VOGLIA DI GRIGLIA E LIBERTÀ? VI PORTIAMO AL MONTELAGO CELTIC FESTIVAL

IL MONTELAGO CELTIC FESTIVAL È QUEL POSTO IN CUI DRUIDI, FATE E GUERRIERI SI RITROVANO, CANTANO, BALLANO E GRIGLIANO COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI

Immaginate una grande piana circondata dalle montagne. Un altopiano verde e rigoglioso protetto da alte vette. No, non è un paesaggio uscito da un libro di Tolkien. Ci troviamo sulle piane di Colfiorito, al confine tra Marche e Umbria, nel cuore dell’appennino centrale. Qui, ogni primo fine settimana di Agosto, si tiene il Montelago Celtic Festival.

Cornamuse e arpe, tamburi e kilt: per tre giorni si respira l’aria di un’altra epoca. Concerti che durano fino all’alba, birra a profusione (non potrebbe essere altrimenti), rugbisti felici e gare di tiro alla fune nel fango. Il momento, però, più emozionante di quei tre giorni è il tramonto: quando il fumo di centinaia (letteralmente) di braci accese, si alza nel cielo. Questo è quello che ho visto.

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Rievocazione carnivora

MONTELAGO CELTIC FESTIVAL A SERRAVALLE DI CHIENTI 

Dopo un leggero sali e scendi sulle strade di montagna e la successiva superstrada, arriviamo all’ingresso del Montelago Celtic Festival, facciamo il biglietto e scarichiamo la macchina. Ci vorranno tre viaggi per portare tutto. Qui non ci sono piazzole da camping: la piana è grande e c’è spazio per tutti. Quindi decidiamo di piazzare le nostre cose vicino al tendone centrale dell’accampamento.

Lascio svolgere il lavoro duro a chi è più esperto di me, nel frattempo mi faccio un giro, guidato dalla curiosità. Entro nel tendone accanto a noi e trovo qualcosa che non ti aspetti di trovare nel mezzo dell’accampamento di un festival musicale: una macelleria. Il bancone refrigerato è funzionante. Salsicce, braciole, bistecche, filetti, costate di maiale, pecora e manzo: c’è già la fila. Accanto alla macelleria, poi, c’è il bancone di un fornaio locale e un altro di frutta e verdura.

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Il banco della macelleria da campo

SIAMO STATI 3 GIORNI A GRIGLIARE

Mentre trattengo la bavetta pensando ai tre giorni carnivori che mi aspettano, vedo entrare nel tendone un ragazzo barbuto e scapigliato, appena uscito da una panda anni ’90 sgangherata all’inverosimile e con una grossa scritta aerografata sul fianco: PANDORAMIX. Lui è Michele Serafini, direttore artistico e organizzatore del MCF.

La prima cosa che mi viene da chiedergli è cosa c’entrino un macellaio e un fornaio in un festival di musica celtica. “Ci sono persone che vengono a Montelago solo per stare tre giorni all’aperto, in tenda con gli amici a grigliare come vichinghi. In questi anni abbiamo visto di tutto: da quelli che si arrangiano con le griglie pronte da accendere a quelli che arrivano con i barbecue di casa, che spesso sono solo dei pesanti pezzi di ferro con quattro zampe”.

Conservare la carne per tre giorni, in estate e all’aperto, senza corrente elettrica (qua si va di campeggio libero) è una pratica complessa e sconsigliabile. “Per questo abbiamo pensato ad una macelleria – prosegue Michele -. Come ci aspettavamo, il popolo di Montelago ha gradito la novità: il primo anno, in tre giorni, sono stati grigliati 6 quintali di carne, circa 8500 arrosticini e bruciati più di 5000 sacchi di carbonella.” Per i pigri o per chi ha scordato il barbecue a casa, ci sono anche file di stand gastronomici: dal lampredotto al pulled pork, salumi vari e panini con salsicce o braciole.

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Un arrosticino al tramonto è per sempre

MONTELAGO CELTIC FESTIVAL: FUOCO ALLE POLVERI

Lascio Michele alle sue mille cose da gestire, mentre io continuo il mio giro perlustrativo dell’accampamento. Manca ancora un po’ al tramonto. In un altro grande tendone, proprio di fronte al main stage del festival, hanno attaccato i fusti e presto scorreranno fiumi di birra. Il ‘popolo di Montelago’ ne approfitta per inviare gli esploratori ad accaparrarsi le prime pinte, mentre chi di dovere pensa ad accendere i bracieri.

Camminando tra le tende, mi rendo conto che qui, una griglia, assume un valore diverso dal solito: oserei dire ancestrale. Per molti, quella sarà l’unico mezzo per sostentare il proprio accampamento nei prossimi tre giorni. Colazione, pranzo e cena avvengono intorno a quei carboni ardenti. Vedo gruppi di persone che studiano il punto migliore dove piazzare il proprio barbecue: calcolano le correnti d’aria e dove tramonterà il sole; contano i passi tra le loro tende e la griglia e i passi tra questa e l’accampamento dei vicini.

Ben presto il sole cala oltre le montagne, lasciando dietro di sé un cielo rosso rubino. I bracieri del Montelago Celtic Festival sembrano accendersi in quello stesso momento. Una coltre di fumo profumato si forma pian piano qualche metro sopra le nostre teste. L’ultima luce del giorno viene filtrate dalla fuliggine e si irradia tutto intorno.

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Libertà!

MONTELAGO CELTIC FESTIVAL: LIBERTÀ!

Per tre sere si ripete questa magia. Per tre giorni passo il tempo tra la mia tenda, la griglia, la birra, decine di concerti e di altre attività: laboratori, lezioni di letteratura fantasy e musica, giochi celtici, mercatini d’artigianato e d’ippocrasso (vino speziato che vi farà dimenticare ogni male). Tre giorni in cui ho visto cose per cui un articolo non basterebbe.

Ragazzi che proteggono la griglia dalla pioggia, lasciando le fidanzate sotto le intemperie. Risse (verbali) scoppiate da una discussione sul miglior metodo di cottura della salsiccia. Braciole cotte sui carrelli della spesa. È una cosa comune, al Montelago Celtic Festival, vedere anche dei rari esemplari di donne alla griglia: possibilmente più agguerrite dei colleghi maschi. Ma qui siamo tra i vichinghi e le classiche distinzioni di genere, così care alla nostra società, hanno poco senso. Lo stesso vale per piatti e posate.

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Quale che sia il tempo o il luogo, tu accendi una griglia

Tutto questo è contornato e sostenuto da un’organizzazione impeccabile. Michele e lo staff del festival, sono impegnati a garantire a tutti tre giorni di festa e, allo stesso tempo, fare in modo che il MCF sia ben inserito nel territorio che occupa una volta l’anno.  All’ingresso, viene fornito a tutti un kit di sacchi per la raccolta differenziata, posacenere portatili e un piccolo vademecum su come comportarsi. È vietata, ad esempio, l’accensione di fuochi a terra. Per tutto il resto, la parola chiave del Montelago Celtic Festival è, dicendolo alla sir. William Wallace: LIBERTÀ!

Di Giulio Gezzi 10 Agosto 2018