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LE MACELLAZIONI HALAL E KOSHER SONO PRATICHE RITUALI MILLENARIE INSENSIBILI ALLA SOFFERENZA ANIMALE ECCO PERCHÉ SECONDO NOI L’IDEA DI VIETARLE NON È SBAGLIATA SUL NASCERE

È giusto o no abolire in Italia la macellazione halal e kosher? Partendo dal presupposto che le due pratiche – la prima islamica la seconda ebraica – sono estremamente cruente è giusto porsi la domanda. Per chi non lo sapesse queste pratiche di macellazione prevedono che agnelli, capretti e bovini, debbano essere sacrificati seguendo un rituale ben preciso.

L’animale viene prima bendato, poi appeso a testa in giù ed infine sgozzato: la morte, dopo aver reciso con un taglio netto esofago, trachea, giugulare e carotide, deve avvenire per dissanguamento. Ora, considerato che viviamo nel 2018, possiamo definirla una pratica brutale senza che nessuno ne abbia a male.

Le associazioni animaliste, manco a dirlo, sono da tempo sul piede di guerra per chiedere l’abolizione di questo rituale anacronistico e a nostro avviso non hanno tutti i torti. Sapete bene come la pensiamo: sì al consumo di carne, purchè tutto avvenga nel massimo rispetto dell’animale. Il suo sacrificio rende possibile il nostro sostentamento, le nostre grigliate e tutto quello che ruota attorno. Ma siamo dell’avviso che agli animali vadano risparmiate inutile sofferenze.

MACELLAZIONI HALAL E KOSHER : COME È REGOLAMENTATA NEL MONDO

L’Europa, su questo aspetto, attua una politica decisamente morbida.  Nel senso che da una parte impone per legge lo stordimento (necessario a rendere l’animale incosciente durante il trapasso) dall’altra, invece, ammette una deroga per le macellazioni rituali.

Ma è una deroga che poco per volta si sta sfarinando. Perché, abolita già in Danimarca, Svezia, Lituania, Polonia, Svizzera e Belgio, presto potrebbe essere abrogata anche in Italia. È notizia di questi giorni, infatti, che la senatrice leghista, Stefania Pucciarelli, ha depositato in parlamento una proposta di legge per proibire le macellazioni rituali. E come al solito non sono mancate le polemiche.

È GIUSTO ABOLIRE LE MACELLAZIONI HALAL E KOSHER? : IL PUNTO DI VISTA EBRAICO

Le polemiche più vibranti vengono dalla comunità ebraica che vede nella proibizione un rigurgito antisemita (un refrain che la comunità ebraica utilizza troppo spesso). Una reazione ovviamente esagerata, ma che fa capire come la proposta di legge sia percepita alla stregua di un’ingerenza insopportabile.

Secondo la vulgata ebraica la macellazione kosher non causa sofferenze all’animale. Che poi, durante il sacrificio, l’aninale debba essere cosciente se si vuole purificare la carne rendendola adatta al consumo dei fedeli, è un aspetto che cozza un po’ con la convinzione che gli animali non soffrano.

Anche per gli altri aspetti il rituale è visto, dalla comunità, come rispettoso della dignità dell’animale. Questo, infatti, secondo i macellai kosher, non viene spaventato in alcun modo. Anzi spesso viene accarezzato nascondendogli non solo l’uccisione dei suoi simili ma anche la vista del sangue. Inoltre, il sacrificio è eseguito da professionisti che conoscono alla perfezione la tecnica rituale. Ma in genere gli ebrei rivendicano il fatto che l’animale è sempre trattato con estrema cura, visto che giunge al macello in ottime condizioni igienico-sanitarie.

È GIUSTO ABOLIRE LE MACELLAZIONI HALAL E KOSHER? : LA SOFFERENZA ANIMALE

Questa la teoria. La pratica, però, come spesso succede racconta anche altre storie. Infatti, secondo uno studio dell’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), già riportato da la Repubblica nel 2015, da quando un ovino viene appeso fino al primo affondo della lama passano 4 minuti. Mentre la iugulazione halal dei bovini impone ben 25 movimenti del coltello. E nel 93% dei casi il riflesso corneale cessa 80 secondi dopo l’ultimo taglio. A questi dati vanno poi aggiunti quelli relativi alle macellazioni illegali. Ad esempio, nel mese di agosto, in occasione della festa del sacrificio , spesso gli animali vengono uccisi in locali non idonei come case e garage.

Traduzione: l’animale, ancora cosciente, viene sgozzato per mezzo di un coltello cerimoniale con un taglio che va da un orecchio all’altro e lasciato agonizzante per diversi minuti in una pozza di sangue

È GIUSTO ABOLIRE LE MACELLAZIONI HALAL E KOSHER? :  UN CONFRONTO IMPIETOSO

Insomma, ce n’è abbastanza per definire crudeli queste pratiche rituali. Soprattutto se messe a confronto con tecniche di macellazione più umane. Mi riferisco, ad esempio, a quelle messe a punto da Temple Grandin, una texana di 71 anni, che, negli anni Settanta, ha inventato stabilimenti con percorsi arcuati che rispondono a due esigenze fondamentali.

La prima è quella di separare fisicamente i capi destinati al macello da quelli ancora da allevare. La seconda, invece, è quella di condurre i singoli capi al mattatoio senza che vedano nulla di ciò che gli sta davanti. Così l’animale, ignaro dell’imminente macellazione, entra tranquillo in una cabina adibita allo stordimento. Tutto questo perché? Per evitare che lo spavento guasti la carne rendendola dura e dal sapore selvaggio e ferroso.

Temple Grandin

È GIUSTO ABOLIRE LE MACELLAZIONI HALAL E KOSHER? : TRA PROTESTE ED EGOISMI

Questo aspetto, però, non è stato ancora compreso dalla comunità ebraica. L’anno scorso, infatti, l’abolizione della macellazione kosher in Belgio è stata definita “il più grande assalto alla nostra religione dai tempi dell’occupazione nazista” (un tantinello esagerati, non trovate?)

Peccato però che non abbiano fatto altrettanto scalpore le dichiarazioni del rabbino israeliano Yuval Cherlow, che considera kosher la carne suina prodotta in laboratorio (della serie a ognuno le sue contraddizioni).

Il rabbino, secondo quanto riportato dall’agenzia governativa ICE (agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) è una figura di spicco nel campo della legge ebraica. Viene quindi da chiedersi: nel prossimo futuro potrebbe essere modificato il precetto ebraico che vieta il consumo della carne di maiale? È probabile. La Fao, infatti, prevede che il consumo carnivoro globale è destinato a raddoppiare entro il 2050. Un eventuale modifica del precetto avvantaggerebbe, quindi, quelle aziende israeliane già pronte ad entrare nel mercato della carne surrogata. Che dire, Il fiuto degli ebrei per gli affari è proverbiale.

In attesa di capire che destino avrà il disegno di legge un plauso va ai gestori di quei mattatoi musulmani, (nella sola Lombardia sono il 30% del totale), che, compresa la crudeltà della macellazione halal, hanno deciso di adottare in Italia lo stordimento preventivo.

Di Jonathan Guareschi 17/10/2018