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LO SCONTRINO CREATIVO E LA CREMA CATALANA

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LO SCONTRINO CREATIVO OGNI ANNO FA DISCUTERE PER I PREZZI, PER LA VENA IMPERTINENTE E PER ESPEDIENTI FANTASIOSI

Anche lo scontrino fiscale cambia e le sue evoluzioni sorprendono. Se un tempo era un semplice registro delle consumazioni, una striscia di carta che diceva poco e niente, a parte quello che si era acquistato al bar o al ristorante, oggi invece sembra avere acquisito un’anima.  Comunica. Racconta, offende, sovraprezza.

Anzi si potrebbe dire che oggi lo scontrino fiscale è assorto a genere letterario, perché come un buon libro, a thought provoking book come direbbero gli inglesi, fa discutere, genera dibattiti e scatena accese polemiche.

Ogni anno però l’oggetto della polemica cambia, al che si potrebbe pensare che questo scontrino fiscale ne ha di fantasia da vendere e infatti anche il 2023 non ha fatto eccezioni.

Se l’anno scorso si discuteva per caffè e “canocchie” venduti a prezzi esagerati, quest’anno lo scontrino fiscale è accusato di eccessiva creatività.

scontrino creativo

DA SCONTRINO BURLONE

Sembra che negli anni lo scontrino fiscale sia diventato l’interprete di una disputa silenziosa e mai del tutto chiarita fra gestori e clienti.

“Valpolicalla per sette stronzi,” fu uno dei primi vagiti del neonato scontrino parlante, per poi continuare con questa vena impertinente “Caffè espresso macchiato caldo per i ricchioni”.

E qui a dire il vero siamo all’omofobia, ma è solo un momento per poi passare subito al tifo da stadio: “Napoletano juventino, ti schifano a Napoli e pure a Torino”. E per finire un saluto a tutti dal Salento, anche a carabinieri e guardia di finanza: “Grazie e scia faciti in culu”.

scontrino creativo

A SCONTRINO CREATIVO

L’anno scorso hanno fatto discutere i caffè pagati a 24 euro e una cena a base di magnose greche a 500 euro, ma qui la fantasia c’entra poco e chiama direttamente in causa la disattenzione dei clienti o la presunta distrazione dei ristoratori.

Quest’anno invece un bel po’ di fantasia c’è stata, perché lo scontrino ha fatto pagare l’utilizzo di un servizio extra che in realtà dovrebbe essere già compreso nel prezzo, ossia 2 euro per un toast tagliato in due.

L’ultima creazione si è avuta in un bar di Alba: 1,50 euro per l’utilizzo di due cucchiaini, richiesti per sorbire una crema catalana da 5 euro. Niente di esagerato comunque un sovrapprezzo.

di Gianluca Bianchini 13/08/2023

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