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PITCHFORK STEAK FONDUE, LA BISTECCA MADE IN USA COTTA NELL’OLIO ROVENTE

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CHE MATTI GLI AMERICANI NE SANNO UNA PIÙ DEL DIAVOLO LE BISTECCHE LE CUOCIONO ANCHE SENZA BRACI, BASTA UN FORCONE E UN BIDONE CON DELL’OLIO ROVENTE E IN POCHI MINUTI LA PITCHFORK STEAK FONDUE È PRONTA

“Se la morte falcia il diavolo raccoglie,” osserva lo scrittore iberico Arturo Perez-Reverte nella sua opera del 1993 Il Club Dumas. E infatti una delle immagini più iconiche del signore degli inferi è proprio quella che lo raffigura con un forcone in mano.

Un bastone insolito per un monarca, una sorta di picca al posto dello scettro. “Un tridente ereditato dal Dio Ares,” suggeriscono gli studiosi “o solo da suo fratello Aquaman,” avranno pensato gli americani, i quali, da fuoriclasse del barbecue, considerano quell’arnese più utile ad acchiappare pesci che non ad infilzare bistecche.

Soprattutto se di bistecche ce ne sono tantissime come quelle servite a Medora, un borgo del Nord Dakota, circondato da una natura selvaggia e incontaminata.

Qui per renderlo più efficiente i nativi hanno aggiunto un paio di denti al loro forcone, in tutto cinque punte, e così anziché una hanno ottenuto due file di bistecche. Cinque Rib-Eye per ogni fila. Ciascuna di 12 once (circa 340 grammi).

Ma per diventare maestri e cuocere centinaia, se non migliaia di pezzi di carne al giorno, non bastava una brace rovente, ci voleva qualcosa di più. Ci voleva un’intuizione geniale. Ecco perché è nata una tecnica tutta nuova: la Pitchfork Steak Fondue.

La tecnica trae ispirazione dalla parte occidentale del Paese e consiste nel riempire un bidone con dell’olio rovente; si immerge il forcone e il gioco è fatto: si estraggono delle bistecche weird, awesome, amazing come dicono gli americani, ovvero delle bistecche favolose, croccanti e brunite in superficie, rosate e succulente all’interno.

Altro che fiamme, tridenti e pentoloni colmi di intrugli magici! Nel Midwest il diavolo è stato beffato tre volte. A Medora infatti non si fanno stregonerie, si fa solo buona cucina.

Pitchfork Steak Fondue
Pitchfork Steak Fondue
Pitchfork Steak Fondue
L’olio rovente supera i 300 °C rosolando così le Rib-Eye.

DALLA NASCITA DI MEDORA ALLE PITCHFORK STEAK FONDUE

La nascita di Medora più che a miti e leggende è legata alla storia americana. Questo villaggio del Nord Dakota fu fondato nel 1883 lungo la linea ferroviaria transcontinentale. Fu fondato per merito di un aristocratico, il Marchese De Mores, il quale perseguiva un obiettivo ambizioso: rivoluzionare l’industria dell’allevamento.

Per farlo De Mores puntò sui capi allevati al pascolo, ma il gusto del tempo premiò invece quelli di Chicago ingrassati a mais, così nel 1886 il marchese disse addio al suo business e se ne tornò in Francia. Abbondonò, quindi, la sua dimora, lo stabilimento per l’imballaggio della carne e soprattutto abbandonò i suoi delusi concittadini.

Qualche anno più tardi nel 1903 arrivò a Medora il presidente Theodore Roosvelt, che aveva già investito in alcuni ranch della zona, fu accolto con grandi onori, ricambiò il bagno d’affetto e rimase per sempre nel cuore degli abitanti.

Tanto che nel 1986 nacque la Theodore Roosvelt Medora Foundation, un’organizzazione no profit il cui fine è quello di far crescere la comunità grazie ad eventi e nuovi investimenti. Sono nati così un teatro, un festival musicale, un ristorante e una nuova tecnica di cucina: la Pitchfork Steak Fondue.

Le Badlands
Le Badlands
Pitchfork Steak Fondue
Il ristorante all’aperto di Medora nel Nord Dakota.

BISTECCHE FAVOLOSE, CLIMA DI FESTA E UN PANORAMA MAGNIFICO

La Pitchfork Steak Fondue prende ispirazione dalle Pot Fondue, le pentole di origine europea usate per sciogliere il formaggio e calarci dentro pezzi di pane, ortaggi e salsicce. Ebbene, i membri della TRMF hanno pensato di sostituire queste pentole con dei bidoni colmi d’olio e immergerci poi le bistecche.

Queste cuociono in fretta perché l’olio raggiunge una temperatura di 340 °C. Tempo 4 minuti e sono già pronte per essere servite. Le bistecche sono soprattutto Rib Eye e New York Steak (lombate senza osso) e finiscono sui dei tavoloni all’aperto circondati dalla bellezza mozzafiato delle Badlands (il parco nazionale del Paese).

La proposta ha riscosso un indiscutibile successo. In 15 anni sono state cotte oltre mezzo milione di bistecche e ogni cento giorni vengono servite 50 mila persone, che, soddisfatte, scattano centinaia di migliaia di foto, le condividono sui social e lasciano commenti positivi. Un entusiasmo suscitato dalla buona carne, dallo spirito conviviale e dalla location, un ristorante a cielo aperto con un panorama senza pari.

“Per noi – affermano i gestori – non c’è posto migliore per sedersi, mangiare delle bistecche e godersi uno scenario da un milione di dollari”.

di Bianchini Gianluca 03/02/2023

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