MEAT PIE PIÙ CHE UN TORTINO UNA BOMBA CALORICA

PASTA SFOGLIA CARNE MACINATA E SALSA GRAVY E’ QUESTA LA RICETTA DELLA MEAT PIE IL GRASSO E GUSTOSO TORTINO DI CARNE CHE PIACE TANTO AGLI AUSTRALIANI   

La Meat Pie, più nota in italiano col nome di pasticcio di carne, è un piatto iconico in Australia. Anzi si può dire che nel Paese dei canguri sia il vero piatto nazionale, ancor più delle bistecche o del pesce al barbecue. E’ infatti sbarcata nel continente a inizio Ottocento assieme ai primi coloni fornendo loro un apporto calorico davvero importante. Non a caso questo tortino ripieno di macinato si mangia anche a pranzo. I più temerari poi, oltre a condirlo con salsa di pomodoro, lo accompagnano a un bicchierone di latte aromatizzato.

Ma se in origine la Meat Pie ara una preparazione artigianale a partire dalla seconda metà del Novecento si è trasformata in un vero e proprio snack industriale e da allora in Australia la si trova praticamente dappertutto: nei supermercati, nei takeway o nei punti vendita delle catene specializzate. Questo successo però ha avuto anche il suo rovescio della medaglia. Oggi infatti la Meat Pie non è più quella di un tempo. “Ha troppi grassi,” lamentano le associazioni dei consumatori. “Causa l’obesità,” gli fanno eco le aziende alimentari.

Al che gli australiani fanno spallucce. Tanto loro la soluzione al problema ce l’hanno già. Ogni anno organizzano la Great Aussie Pie Competition, una gara di cucina nata nel 1990 per scovare il tortino di carne più buono e genuino del Paese. Una ricerca a cui non possono certo rinunciare, del resto la Meat Pie è o non è il loro piatto nazionale?

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Tortino di carne australiano

MEAT PIE : UN TORTINO CON UNA SUPER FARCITURA

Stando alle cronache la Meat Pie moderna è nata nel 1947 in una panetteria di Bendingo, una città dello stato di Victoria. Il successo fu tale che la bakery si trasformò presto in una famosa catena di ristorazione, la Four’n Twenty Pies e i suoi tortini, venduti negli stadi di football, in pochi anni conquistarono tutta l’Australia.

Da allora in poi la ricetta, a parte qualche variante, non è più cambiata. In pratica, si prepara un tortino di pasta sfoglia e lo si riempie di carne. Questa a seconda dei gusti può essere di diverso tipo. Oltre al macinato classico – di manzo, maiale e pollo – c’è anche quello di canguro e coccodrillo e non mancano i dadini tagliati coi frutti di mare. Nel ripieno si aggiungono poi verdure varie. Ad esempio: cipolla, asparagi e funghi e si amalgama il tutto con il gravy, una salsa ricavata dal fondo della carne. Infine, una spruzzatina di salsa di pomodoro e il nostro tortino prende colore.

Ma come per gli ingredienti anche la forma del tortino non è sempre la stessa. La Meat Pie può essere piccolissima e in tal caso avremo i Tiny Pies, ottimi fingerfood per feste e buffet, oppure può fluttuare su una zuppa di piselli e in tal caso avremo la Pie Floater, originale condimento per minestre.

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Tortino irrorato con salsa di pomodoro

TROPPO GRASSO E POCA CARNE

Negli anni ’90 la Four’nTwenty Pies è stata acquistata da un’azienda alimentare americana, la Simplot, che poco dopo però ha deciso di restituirla alla madrepatria. Il motivo? “La Meat Pie è destinata a diventare un prodotto di nicchia – ha affermato Terry Obrien, il manager australiano della compagnia – è troppo grassa e quindi non rispondente alle richieste dei consumatori che vogliono invece prodotti più salutari”.

Così la Meat Pie dopo 8 anni è tornata agli Australiani, che saranno pure felici ma intanto continuano ad ingrassare. Pensate la Meat Pie deforma le loro silhouette nonostante il contenuto di carne sia di poco superiore al 25%, il limite minimo stabilito dall’Aca (l’Associazione dei consumatori australiani).

In effetti l’industria alimentare australiana ha esagerato. Ha convertito un tortino tradizionale alla logica del profitto con conseguenze dannose per la salute. La soluzione quindi non può che essere una sola: tornare al passato, ovvero evitare prodotti congelati e altre schifezze simili per puntare tutto su Meat Pie più genuine da consumare preferibilmente con sana moderazione.

di Gianluca Bianchini 19/11/2020