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LE SOPAPILLA SONO UN CIBO STREET FOOD SUDAMERICANO NATO IN ANDALUSIA IDEALE PER PREPARARE DOLCI O REALIZZARE SFIZIOSI SPUNTINI A BASE DI CARNE 

Le sopapilla sono paste fritte che gli araucani, indigeni cileni stanziati a ovest delle Ande, chiamarono così per onorare un uccello della regione. Ma sopapilla in realtà è il diminutivo di sopaipa, parola che viene dal mozarabico andaluso xopaipa che significa pane fritto nell’olio e derivante a sua volta dal tedesco suppa che significa invece zuppa.

Un excursus etimologico che gli indigeni non potevano certo conoscere. Non potevano sapere infatti che secoli addietro l’Andalusia era stata occupata dagli arabi contaminandone la lingua. E, quindi, influenzati dal realismo magico del continente, hanno finito col mettere le ali ai conquistadores, che sono stati i primi veri esportatori di questa specialità nel XVII secolo.

Poi dal Cile la diffusione delle sopapilla in tutta l’America latina, compresi gli Stati Uniti, è stata rapida. Assumendo, a seconda della regione, varie forme e ricette. Ricette regine di eventi street food e ristoranti locali, realizzate ora con impasti dolci e salati ora con carni e ortaggi.

SOPAPILLA : COME SI PREPARANO

Il folclore vuole che le sopapilla si preparassero d’inverno in giorni particolarmente freddi e piovosi. Quando, anziché recarsi al forno, era meglio starsene a casa a preparare il pane con le proprie mani. E infatti per preparare le sopapilla basta poco: una padella, un po’ d’olio e un impasto di farina a cui spesso si aggiunge grasso o burro.

Poi, quando l’impasto lievita, lo si taglia in varie forme che, a seconda dei gusti, possono essere circolari quadrate o triangolari. Mentre le dimensioni sono: piccole (8-10 cm) se si vogliono realizzare dei dolci o grandi (15-20 cm) se si vogliono invece realizzare piatti più corposi. Infine, una volta calati gli impasti nell’olio, la frittura li fa gonfiare ulteriormente creando una tasca vuota all’interno. Ed è proprio all’interno di questa tasca che si deposita il condimento.

SOPAPILLA : IL CONDIMENTO DI CARNE

Le sopapilla famose per il loro contenuto di carne, sono soprattutto quelle del New Mexico (Stati Uniti) e dell’isola di Chiloé (Cile). Nel New Mexico sono simili a cuscinetti serviti come piccoli pani, ottimi per raccogliere salse e bocconcini prelibati. Ma possono anche diventare degli hamburger con dentro della gustosa carne di manzo e più in genere si farciscono con gli stessi ingredienti dei taco messicani.

Nell’isola di Chiloè invece hanno una forma romboidale e si consumano durante los reitimientos, una festa locale nella quale si ammazzano i maiali. E dunque nell’isola le sopapilla si accompagnano a carne suina e milcao (una pietanza a base di patate e altri ingredienti).

SOPAPILLA : NON SOLO CARNE

Nel resto del Chile invece la caratteristica principale delle sopapilla è che hanno una forma piatta e circolare e si preparano con la zucca. Si  condiscono poi con patate e verdure e spesso si accompagnano col formaggio. Ed è usanza cospargerle con mostarda e pebre (salsa preparata con pepe, aglio, prezzemolo e aceto). Ma possono fungere anche da dolci ricoperte di miele, marmellata e cioccolata oppure glassate con zucchero e chancaca (salsa aromatizzata con cannella e bucce d’arancia).

Inoltre, le sopapilla si trovano anche in Uruguay, Argentina e Perù e sono tuttora presenti nella loro terra d’origine, l’Andalusia. In tutti questi luoghi assurgono spesso a protagoniste di sagre ed eventi street food con balli e canti sullo sfondo.

Di Gianluca Bianchini 07/08/2018