IL CASO “ROBERTO” QUANDO IL PICCOLO ARTIGIANO DIVENTA UN GIGANTE (dai cui prendere spunto)

LA STORIA DI ROBERTO TESONE, MACELLAIO SPECIALIZZATO IN PREPARATI, E’ LA RIVINCITA DELLA PROFESSIONE  E QUI VI SPIEGHIAMO PERCHE’ DOVREBBE ESSERE PRESO COME ESEMPIO DA TANTA GENTE

Saper fare una cosa bene, ma così bene da diventare un’eccellenza nel proprio campo. Specializzarsi, diventare “verticale“, rivolgersi ad una nicchia in modo così puntuale e preciso da diventarne il punto di riferimento. Fenomeni che gli studiosi di marketing conoscono molto bene e che rimandano al concetto più ampio di specializzazione. Accade in tutti quei lavori articolati, nei quali il professionista si trova di fronte a ramificazioni sempre più precise e deve scegliere se “sapere di tutto un po’ ” o ” tutto di qualcosa“.

Nel primo caso si galleggia – ma il rischio di annegamento sempre in agguato – nel secondo caso si ha la reale possibilità di veleggiare tra le onde con il vento in poppa. Ma perchè ci si dovrebbe specializzare? Fondamentalmente per tre motivi: per avere meno concorrenza; per “vendersi” meglio e per essere più efficienti. E la storia di Roberto Tesone, macellaio romano specializzato in PREPARATI e PRONTI A CUOCERE, è una storia di specializzazione, di quelle belle che meritano di essere raccontante perchè offrono spunti, riflessioni e insegnamenti.

Roberto Tesone nel punto vendita di Roma al quartiere Flaminio

Tutte le storie hanno un inizio e quella di Roberto ha uno start apparentemente normale: primi passi in una macelleria come apprendista, anni trascorsi ad imparare il mestiere per poi iniziare a specializzarsi: “nel corso degli anni ho notato come la clientela esprimesse il desiderio di acquistare prodotti che fossero buoni ma che non fossero troppo difficili da cucinare, ho intercettato questa esigenza e ho interpretato tutto a modo mio, realizzando dei preparati che fossero anche belli da vedere” spiega Roberto che nel corso della sua trentennale carriera ha sempre avuto come obiettivo quello di unire concetti come “buono” e “bello”.

Il suo è un lavoro che strizza l’occhio alla pasticceria e alla ristorazione gourmet: nei suoi preparati ci sono abbinamenti azzeccati e una particolare attenzione all’immagine finale del prodotto, “i clienti apprezzano i miei prodotti già quando li vedono al banco, iniziano a mangiarli con gli occhi ancora prima di acquistarli tanto sono belli e curati“.

alcuni preparati di Roberto Tesone

BELLO BUONO E RICERCATO DAI GRANDI

Nel 2008 Roberto apre una macelleria al centro di Roma, e non è una macelleria qualsiasi perchè si trova all’interno di uno dei tanti supermercati Carrefour presenti in città. Ci mette poco a dare la sua impronta e in pochi mesi conquista nuovi clienti. La sinergia  “Carrefour-Roberto” nel corso degli anni ha funzionato bene, tanto che oggi Tesone gestisce 7 macellerie dentro altrettanti punti vendita della stessa catena.

Se mai vi dovesse capitare di fare la spesa nelle sue macellerie preparatevi: il banco non sembra quello di una macelleria tanto è bello e curato. “Negli anni ho ulteriormente raffinato il mio modo di impostare il lavoro trovando il giusto  equilibrio e indirizzando il prodotto finale verso i gusti della clientela che può cambiare anche in base al quartiere dove ti trovi“, spiega Roberto.  La conferma che il lavora paga l’ha avuta durante i tristi mesi del lockdown nei i quali non ha registrato cali di fatturato. Ci piace pensare che le sue creazioni abbiano aiutato le persone a lenire lo stress da pandemia.

Roberto Tesone e il suo banco

PERCHE’ LA STORIA DI ROBERTO E’ UN MODELLO CHE MOLTI DOVREBBERO SEGUIRE 

Per noi la storia di Roberto è un modello che fornisce molti spunti di riflessione. Dovrebbero prenderla a modello i macellai, sopratutto quelli  più giovani, perchè questo signore si è ultraspecializzato in un settore che ha dimostrato avere un mercato solido e vivace. I Preparati e i Pronti a Cuocere, se realizzati a mestiere, fanno cento passi avanti verso il cliente proponendogli una infinità possibilità di acquisto e lasciando a quest’ultimo la possibilità di cuocere il prodotto. E c’è una bella differenza tra un prodotto già cotto e un altro che va messo in forno e richiede “solo” di gestirne la preparazione finale, c’è quella “saporita illusione” di aver messo la firma nel piatto che uscirà dal forno.

Quando lo abbiamo incontrato per farci meglio raccontare la sua storia non ha nascosto la soddisfazione di vedere ogni giorno entrare nuovi clienti nei supermercati dove lavora, molti dei quali sono “amici di altri clienti che avevano provato i suoi prodotti“. Soddisfazione per lui e soddisfazione per il punto vendita felice di vedere arrivare facce nuove.

Un aspetto da non sottovalutare è poi il margine di guadagno che la realizzazione e la vendita dei preparati riesce a generare: un preparato permette di alzare, e di molto, il guadagno di una macelleria. Il consumatore è disposto a spendere di più perchè il prodotto realizzato soddisfa le sue aspettative e chi lo realizza ha un margine di guadagno maggiore rispetto ai canonici tre etti di fettine. Insomma, in queste appetitose opere d’arte carnivore  ci sono spunti per tutti: consumatori, butcher e imprenditori desiderosi di aggredire nuovi mercati.

di Manlio Grey 24 Febbraio 2021