GRIGLIATA DI PESCE: 5 POSTI PER MANGIARE A MANFREDONIA

IN UNA CITTÀ DI MARE CHE SI RISPETTI NON PUÒ MANCARE DELL’OTTIMO PESCATO. LA PUGLIA LO CONFERMA. ECCO DOVE MANGIARE LE MIGLIORI GRIGLIATE DI PESCE A MANFREDONIA

Manfredonia è una città marinara famosa per essere conosciuta come la porta del Gargano. In questa piccola località a nord della Puglia, in provincia di Foggia, i turisti giungono numerosi, attratti da un mare azzurro e splendente. Di giorno le spiagge brulicano di bagnanti che si godono beati la frescura marina. Mentre, giunti a sera, ci pensa la brezza ad allietare le passeggiate sul lungomare affollato. Le acque del golfo di Manfredonia non sono però solo fonte di refrigerio e relax, offrono anche molte prelibatezze. In particolare è l’ottimo pescato a finire tutti i giorni  puntuale in padella per diventare zuppa, frittura o per condire i primi piatti. Ma anche per gli amanti della brace le ricette non mancano. Ecco, cinque ristoranti in cui mangiare delle ottime grigliate di pesce a Manfredonia.

MANGIARE A MANFREDONIA
MANGIARE A MANFREDONIA

MANGIARE A MANFREDONIA: CALAMARETTI E SEPPIOLINE ALLA GRIGLIA DA “COPPOLA ROSSA”

Coppola Rossa è un ristorante a gestione familiare che si trova all’inizio di via Maddalena in pieno centro. Qui si possono gustare i piatti tipici della cucina locale. “Io sono il figlio di Tonino Coppola Rossa – racconta Marco D’Ambrosio il gestore del locale – il grande cuoco di Manfredonia conosciuto un po’ da tutti in città perché papà ha tenuto viva la tradizione della cucina marinara. E noi che siamo i figli continuiamo la sua passione“. I piatti della trattoria si basano quindi su ricette di mare. Una di queste è la ciambotta fresca, la tipica zuppa di pesce manfredoniana fatta con gallinelle, rane pescatrici, scorfani, triglie, canocchie, seppie, cozze e vongole. Il ristorante serve questo famoso piatto con la bruschetta, perché uno degli ingredienti principali è il pomodoro.

Tra le altre squisitezze casarecce che si possono assaporare da Coppola Rossa troviamo i troccoletti (spaghetti alla chitarra fatti in casa) allo scoglio con le cime di rape, oppure al sugo di polpo e di seppia, senza dimenticare la frittura di paranza. Ma sono i calamaretti e seppioline alla griglia una delle portate di maggior successo della casa. Marco ci spiega il segreto di questa prelibatezza: “È una ricetta semplice. Le seppioline e i calamaretti appena pescati vengono prima puliti con cura, poi sbattuti e arricciati per rendere le carni più tenere. Un procedimento che si fa con l’acqua marina. Infine, si passano alla griglia con la brace già bella calda. Per cuocerli basta una solo girata altrimenti si rischia di bruciarli. Infine, si condiscono con olio, pepe e prezzemolo. Il piatto servito caldo si sposa bene con un vino bianco Fiano della cantina Biancardi di Cerignola“.

MANGIARE A MANFREDONIA
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MANGIARE A MANFREDONIA: GRIGLIATA MISTA DI PESCE DEL GOLFO DI MANFREDONIA AL “RISTORANTE DEL PORTO”

Il Ristorante del Porto si trova vicino alla villa comunale col castello svevo in bella vista. Le sue caratteristiche sono semplicità e tradizione. Quindi, niente piatti sofisticati carichi di spezie e aromi particolari, ma solo olio extra vergine di oliva e pesce fresco. Le ricette sono quelle della cucina marinara e le portate vengono preparate al momento. Il menù offre antipasti assortiti con insalate di mare, alici marinate, salmone e cozze ripiene. Altre specialità della casa sono il polpo alla griglia, i troccoletti allo scoglio, oppure gli spaghetti fatti in casa con frutti di mare: cozze, vongole, seppioline, gamberetti e scambetti. Insomma un bel piatto ricco.

Il titolare Leonarco Cirillo ci propone una tipica specialità manfredoniana: la grigliata mista di pesce. “Ci mettiamo un’oratina di mare e delle seppioline fresche con gamberoni e triglie. L’ingrediente principale è il pesce appena pescato. Viene messo sulla griglia con la pietra lavica e i carboni ardenti come quelli di una volta. La carne così si cucina ma senza asciugarsi troppo. E poi a fine cottura si aggiunge olio extra vergine di oliva e prezzemolo. Viene servito così al naturale. In abbinamento consiglio un vino pugliese, un bianco Fiano delle terre del Gargano”.

griglia pesce
MANGIARE A MANFREDONIA

MANGIARE A MANFREDONIA: POLPO ALLA GRIGLIA AL RISTORANTE SEASHELL

Il Bar-Ristorante Seashell si trova nel braccio di levante del porto turistico. La veduta coi pontili, le imbarcazioni ormeggiate e lo specchio d’acqua che riflette il cielo è favolosa. Ma ciò che contraddistingue davvero il locale è la qualità del servizio che comprende una carta vini importante e le pizze fatte con impasti alternativi (ai cinque cereali, con grano saraceno e zenzero). Il menù è ampio: si va dal pesce (zuppe, carpacci marinati di salmone, tartare di tonno e pesce spada) alla carne (filetto irlandese e scozzese di tipo angus) fino alla pinsa romana. Qui uno dei piatti forti è il polpo alla griglia su letto di favette e verdure di campo. Cristiano, il titolare dell’attività, ne è molto orgoglioso ma precisa: “Non è un piatto tradizionale, è una specialità della casa e quindi no, mi spiace non posso svelare gli ingredienti, sono top secret. Posso dire però che è molto gradito alla clientela, perché è fatto con ingredienti naturali. Si può abbinare a una bollicina brut, ma va bene anche con un vino fermo di tipo pecorino, una code di volpe o un greco di tufo”.

MANGIARE A MANFREDONIA
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MANGIARE A MANFREDONIA: SARAGO ALLA BRACE CON MAZZANCOLLE ALL’OSTERIA BOCCOLICCHIO

Il vicolo dell’Arco Boccolicchio è uno dei luoghi più antichi di Manfredonia e dà il nome a questa osteria a conduzione familiare. Il locale è frequentato da gente del posto, ma non mancano i turisti e la clientela di un certo livello. Agli ospiti viene proposto un menù al 90% di pesce in base a quello che la stagione ha da offrire. Si incomincia con gli antipasti. Quello caratteristico della casa è il Voglio tutto”, praticamente otto antipasti di mare in uno. E poi tra i tanti piatti si possono provare le polpette di patate e le cozze con fonduta di canestrato, carpaccio di gamberi con insalata di barattiera o il polpo alla brace con soffice di patate. Il sarago alla brace con mazzancolle è una delle prelibatezze più richieste dai clienti dell’osteria. “Più che una ricetta locale – spiega lo chef William Tespiè una specialità tipica un po’ di tutto il Mezzogiorno. Si prepara in modo semplice con olio e limone. E la si può abbinare con un Solo Fiano di Michele Biancardi”.

MANGIARE A MANFREDONIA
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MANGIARE A MANFREDONIA: GRIGLIATA DI ANGUILLE ALLA SCAPECE DA TENTAZIONI CULINARIE

Alla fine di Via Maddalena vicinissimo a Piazza del Popolo c’è un ristorante molto particolare perché offre piatti medioevali. Vengono anche organizzate cene e pranzi in abbigliamento dell’epoca con musiche a tema per ballare e divertirsi. La missione dello chef Giuseppe Ciociola è di tentare con una cucina d’altri tempi quelle signore che tengono un po’ troppo alla dieta “fino a diventare quasi anoressiche” (si sa la donna a Sud piace formosa). Da qui il nome del ristorante: Tentazioni Culinarie. Il menù offre molti piatti locali ma quando vengono organizzati i banchetti medioevali diventa rigorosamente federiciano. E così, vengono serviti i piatti che si mangiavano al tempo dell’Imperatore Federco II, sì proprio lui il padre di Manfredi, il re che nel lontano 1256 fondò dalle rovine di Siponto la città di Manfredonia. Tra queste prelibatezze troviamo il maialino selvatico, le “omelette per ruffiani e prostitute” e i maltagliati con ortiche e funghi.

Ma il piatto più rappresentativo della tradizione federiciana è la grigliata d’anguilla alla scapece. Ciociola ci racconta come nel medioevo si faceva questa pietanza: “Le anguille pescate nel lago Varano si preparavano in ‘askipecia’ ovvero le si lasciavano prima marinare nell’olio e nel succo d’arancia, che allora era ancora amara, e poi si arrostivano con l’aggiunta della salvia. Infine, si mettevano nei barili assieme ad una sostanza acre (succo d’uva acidificato) fatta d’aceto, sale e menta. I barili caricati a bordo erano quindi la scorta alimentare dei marinai”. Questo piatto però non si sposa col vino comune perché verrebbe snaturato dall’aceto, ma con quello mielato, che si prepara “lasciando il miele macerare nel vino rosso con lo zenzero e i chiodi di garofano”.

di Gianluca Bianchini 26/07/2016