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ABBIAMO TRASCORSO UNA GIORNATA CON ALBINO, UN GRIGLIATORE SERIALE CHE NON HA RESISTITO AL RICHIAMO DELLO SPIEDO E DELLE SUE VALLI E HA DECISO DI CAMBIARE LA SUA VITA (E QUELLA DEL SUO PAESE)

Nome: Albino. Cognome: Tiberti. Segni particolari: tatuaggi, tanti quanti le idee che gli frullano in testa. Per raccontare questa storia siamo andati tra le valli dell’Adamello, la provincia è quella di Brescia, ma qui la città è lontana più di 100 chilometri e il ritmo delle giornate lo scandisce la Montagna. Poi, quando alla montagna non ci fai più caso, perchè fondamentalmente gli stessi suoi ritmi ti sono entrati nel sangue, il tempo inizia a scandirlo lo spiedo che gira. Spiedo, manco a dirlo, rigorosamente bresciano.

Quella di Albino è una storia di amore per la propria terra (la Val Camonica), di una passione sfrenata per la cucina, e di ritmi che cambiano. Anzi, che decidi di cambiare. Perchè, fino a qualche anno fa questo ragazzo, nato e vissuto tra queste valli, di  mestiere montava e smontava mobili. Poi al cacciavite ha preferito il forchettone.

Ora non sappiamo se Albino abbia o meno studiato Erasmo da Rotterdam, il filosofo olandese vissuto a cavallo tra il 1400 e il 1500, ma di sicuro quando si è lanciato in questa sua avventura ha fatto proprio il motto del filosofo : “le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia“. La scelta “folle” di Albino è stata tutto sommato semplice: rilevare un piccolo bar di una frazione di un piccolo paese incastonato tra i monti: Il Bar Liberty. Insomma “semplicemente folle”.

Albino e il suo spiedo

IL RICHIAMO DELLO SPIEDO BRESCIANO – IL BAR LIBERTY 

Località “Valle”, frazione di Saviore dell’Adamello. Questo il paese.  Per Wikipedia ha circa 900 abitanti ed è così incastrato tra le montagne che nei mesi invernali la luce del sole difficilmente raggiunge i tetti delle case. Ma detto così non fa effetto.

La scena è più o meno questa: prendete una strada dove l’inverno passeranno a mala pena dieci auto al giorno (forse qualcuna di più) e conduce dritta verso il picco della montagna. Qui, ad un certo punto, trovate un palazzo arancione. Siete arrivati. Perdonerete le indicazioni old style ma qui anche il navigatore si perde. E continuerà a farlo finchè Google Maps non si inventerà il navigatore che sente anche gli odori e i profumi della griglia. 

Il Bar è un bar. Nel senso che non vi dovete aspettare chissà cosa (o per lo meno dalla mattina fino alle 19 aspettatevi proprio un bar). Poi diventa qualcos’altro. Si, ma cosa? Una via di mezzo tra un taverna, un osteria e il  miglior posto dove trascorrere le serate se siete da queste parti. Ed è a questo punto che la  musica cambia e si inizia a grigliare. Ed è qui che siamo venuti per assaggiare lo spiedo bresciano. Ci siamo partiti apposta. Da Roma, e vi assicuro che è un bel viaggetto.

Il Bar Libery – Località Valle frazione di Saviore dell’Adamello

IL RICHIAMO DELLO SPIEDO BRESCIANO – ARRIVA TUTTO IL PAESE

Chiariamo una cosa: lo spiedo di Albino non prevede tordi, uccelletti selvatici e altri mini pennuti. Sono vietati. E questo è un esercizio pubblico dove si rispettano le regole. Ciò non toglie che lo spiedo bresciano di Albino sia fantastico. E sopratutto che le serate carnivore che organizza periodicamente abbiano acceso un faro da queste parti. E così quella sera, mentre la sala interna del bar scoppiava di gente accorsa per papparsi l’accoppiata “polenta-spiedo”, ci siamo fermati a ragionare sulla catena di benefici che la scelta di questa ragazzo di 25 anni abbia scatenato.

Bar Liberty – Interno

Il primo a guadagnarci è stato lui. Innegabile. Addio vecchio lavoro e benvenuta nuova vita. Che poi nuova vita vuol dire far scandire le ore del giorno dalla passione e dall’entusiasmo. Quando una cosa è la tua si vive meglio. Ma di rimbalzo qui ci ha guadagnato tutta una comunità per il semplice motivo che oggi il Bar Liberty è un punto di riferimento. Si, gastronomico, ma anche umano.

Si chiama “indotto”. Per chi studia economia è “L’Insieme delle attività economiche che un’industria o un’impresa genera in altri settori produttivi o imprese“. Poi quando invece ti cali nella realtà delle cose scopri che “l’indotto” è fatto di persone in carne o ossa. E così capisci che ci ha guadagnato chi produce i formaggi nella zona, chi vende il vino, chi porta la birra e alla fine ci guadagna tutta la vallata (compresa la famiglia che gestisce il bed&breakfast della zona dove abbiamo soggiornato).

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Lo Spiedo bresciano

IL RICHIAMO DELLO SPIEDO BRESCIANO – MORALE DELLA FAVOLA (E DELLO SPIEDO)

Quella di Albino in fondo è una piccola grande storia. Che a noi piace prendere a modello. Lui probabilmente non lo sa e, forse, non se ne rende ancora pienamente conto. Ma nascosto tra quelle valli sta ricamando una storia di rivincita, di passione, di sogni che si realizzano. “A scuola non andavo forte e così sono finito a montare mobili finchè non è capitata questa opportunità, questo bar che giorno dopo giorno io e la mia famiglia siamo stati in grado di far crescere“.

Dal cappuccino e cornetto si è passati alle serate carnivore – organizzate solitamente nel fine settimana –  fino a far arrivare un intero paese nel tuo locale perchè hai capito che il potere del fiamma viva che trasforma il cibo è qualcosa di magico. Perchè è intorno al fuoco che rinasce una comunità e lui, questa comunità che risponde al richiamo della griglia, la sta “montando” a sua immagine e somiglianza.

Ed è una comunità Viva, accesa, bella e solare. Non come i mobili che ha montato per una vita ma che, alla fine, erano disegnati da altri.  Non importa che tu abbia lasciato la scuola da giovane: se da semplice esecutore diventi un prezioso creatore ti meriti un dieci e lode. Con applauso annesso. 

Albino e lo spiedo bresciano

INFO  : BAR LIBERTY , VIA TRENTO 160 LOCALITA’ “VALLE” FRAZIONE DI SAVIORE DELL’ADAMELLO – TEL 0364 638000 – TEL 3428027451

di Michele Ruschioni 4 Settembre 2018