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PERCHE’ DOVETE FAR ENTRARE I BAMBINI NEI VOSTRI RISTORANTI

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E’ PIENO DI RISTORATORI CHE ALZANO PALIZZATE CONTRO I BAMBINI AL RISTORANTE PERCHE’ NON LI VOGLIONO NEI LORO LOCALI: SECONDO NOI SBAGLIANO E VI DICIAMO PERCHE’ 

Premessa: tutti detestiamo i bambini maleducati (e i loro genitori). Tutti noi cacceremmo a pedate nel didietro i bambini fracassoni (e i loro genitori). Ma se ci fermassimo qua, a questo ragionamento tanto scontato quanto banale, non bisognerebbe nemmeno proseguire nella lettura delle righe che seguono. Su questo blog se c’è una cosa che prendiamo a pedate nel culo non sono i mocciosi, ma le banalità. Detto questo proseguiamo.

BAMBINI AL RISTORANTE – FATELI ENTRARE MA RICORDATE CHI COMANDA

Non esistono solo i mocciosi urlanti. Non esistono solo bambini versione bestie di Satana.  Esistono anche vie di mezzo o anche bambini educati. Quelli mediamente vivaci che non fanno troppo casino li tolleriamo tranquillamente. Invece riguardo ai primi – e ai genitori dei primi – è doveroso ricordare che fanno talmente tanti danni che hanno ripercussioni sull’intera categoria degli under 10 (generalmente sopra i 10 scattano dei mutamenti genetici e se presi singolarmente sono gestibili). A causa dei casinisti ci rimette tutta la categoria.

Senza voler avere la presunzione di dire a ristoratori navigati come gestire i bambini confrontiamoci su qualche strategia per chiudere con la considerazione finale.

BAMBINI AL RISTORANTE – VIA IL MENU’ BAMBINO 

La prima cosa da fare se volete accogliere i bambini è quella di togliere il menù bambino e di far pagare cara una eventuale pasta in bianco. E’ paradossale ma così facendo metterete subito i puntini sulle “i”. Il messaggio sarà chiaro: i bambini sono i benvenuti ma qui si mangia da adulti. E se si mangia da adulti ci si comporta da adulti. Se proprio volete mettere il menu’ bambini fatelo pagare caro, molto caro. Il messaggio sarà ancora più chiaro: il menu’ bambino costa come un piatto per adulti, se non di più. Vuoi hamburger e patatine? Bene. 22 euro. Anzi, no. 24.

Nella mente del genitore scatterà quel meraviglioso meccanismo che porta a rispettare le cose costose e quindi sarà lesto a bloccare il moccioso qualora volesse spargere le patatine al tavolo di fianco. Se l’educazione fallisce il portafoglio sopperisce. E se il portafoglio non è all’altezza l’allegra famiglia andrà a mangiare altrove. La statistica dice che se sei disposto a pagare di più per la cena di tuo figlio avrai meno possibilità di avere bambini fracassoni in giro.

TRATTATE I BAMBINI COME I BORSEGGIATORI 

Seconda cosa. Ok, il vostro non è un locale per bambini. Ma li accettate senza problemi. Bene provate a dare all’allegra brigata che si siede al tavolo del menù dedicati con in apertura di menù un bel messaggio diretto: “I bambini educati sono i benvenuti. Per gli altri c’è il locale a fianco dove regna l’Anarchia”.

Della serie: bambino avvisato mezzo salvato. Non ho mai visto menù del genere in giro. Secondo me funzionerebbe (e si offenderebbero solo quelli con la coscienza sporca). Avrebbero lo stesso effetto dei segnali della metropolitana che avvertono dei borseggiatori (NB non sto paragonando i bambini a dei pickpocket, si chiaro. Lo dico prima che qualche associazione di categoria parta con la querela di turno).

Ora, veniamo al nocciolo della questione. Questi due consigli – non richiesti – magari saranno utili a qualcuno. Proviamo ad affrontare la questione cambiando punto di vista. Quel moccioso che ha varcato la porta di ingresso – e che voi da bravi domatori avete deciso di gestire – potrebbe essere un futuro cliente e un potenziale detonatore di visibilità.

Prendo in prestito dalla mia biografia un fatto realmente accaduto per parlarvi del primo concetto. Chi scrive anni fa portò sua figlia di anni 7 in un ristorante serio, target adulto. Lei proprio quella sera decise di scalpitare come mai prima aveva fatto, il ristoratore – vecchia volpe navigata – fu bravo a gestire la situazione. Ammetto che mi vergognai un po’ perchè anni e anni di insegnamento su come stare a tavola vennero meno in un istante. Capita anche ai migliori, figurarsi se non poteva capitare ad un genitore difettoso come sono io. La serata andò bene e mia figlia conservò un bel ricordo. Per una serie di misteri che governano la mente umana oggi quel ristorante è il preferito di mia figlia che oramai è una quindicenne responsabile. Un compleanno? Si festeggia là. Una sera libera? Si prenota là. La metà dei soldi che spendo per cene fuori con mia figlia finiscono nelle casse di quel ristorante. Buon per lui (e felice mia figlia).

IL BAMBINO SMARTPHONE MUNITO E IL DETONATORE 

Sulla faccenda “detonatore” la faccio breve. Mi è capitato l’altro giorno, scorrendo TikTok, di vedere un video girato da un bambino di circa otto anni. Con un chiaro accento campano raccontava di come era stato bene in quel determinato ristorante, non era un video volgare o di quelli che raccontano eccessi, assolutamente no, era un video molto simpatico e il ristorante era un trattoria nemmeno troppo particolare.

Per una serie di misteri che governano l’algoritmo di quel social il video in questione ha registrato un milione di view. Il bambino si è trasformato in detonatore e con un veloce video pubblicato a costo zero ha fatta molta pubblicità a quel ristorante.

Morale della favola: ogni volta che un bambino varca la soglia del vostro ristorante ricordate che potrebbe essere una bestia di satana ingestibile ma anche un ottimo investimento per il vostro futuro. Auguri e figli famelici.

 

 

 

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