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OLTRE 700 MILA CAPI E 4300 AZIENDE QUESTI ALCUNI NUMERI CHE RUOTANO INTORNO ALL’AGNELLO SARDO UN PRODOTTO IGP CHE VA TUTELATO E DIFESO 

Solo l’agnello nato, allevato e macellato sull’isola, proveniente da una pecora di razza sarda può esibire l’etichetta IGP. Perché anche i sapori sono patrimonio di un territorio. E se oltre a essere buono, è anche un elisir di lunga vita promosso da generazioni di centenari, cedervi sarà ancora più facile. Ma solo se è quello vero. A vigilare ci pensa il Con.T.A.S. (Consorzio di Tutela Agnello di Sardegna), che promuove una tradizione pastorale antichissima e punta sull’innovazione per conquistare le tavole di tutta Italia e non solo.

Il Presidente Battista Cualbu e il direttore Alessandro Mazzette - Con.T.A.S.

BATTISTA CUALBU (SIX) E ALESSANDRO MAZZETTE (DES), PRESIDENTE E DIRETTORE DEL CONSORZIO

CONSORZIO DI TUTELA AGNELLO SARDO IGP: TRADIZIONE E NATURA

Sole, cielo azzurro e pecore al pascolo sembrano soggetti di un quadro d’autore, ma in Sardegna è tutta realtà. La natura generosa e il clima mite dell’isola accolgono da millenni questa razza ovina autoctona, una delle più antiche d’Europa. E molto prima che la sostenibilità diventasse “di moda”, i pastori sardi hanno portato avanti un sistema di allevamento etico nei confronti degli animali e dell’ambiente.

Mio padre ha fatto per anni la transumanza. Da Fonni, piccolo paese nel cuore della Sardegna, portava il gregge a svernare nelle pianure del nord, nel sassarese. È qua che ha acquistato i primi terreni e quando mi sono diplomato ho rilevato l’azienda dove ora allevo 850 pecore”.

Battista Cualbu, classe 1966, è innanzitutto un pastore, come suo padre e suo nonno, oltre che presidente del consorzio di tutela IGP. “Dieci anni fa, assieme ad altri allevatori, abbiamo creato i primi gruppi di acquisto per la vendita degli agnelli all’asta. Il Con.T.A.S. era appena nato, ma sapevamo che il marchio di origine era essenziale per distinguerci e così li ho contattati”, racconta con soddisfazione il presidente.

CONSORZIO DI TUTELA AGNELLO SARDO IGP: PERCHÉ È UNICO

Dal 2001, anno di assegnazione dell’Indicazione Geografica Protetta, il consorzio è diventato una grande famiglia con 735.000 capi certificati e 4300 aziende tra allevatori, macellatori e porzionatori, le tre figure che formano la filiera. Obiettivo primario la tutela da contraffazioni, anche grazie ad agenti vigilatori impegnati a tempo pieno in tutta Italia.

L’unicità va difesa: “Per molto tempo si è trascurato il valore aggiunto dato dal territorio, sia per le caratteristiche naturali dell’isola, sia per il rispetto dell’allevamento tradizionale. Nel nostro disciplinare è vietato l’utilizzo di farine lattee perché gli agnelli si nutrono all’aria aperta solo con il latte materno e poi iniziano a brucare l’erba nei pascoli. Ed è proprio questo a trasmettere alla carne quei principi nutritivi che la rendono cosi genuina e gustosa”, spiega Cualbu.

Da qualche mese il consorzio di tutela può contare su un sostenitore in più. Alessandro Mazzette, 43 anni di Tula, paesino in provincia di Sassari, è il nuovo direttore. Una laurea in agraria, un passato da ricercatore e due master in zootecnia in Australia gli hanno fatto sposare definitivamente la causa.

CONSORZIO DI TUTELA AGNELLO SARDO IGP

CONSORZIO DI TUTELA AGNELLO SARDO IGP

CONSORZIO DI TUTELA AGNELLO SARDO IGP: PIÙ INFORMAZIONE

Penso che l’agnello di Sardegna IGP possa fare da traino a tutto il settore, ma c’è bisogno di maggiore informazione, prima di tutto tra i consumatori. Dobbiamo rivolgerci anche a quelli che si sono disabituati alla carne perché le proteine sono importanti”, afferma il direttore.

Ma non solo. L’agnello è tra i più consigliati al mondo per lo svezzamento e la crescita dei bambini, previene le malattie cardiovascolari ed è indicato per diete a scarso contenuto di grassi. Una carne tenera, magra e ricca di omega 3 e vitamina E, i più importanti antiossidanti naturali delle membrane cellulari. E se questo non dovesse bastare, è facilmente digeribile, per cui concedersi il bis è d’obbligo.

CONSORZIO DI TUTELA AGNELLO SARDO IGP

CONSORZIO DI TUTELA AGNELLO SARDO IGP

CONSORZIO DI TUTELA AGNELLO SARDO IGP: INNOVAZIONE E GUSTO

Protagonista delle feste comandate, il prossimo obiettivo del Con.T.A.S. è promuoverne il consumo tutto l’anno: “Le analisi dall’Università di Sassari garantiscono che l’abbattitura del prodotto a – 40 gradi non altera le caratteristiche organolettiche della carne e non distrugge le fibre”, spiega Alessandro Mazzette. In questo modo, può superare i confini dell’isola in differenti porzionature e rivolgersi a nuovi mercati: “Abbiamo già raggiunto risultati importanti con la Spagna, ma il consumo è legato soprattutto a Natale e Pasqua. Per questo ci stiamo muovendo verso i Paesi arabi, la Francia, l’Inghilterra e la Germania, dove il consumo della carne è più costante durante l’anno”.

Per raggiungere lo scopo, il consorzio sarà presente alle più importanti fiere di settore in tutta Europa e potrà contare sul supporto di Federalberghi per la promozione e la valorizzazione, anche in cucina, di questa eccellenza locale. E se allo spiedo è in grado di conquistare i veri braciamatori, non mancano ricette tipiche o abbinamenti ricercati per sedurre anche i buongustai più esigenti, ancora meglio se abbinati a vini rossi morbidi come il Carignano del Sulcis DOC. E una volta scoperto, sarà impossibile farne a meno.

di Ilaria Pani – 01/03/2018