OLTRE 600 INDIRIZZI, LE MIGLIORI 50 STEAK HOUSE D’ITALIA E UNA FOTOGRAFIA AGGIORNATA DI UN SETTORE IN PIENA EVOLUZIONE
Esce oggi “Steakhouse d’Italia 2026”, l’unica guida italiana interamente dedicata alle steakhouse e alla cucina a fuoco vivo. Oltre 400 pagine firmate Braciami Ancora, punto di riferimento nazionale per gli appassionati di carne e cottura a fuoco vivo.
Arrivata alla terza edizione, la guida racconta un comparto sempre più centrale nella ristorazione italiana. Un settore che cresce, si struttura e alza costantemente il proprio livello qualitativo. Il volume è disponibile da oggi su Amazon.

Staek House D’Italia 2026: 600 indirizzi in Italia e 90 steakhouse in Europa
L’edizione 2026 raccoglie 600 indirizzi in tutta Italia e include una sezione dedicata a 90 steakhouse europee, pensata per chi viaggia e non vuole rinunciare a un’esperienza di qualità.
All’interno della guida sono segnalate anche le 50 migliori steakhouse d’Italia, premiate con il sistema delle “fiamme”, simbolo distintivo dell’eccellenza nel settore.
A livello geografico, il Lazio guida la classifica con 62 insegne, seguito da Toscana (61) e Campania (54). Chiude la Basilicata con 2 locali recensiti.
L’inserimento nella guida rappresenta una selezione qualitativa e certifica l’attenzione alla materia prima, alla tecnica e all’esperienza complessiva.

Un settore sempre più maturo
“Il livello di questi locali cresce anno dopo anno” – spiega Michele Ruschioni, giornalista e fondatore di Braciamiancora, oggi con oltre un milione di follower – “Siamo davanti a una ristorazione ormai di serie A: grande attenzione alla selezione delle carni, tecniche di cottura sempre più precise e una filiera più consapevole.”
L’evoluzione riguarda anche la cucina: aumentano le proposte che valorizzano tagli meno nobili e recuperano ricette tradizionali, segno di un settore dinamico e culturalmente vivo”.
Sono lontani i tempi della grigliata mista a pochi euro: oggi la ristorazione carnivora propone selezioni sempre più sofisticate, con frollature che arrivano fino a 300-400 giorni, carpacci costruiti con precisione e accompagnamenti inediti per il panorama italiano.
Un’evoluzione che prende ispirazione dalle grandi scuole internazionali, dalla Spagna all’Australia, e che ha innescato una vera e propria rivoluzione culturale.
In Italia la carne non si è mai mangiata così bene come oggi: un risultato costruito grazie al lavoro di chi ha studiato, viaggiato e sperimentato, contribuendo a ridefinire standard e linguaggi del settore.
Anche i social hanno avuto un ruolo chiave in questo processo, accelerando la diffusione di conoscenze e modelli. Restano punti di riferimento le grandi icone della cucina a fuoco vivo, come Lennox Hastie in Australia e Víctor Arguinzoniz nei Paesi Baschi con il suo ristorante Asador Extebarri.
Determinante anche il ruolo del pubblico: il cliente di oggi è più informato, più esigente e disposto a riconoscere il valore della qualità. Una domanda che sta spingendo l’intero comparto verso standard sempre più alti.

