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POLPETTE DI MAMMUT, LA NUOVA FRONTIERA DELLA CARNE SINTETICA

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SCIENZIATI VISIONARI O PIONIERI DELLA CARNE PRODOTTA IN LABORATORIO? UN’AZIENDA AUSTRALIANA ALLA RICERCA DI CARNI PARTICOLARI HA RESUSCITATO QUELLA DI MAMMUT NE SONO NATE DELLE POLPETTE DEL PLEISTOCENE DI CUI NON SI CONOSCE NÉ IL COSTO NÉ IL SAPORE MA FORSE SALVERANNO IL PIANETA

Articolo da Agrifoodtoday.it

Mettereste a tavola un’enorme polpetta di mammut? Sembrava una domanda impossibile da concepire, ma l’azienda australiana Vow sta provando a includere nei nostri menù anche questo genere di carne coltivata. O almeno a livello teorico.

Il mercato della carne sintetica è ancora molto ristretto, ma dopo l’autorizzazione da parte della Food and Drug Administration alla commercializzazione di questo genere di prodotto, le ricerche si espandono, con sempre più imprese e startup intente a riprodurre i sostituti di varie tipologie di carne convenzionale, come pollo, maiale e manzo.

Con un approccio del tutto peculiare, Vow, che ha già raccolto investimenti per 56 milioni di dollari, sta provando ad abbinare cellule di specie particolari per creare nuovi tipi di carne. Oltre 50 le specie analizzate, tra cui alpaca, bufalo, coccodrillo, canguro, pavone. Non mancano poi le ricerche sulle specie ittiche.

polpette di mammut
una polpetta d mammut, foto da Quotidiano.net

LA CARNE SINTETICA RESUSCITA LE SPECIE ESTINTE

La prima carne coltivata ad essere venduta sarà la quaglia giapponese. L’azienda prevede di proporla quest’anno nei ristoranti di Singapore, il primo Paese al mondo ad aver approvato la carne sintetica.

“Abbiamo un problema di cambiamento del comportamento quando si tratta di consumo di carne”, ha affermato George Peppou, amministratore delegato di Vow al giornale The Guardian, precisando che “l’obiettivo è far passare qualche miliardo di consumatori di carne dal consumo di proteine​ animali [convenzionali] al consumo di cose che possono essere prodotte in sistemi elettrificati”.

A questo proposito, rispetto alle critiche rivolte all’enorme consumo di elettricità, Vow sostiene che l’energia utilizzata dall’azienda proviene da fonti rinnovabili e che il siero bovino fetale, un mezzo di crescita prodotto da feti bovini, non viene utilizzato in nessuno dei suoi prodotti commerciali.

L’azienda punta a cellule “gustose e nutrienti”, per poi mescolarle ed abbinarle. Un vero e proprio mix tra ingegneria genetica e biotecnologie applicate alla produzione alimentare.

LE POLPETTE DI MAMMUT E LA MACCHINA DEL TEMPO

Perché però proporre un animale estinto? “Abbiamo scelto il mammut lanoso perché è un simbolo della perdita di diversità e un simbolo del cambiamento climatico”, ha affermato Tim Noakesmith, co-fondatore di Vow. A contribuire anche un’agenzia creativa, la Wunderman Thompson, che sostiene il progetto faccia parte di una più vasta discussione su cosa mangiamo.

“La carne coltivata è carne, ma non come la conosciamo”, ha sostenuto Bas Korsten, ideatore della campagna. Non si tratta del primo esperimento che ha come protagonista un animale estinto. Nel 2018 è stato utilizzato da un’azienda il Dna di un mastodonte per creare la gelatina degli orsetti gommosi.

In questo caso è stato necessario ricreare la mioglobina del mammut, una proteina muscolare chiave per conferire alla carne il suo sapore, mentre le lacune sono state colmate tramite il materiale genetico di un elefante.

polpette di mammut
Polpetta di mammut, foto presa da Repubblica.it

LE POLPETTE DI MAMMUT FANNO BENE ALL’AMBIENTE

Per creare la proteina del muscolo di mammut Vow ha lavorato con Ernst Wolvetang, professore presso l’Australian Institute for Bioengineering dell’Università del Queensland.

Questa sequenza è stata inserita nelle cellule staminali del mioblasto di una pecora, che si è replicata per crescere fino a raggiungere i 20 miliardi di cellule successivamente utilizzate dall’azienda per coltivare la carne di mammut.

Secondo il docente, al di là delle resistenze dovute alle novità, la carne coltivata sarebbe giustificata da motivazioni ambientali ed etiche, visto che consumerebbe molta meno terra e acqua rispetto al bestiame.

LE POLPETTE DI MAMMUT E UN SAPORE ANCORA TUTTO DA PROVARE

Ma che sapore ha questa “polpetta”? La risposta è uno dei tasselli mancanti, dato che nessuno l’ha ancora assaggiata.

“Non abbiamo visto questa proteina per migliaia di anni, quindi non abbiamo idea di come reagirebbe il nostro sistema immunitario quando lo mangiamo”, ha ammesso Wolvetang, precisando:

“Se lo facessimo di nuovo, potremmo sicuramente farlo in un modo che lo renderebbe più appetibile per gli organismi di regolamentazione”.

articolo del 29/03/2023

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