PERCHE’ E’ SBAGLIATO FARE POLEMICHE SULLA PASTA IN BIANCO AL RISTORANTE

SE NON E’ DI QUALITA’ E’ DAVVERO UN’ESAGERAZIONE FARLA PAGARE TANTO A VOLTE PERO’ LA PASTA IN BIANCO MERITA PERCHE’ IN REALTA’ SI TRATTA DI UN VERO E PROPRIO PIATTO GOURMET CHE NON TUTTI GLI CHEF SANNO PREPARARE 

Spesso le mamme si lamentano del fatto che una comune pasta in bianco costi troppo; che un piatto senza troppe pretese, composto semplicemente da pasta, burro e formaggio, possa avere un prezzo simile a quello delle tagliatelle al ragù; e che dunque i ristoranti, proprio su questo piatto, applicano un rincaro ritenuto eccessivo, perché tanto sanno che le famiglie lo ordineranno per i loro bambini. A rincarare la dose ci pensano alcune giornaliste gastronomiche, anch’esse mamme, le quali con un’accuratezza incredibile, roba da far impallidire financo zio paperone, sviscerano lo scontrino arrivando ad analizzare il costo “per grammo” di ogni singolo ingrediente. Come a dire: se siete esagerati voi da una parte perché non dobbiamo esserlo anche noi dall’altra?

Ma intemperanze a parte mi domando: sarà mai vero che i ristoratori approfittano di questo piatto per spennare le famiglie? Me lo chiedo perché queste giornaliste sono bravissime nell’analisi formale dello scontrino, ma non specificano alcuni aspetti che potrebbero invece giustificarlo. Ad esempio: di che pasta in bianco si sta parlando e soprattutto il piatto in quale ristorante è stato ordinato?

Pasta in bianco
Le fettucine di Alfredo

PASTA IN BIANCO : ESISTE ANCHE QUELLA GOURMET

Fermo restando che se parliamo di una pasta scialba, preparata con ingredienti mediocri, spaghetti, burro e formaggio di bassa qualità, queste signore hanno ragione da vendere e non si discute, punto, non va però dimenticato un fatto: esistono paste in bianco che sono veri e propri piatti gourmet. Piatti che dobbiamo saperlo ci invidiano in tutto il mondo basti pensare alle fettuccine d’Alfredo o ai tonnarelli cacio e pepe. Volete sapere quanto costano queste due “semplici” paste in bianco?

Le fettuccine nel menù del ristorante Il Vero Alfredo costano 19 euro, più delle lasagne al ragù o degli spaghetti con le vongole. La cacio e pepe invece costa almeno 11 euro. E non è certo il prezzo ad aver reso questi piatti irresistibili agli occhi e al palato degli stranieri, in primis gli americani.

Entrambi i piatti potrebbero far storcere il naso a qualcuno, gli ingredienti infatti sono burro, grana, pepe e pecorino, ma è proprio la qualità di questi ingredienti, compresa la pasta fresca, e soprattutto il modo in cui vengono assemblati a fare la differenza. Insomma, bello fare gli chef con piatti ricchi e complessi, non è altrettanto facile farlo con la pasta in bianco, ma quando ci si riesce il risultato è top e lo chef è da incoronare.

Pasta in bianco
La cacio e pepe

LO SCONTRINO NON DIPENDE SOLO DAL PIATTO

C’è poi un altro aspetto che può giustificare il costo di uno scontrino ovvero il ristorante nel suo complesso, inteso come luogo dove vivere un’esperienza gastronomica (si spera la più bella possibile). Non a caso Alessandro Borghese nel valutare i concorrenti di 4 ristoranti usa quattro parametri: location, menù, servizio e conto.

Nell’esperienza gastronomica dunque va considerato anche l’arredo del locale e la sua pulizia, nonché la gentilezza e la disponibilità del personale, chef e camerieri compresi, che interagiscono con la clientela.  Poi nel menù possono incidere anche altri aspetti, ad esempio se ci sono spazi per i bambini o se al locale è annesso anche un ampio giardino. In tutti questi casi non ci si deve meravigliare se il prezzo è più alto, è giusto che sia così. Tra l’altro una regola del commercio insegna che i clienti spendono volentieri se oltre a mangiare bene vengono anche trattati con tutti i riguardi che meritano.

di Ludovico A. Rosto  15/09/2020