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UN LIBRO SMONTA TUTTE LE FESSERIE CHE INDISTURBATE CIRCOLANO ORAMAI DA ANNI E CONFERMA QUANTO GIA’ NOI CARNIVORI SAPEVAMO: NON MANGIARE CARNE NON SALVERA’ IL MONDO 

Tratto da Corriere.it

Basta fake news, non mangiare carne non salverà il mondo. È questo il messaggio più forte che arriva dal libro «La Sostenibilità delle carni e dei salumi in Italia», edito da Franco Angeli, in collaborazione con Ana – Accademia Nazionale di Agricoltura.

Il volume presenta uno studio interdisciplinare per descrivere i «5 volti» della sostenibilità̀ delle carni, rappresentati da altrettanti capitoli: la nutrizione, gli impatti ambientali e l’economia circolare applicata agli allevamenti e all’industria, la sicurezza alimentare e il benessere animale, gli aspetti economici delle filiere e la lotta allo spreco del cibo.

Un testo in cui vengono affrontate in modo rigoroso alcune tematiche molto care all’opinione pubblica, spesso banalizzate in luoghi comuni se non trasformate in vere e proprie fake news.

ELIMINARE LE BISTECCHE NON SALVERA’ IL MONDO – MA QUALI ANTIBIOTICI! 

Qualche esempio? La carne e la dieta nei Paesi mediterranei, i consumi reali di carne in Italia e nel mondo, l’utilizzo di antibiotici sugli animali, il rapporto tra carne e alcune malattie; o ancora, vista tutta la disinformazione che circola sulla questione, cosa hanno detto davvero Iarc e Oms sulle carni rosse e trasformate; e, ovviamente, l’impatto ambientale degli allevamenti.

Si scopre così che la zootecnia non è la principale causa di emissioni di gas serra nell’atmosfera: ad esempio, un solo volo a/r da Roma a Bruxelles genera emissioni maggiori rispetto al consumo annuo di carne e salumi di un solo individuo che si alimenta secondo le indicazioni dei nutrizionisti (500kg vs 400kg di CO2equivalente).

«Non salveremo il pianeta non mangiando carne – commenta Ettore Capri, Professore Ordinario di Chimica Agraria, Università Cattolica del Sacro Cuore — Le emissioni di gas serra relative alla produzione zootecniche (carne, latte e uova NDR) pesano per il 14% di tutte le emissioni, di cui solo il 10% attribuibile alle sole carni bovine, suine e avicole (Fao NDR). Generalmente si omette di dire che il 65-70% deriva dai combustibili fossili utilizzati per i trasporti e per produrre energia. È importante sottolineare che l’Italia vanta uno dei modelli zootecnici più sostenibili del pianeta anche grazie all’impegno nel promuovere le buone pratiche».

ELIMINARE LE BISTECCHE NON SALVERA’ IL MONDO – OBIETTIVO SOSTENIBILITA’

«La sfida delle produzioni zootecniche è diventata quella di “produrre di più con meno risorse – afferma Giuseppe Pulina, Agronomo, Professore Ordinario di Zootecnica Speciale, Università di Sassari, Presidente di Carni Sostenibili — L’obiettivo che il settore delle carni deve affrontare, oggi, è quello di una maggiore offerta “sostenibile” che sappia garantire una produzione efficiente, attenta all’ambiente e al benessere degli animali, degli allevatori e di tutti coloro che partecipano alla creazione del valore delle filiere italiane».

All’interno del libro, la prospettiva per valutare gli impatti del settore nel nostro Paese è guidata da parametri oggettivi e su cui esiste consenso scientifico allargato. È il caso della «Clessidra ambientale», che valuta gli impatti degli stili di vita alimentare dal punto di vista della sostenibilità.

ELIMINARE LE BISTECCHE NON SALVERA’ IL MONDO – LA CLESSIDRA AMBIENTALE 

La Clessidra Ambientale, ottenuta dalla moltiplicazione dell’impatto ambientale degli alimenti (per semplicità il Carbon Footprint) per le quantità settimanali suggerite dalle linee guida nutrizionali Inran, ora Crea, mostra graficamente che se si seguono i consigli di consumo suggeriti dal modello alimentare della Dieta Mediterranea, l’impatto medio settimanale della carne risulta allineato a quello di altri alimenti, per i quali gli impatti unitari sono minori, ma le quantità consumate generalmente maggiori