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NELLA FILETTERIA ITALIANA TROVERETE KEVIN COSTNER MENTRE BALLA COI LUPI, THOR CON LA RENNA E IL MARTELLO, I TUAREG IN MEZZO AL DESERTO E UN FORMAT CHE POTEVA NASCERE SOLO A MILANO

Ve l’avevamo promesso e siamo andati a testare il ristorante che è arrivato secondo nella puntata meneghina di “Quattro ristoranti”: La Filetteria Italiana. Nel cuore di Brera, a due passi dalla Stazione di Milano Garibaldi e dal Bosco Verticale, questo piccolo posto mi ha sorpreso. Il locale è completamente rinnovato e detentore di un’atmosfera milanese si, ma poco invadente. È come quando all’improvviso nell’album Panini trovate Ronaldo dopo che vi è capitato per quattordici volte il doppione di Donnarumma. Era ora! Arrivo al ristorante un mercoledì sera qualunque e chiedo di Francesco.

I camerieri mi guardano malissimo. Comincio a pensare di aver fatto confusione, poi capisco che Francesco qui per tutti è Frank, ma non è americano, è calabrese e quando mi vede mi dà un triplo abbraccio con salto mortale (altrimenti che calabrese sarebbe?).

Filetteria Italiana – I filetti

IMMAGINATE KEVIN COSTNER SEDUTO A TAVOLA CON THOR

Il tempo di parlarci un po’ e mi rendo conto che in questo locale insieme a lui ci sono davvero John Dunbar,  i Tuareg, Thor, Sheena e la sua zebra. Senza grandi intuizioni vi posso svelare che qui si mangiano solo filetti. Quando Frank arriva con la piastra bollente io sono pronta ad accogliere tutta la cavalleria nel mio vassoio di ardesia: zebra, cavallo, cammello, renna e bisonte.

Ho provato, giusto per giocare un po’, a chiedergli il Filettaccio, il più amato dai bambini come me. Lui mi ha guardato male, non so se per i miei 36 anni suonati o perché se mi tenti con tutte le specialità carnivore del mondo e io ti chiedo il Filettaccio (un semplicissimo filetto di manzo nudo e crudo) mi consideri davvero una brutta persona. Archiviata la discussione sulla mia età e archiviato anche l’antipasto folcloristico, passiamo alle cose che contano: il viaggio tra l’Africa, l’Asia, l’America e l’Europa. Ci sono tutte.

Filetteria Italiana – antipasto

SE MI PORTI IL COLTELLO SENZA SEGHETTO HAI CONQUISTATO IL MIO CUORE TENERO

Frank mi suggerisce di iniziare dalla zebra, la più delicata. Io ancora me la ricordo, mentre affondo il coltello rigorosamente senza seghetto, (e la sola vista di questo aggeggio fa salire i palpiti del cuore come alla prima cotta adolescenziale). Quella carne chiara, di cottura al sangue, accompagna la lama e un po’ si piega al suo passaggio, come a dire: sono qui per te. Ah se anche gli uomini fossero così mansueti!

Filetteria Italiana – la lama

IL MIO VIAGGIO CONTINUA FINO AL TRONO DI MARIA DEI FILIPPI

Dopo quel primo consiglio mi perdo a fare un giro geograficamente scorretto. Passo dall’Africa all’Europa e all’America senza ritegno. Tutti, e dico tutti, quei pezzi di filetto che accompagno in bocca lì si sciolgono, come pezzi di burro. Io mi perdo nella gioia di quel momento che ho aspettato per tutto il giorno. Ora, per un gusto tutto personale, il battito più forte lo conquista l’insospettato.

Immaginatevi seduti sul trono di Maria De Filippi mentre dalla scalinata scendono una miriade di corteggiatrici fighe, ma poi arriva lei, la più figa di tutte, quella che non ti aspettavi, perché aveva un cappellino e non si vedevano bene gli occhi, bene per me la più figa di tutte è stata la renna, che da quell’aspetto un po’ scuro e turgido non le avrei dato nemmeno la sedia e invece no: mettiti vicino a me, vicino al mio trono e fammi innamorare ancora di più se è possibile. Qualcosa che non mi aspettavo, e se mi ero ripromessa di assaggiare 2 fettine per ogni filetto, ammetto di essere arrivata almeno a 4.

Filetto di manzo alla fiamma

CHIAMATELI SOLO FILETTI, COME NO?

La Filetteria Italiana, che dai tempi di 4 ristoranti ne ha fatta di strada, merita la nostra attenzione e anche il tempo che sto impiegando per scrivere. Anche se io non ho i riccioli come Alessandro Borghese e alla fine non ho tirato fuori il taccuino dei voti, posso davvero fargli i complimenti. Frank ci rivediamo sui Navigli, per la tua prossima avventura, basta fare un fischio e io sentirò il richiamo della giungla.

Ricordiamolo, se volete la brace qui non la troverete. La cucina è piccolissima e la griglia elettrica, ma vi assicuro che nemmeno vi accorgerete della differenza. Se poi pensate che alla fine siano solo filetti siete ovviamente fuori strada, perché non è mica facile fare il giro del mondo in due ore senza spendere un patrimonio. Il locale oltretutto si presta davvero per una serata romantica, pochi tavoli, atmosfera soft, quindi se siete un tronista portatela qui la vostra renna!

di Fiorella Palmieri 1 Aprile 2019

Filetteria Italiana Via Legnano, 18 – Milano