FUGA DAI FORNELLI: IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’ RESISTE SOLO L'AMORE PER IL BARBECUE

LA CUCINA ITALIANA E’ LA PIU’ APPREZZATA NEL MONDO, PECCATO CHE GLI ITALIANI ABBIANO SMESSO DI USARLA. IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’, VEDIAMO PERCHE’ I FORNELLI SONO SPENTI

Scorrazzano per le città come schegge impazzite, fattorini in sella ai loro motocicli hanno una missione da compiere: portare il pranzo o la cena alle famiglie italiane. Grandi supermercati con banchi pieni di piatti pronti per l’uso: dalle più italiane lasagne al modaiolo sushi, dai secondi di carne e pesce ai contorni più svariati. Basta scegliere, pagare e, una volta in casa, scaldare.

E lì, tra il silenzio dei fornelli e il “bip” del microonde che annuncia il piatto caldo, il pranzo è servito. Nel Bel Paese il ricettario e gli utensili da cucina sono sempre più sostituiti da elenchi telefonici e app che permettono di ordinare il piatto che più solletica l’appetito. Per i meno tecnologici c’è sempre il reparto surgelati. In poche mosse si compone un menu che ricorda quello della nonna e che la mamma di oggi non ha il tempo di riproporre.

La cucina è sempre una grande passione per gli italiani. Quella dei ristoranti o quella dei programmi tv oggi sembrano essere preferite a quelle di casa. 

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’
IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’: BENVENUTO CIBO A DOMICILIO

Se fino a poco tempo la voglia di pizza e la pigrizia di uscire a mangiarla si risolvevano nella consegna a domicilio, oggi il food delivery accontenta anche i più esigenti. Cibo orientale, hamburger, piatti sofisticati, dolci, gelati: ogni desiderio è un ordine che viene fatto telefonicamente o tramite app. Per soddisfare l’appetito basta un’applicazione, altro che pentole e padelle. I “geni” che esaudiranno i desideri del palato sono società come Deliveroo e Foodora, UberEats e Diet to Go.

Specializzata in menu selezionati e di qualità, Foodora è un’azienda in continua crescita: in Italia è presente in 4 città e cresce del 25-30% al mese. E i clienti non sono solo i giovani ma anche mamme che ordinano il pranzo per i proprio figli. Il mondo del food delivery rappresenta una rivoluzione gastronomica che oltre alla qualità del cibo offerto garantisce il risparmio di tempo. Con questi presupposti grembiule e arnesi da cucina rimarranno fanno presto a diventare puri elementi di arredo.

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’
IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’: RISTORANTI, TUTTO PRENOTATO

Accanto agli italiani che optano per il cibo a domicilio, ci sono quelli che a casa non solo non cucinano ma neanche consumano i pasti della giornata. Anche lavare le stoviglie e sistemare sembrano scoraggiare il Belpaese. Il ristorante non è più prenotato solo nel week end ma oltre il 60% degli italiani è fuori a pranzo anche durante la settimana. Il 66% sceglie di pranzare fuori casa durante la settimana, mentre la percentuale si abbassa di circa 3 punti durante il fine settimana. Tavole calde, osterie, trattorie, paninoteche sempre più affollate e anche la colazione sembra seguire questo trend. Il 61% degli italiani sostituisce al caffè casalingo, il “cappuccio” servito al banco di un bancone di un bar.

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’
IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’: PRONTO E MANGIATO

Si riempiono i locali in giro per la città ma non si svuotano i supermercati. Nel dedalico labirinto dei reparti dei supermarket ce ne sono alcuni che vedono un’affluenza maggiore. Lì, davanti agli scaffali pieni di cibi pronti e invitanti si concentra la folla. Giovani studenti fuori sede desiderosi di un piatto che ricordi le ricette della nonna. E perché no, anche le nonne, un tempo devote ai fornelli, oggi in un atto di trasgressione acquistano vaschette con prelibatezze solo da scaldare.

L’universo dei cibi pronti dei supermercati affascina e tenta tutti. Stando ai dati Nielsen, le vendite dei primi piatti già fatti, nella grande distribuzione, sono cresciute dell’8,3%, mentre quelle dei secondi del 7,6%. Nel banco macelleria ad allettare la vista e la gola degli italiani sono i pronti da cuocere, prodotti che per varietà e facilità della preparazione attraggono tutti i clienti trasversalmente. Nell’ultimo anno anche le vendite delle zuppe pronte sono cresciute del 45,2%, i tramezzini quasi del 30% e le insalate del 25%.

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’
IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’ NEANCHE  “IN CASA VEG”

La dilagante moda veg viene assecondata anche dai supermercati. Scaffali pieni di prodotti destinati a vegetariani e vegani. Ma anche nel reparto freschi non mancano cibi pronti: dalle lasagne con ragù vegetale alle polpette o crocchette vegan, ai tanto apprezzati burger vegetali. Questa proposta rende facile la vita anche a chi ha scelto ci complicarsela abbracciando questo – discutibile e discusso – stile di vita.

Favorire il popolo veg è interesse anche dei ristoranti e dei locali, quindi anche il vegetariano-vegano può facilmente concedersi pranzi e cene fuori casa. Anche il popolo veg, dunque, si può allontanare – e si allontana – dai fornelli casalinghi. La logica è la stessa anche per chi a causa di intolleranze o allergie non può permettersi  tutto: pub, ristoranti, trattorie pensano anche a loro. Menu creati per far sentire tutti a casa, ma fuori casa.

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’
IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’

IN ITALIA SI MANGIA MA NON SI CUCINA PIU’, MA BRACIAMOANCORA

Mentre il piano cottura rimane lindo e il grembiule è appeso al chiodo insieme al ricettario di Suor Germana, c’è solo una fiamma che non accenna ad affievolirsi, quella del barbecue, anzi quella per il barbecue. Gli italiani si allontanano dai fornelli ma non intendono abbandonare il caro vecchio barbecue. E’ un evergreen ed è un amore che non ha età: su un campione di 509 persone in Italia, tra i 25 e i 70 anni, l’83% possiede almeno un barbecue, mentre il 75% del campione non rinuncia ad organizzare la grigliata neanche durante i mesi invernali.

Il barbecue rende tutto possibile, stravolge i ruoli: se la storia ci insegna che della cucina è la donna la regina (storia vecchia ormai!), rimane un fatto vero che il griller è l’uomo. In Italia l’82% delle grigliate viene preparata da uomini, contro un 18% di griller in gonnella. Al di là dei numeri e delle statistiche c’è una verità assoluta: la tavola imbandita e il calore e il profumo del barbecue fanno bene tanto al cuore quanto alla pancia.

di Ivana Figuccio 25/07/2016