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OGNI LOCALE HA UNA STORIA DIVERSA ECCO PERCHÉ IL NOME È IMPORTANTE TAVERNA, BETTOLA, OSTERIA, RISTORANTE NON SONO SINONIMI DA USARE COSÌ A CUOR LEGGERO, MA OGNI APPELLATIVO HA UN SUO SIGNIFICATO UNICO

“Piacere è andare in compagnia ora ad una locanda ora ad un’osteria” scriveva Carlo Goldoni in una sua commedia. Forse perché a suo tempo in Italia i ristoranti come li immaginiamo oggi erano davvero pochi. Magari pullulavano bettole e taverne che però non offrivano certo menù gourmet. E Probabilmente già in quegli anni gli avventori leggendo le insegne dei locali si chiedevano perché mai ci fossero tanti nomi per definire un semplice esercizio di ristorazione. Una domanda che a dire il vero ci poniamo ancora noi oggi. Perché? O meglio, che differenza passa tra un ristorante e un’osteria o fra una taverna e una bettola?

Se indagassimo sui nomi scopriremmo che in realtà di modi per chiamare un’esercizio di ristorazione ce ne sono tanti altri, tutti frutto delle diverse espressioni regionali. Espressioni la cui origine spesso ha a che fare col vino, quasi a voler significare che no, una tavola senza Bacco non è proprio cosa, si commette peccato. Quindi, con questa premessa, scopriamo le differenze di significato, e cosa aspettarci quando entriamo in un locale.

Ristorante

Ristorante

OSTERIA O RISTORANTE? I TERMINI PIÙ SDOGANATI

Cominciamo dal nome più diffuso, quello che indica l’attività di ristorazione per eccellenza: il ristorante. Una parola che deriva dall’omonimo francese restaurant. Termine che indica un tipo di locale nato a Parigi verso la fine del Settecento, caratterizzato da quella che poi diverrà la formula standard delle moderne ristorazioni, vale a dire tavoli apparecchiati, menù fissi, camerieri professionali e vini in bottiglia.

Ma in realtà la radice della parola ristorante è latina. Infatti, pare che a suggerire il nome sia stato un cuoco parigino di nome Boulanger, che sulla porta del suo locale aveva affisso proprio una scritta in latino. Scritta che grosso modo diceva: “Venite da me o voi il cui stomaco piange miseria e io vi rifocillerò (ego restaurabo vos)”.

Osteria

Osteria

La trattoria invece ha un tono più dimesso e alcuni studi la riconducono all’espressione latina litterae tractòriae. Ovvero quel documento che consentiva ai messi imperiali di ottenere in determinati luoghi vitto, alloggio e mezzi di trasporto. Secondo altri invece sarebbe da ricondurre a trattore (oste), che a sua volta viene dal francese traiteur, derivato di traiter (trattare, preparare). 

Alcuni di questi esercizi possono essere rinomati e ricercati per la qualità dei cibi e per la caratterizzazione, quasi sempre di cucina locale-regionale, delle preparazioni. Altra caratteristica di questi locali è l’economicità dei prezzi, dovuta a una maggiore semplicità nel servizio e negli arredi. Ma non nella qualità e quantità dei cibi offerti che spesso è di ottimo livello.

Taverna

Taverna

OSTERIA O RISTORANTE? I TERMINI SPREGIATIVI

Un significato denigratorio lo ha la taverna, che nel significato dato dall’enciclopedia Treccani era una “trattoria di infimo rango, frequentata da gente poco raccomandabile“. Stesso discorso per la bettola, per la quale la già citata enciclopedia specifica lo “spaccio e mescita di vino“. Luoghi dunque dove per lo più si beveva.

Infine arriviamo all’osteria, dal latino hospitem (ospite), che sempre dalla Treccani viene indicata come “locanda dove si poteva mangiare e trovare alloggio“. Definizioni tutte declinate al passato, perché ovviamente questi sono solo i significati originari: col tempo le differenze sono andate sempre più scemando, e ora ciò che distingue i vari locali è solo l’arredamento (un po’ più rustico) e il menu proposto.

Un consiglio? Ora che sapete le differenze, non usate il termine “bettola” così a cuor leggero, visto che nel linguaggio comune è rimasto l’unico vocabolo offensivo: qualcuno potrebbe prenderla a male.

di Gianluca Bianchini – 11/06/2018