscere persone diverse.
Basta avere una cucina, quella di casa va benissimo; un po’ di posto per ospitare i commensali, pochi perché è pur sempre una casa; sapersi organizzare e soprattutto destreggiare tra le pentole perché qui a farla da padrone è la qualità. E non servono autorizzazioni del Comune o dell’Asl, spiegano Michele e Daniela (lui giornalista, lei per anni ha lavorato all’interno del Municipio) che a Roma, “grazie all’articolo 1 comma 100 della Legge Finanziaria 2008 n.244 (del 24/12/2007)” hanno aperto ad aprile scorso il loro “Home Restaurant”.
Ospitano fino a 10-12 persone nella loro casa romana (d’estate anche sul terrazzo) a cui offrono prodotti tipici della gastronomia laziale e ricette della tradizione romana con prodotti che variano a seconda della stagione, forniti da piccoli produttori locali e quindi a km zero. Spese? “Giusto quella per un frigorifero più grande di quello che avevamo, 2-3 tavolini pieghevoli e una sistemata al salotto per renderlo più accogliente. Ma per il resto usiamo quello che abbiamo, compresi i piatti, perché l’obiettivo è di sentirsi a casa”, spiega Daniela all’Adnkronos.
Le maggiori soddisfazioni arrivano dai turisti che apprezzano la semplicità, i menù e i prodotti della tradizione di cui Daniela e Michele raccontano anche le storie “e così la visita turistica di Roma prosegue a casa nostra, con le gambe sotto il tavolo”, aggiunge Michele. Si mangia quel che c’è, soprattutto in base alla stagione, ma c’è sempre un minimo di scelta sia tra i primi che tra i secondi piatti, in questo Home Restaurant aperto sulla scorta della passione di questa coppia per la cucina.
Mentre è dalla passione per New York che un’altra coppia, milanese, ha aperto in casa propria, ormai da due anni e mezzo, “Ma’ hidden kitchen Supper Club”. Per cenare qui c’è una lista d’attesa di 3mila persone. In questo caso si tratta di un’associazione culturale per la quale il cibo non è l’obiettivo ma il mezzo per favorire condivisione e conoscenza. “Non vogliamo fare i ristoratori, ma dare alle persone la possibilità di incontrarsi”, racconta all’Adnkronos Melissa, che lavora anche nel campo della moda e si è lanciata i questa avventura con il marito Manuele, freelance.
“Avevamo in progetto un trasferimento a New York che poi è sfumato e così abbiamo deciso di portare a Milano un po’ di America, importando la formula dei supper club”, spiega Melissa. Successo immediato, come dimostra la lista di attesa. Per partecipare bisogna iscriversi alla loro mailing list, ricevendo date e menù del mese successivo, e i primi 10 si aggiudicano il posto al grande tavolo in cui mangiano insieme persone che non si conoscono. Per garantire l’effetto sorpresa e la socializzazione, non si accettano prenotazioni superiori a 4 persone. (tratto da AdnKronos.it )
 
Per informazioni www.homerestaurantroma.it
 

Il terrazzo di Michele e Daniela
Il terrazzo di Michele e Daniela

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